Invio massivo di email: come fare

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Chiunque abbia un indirizzo email probabilmente sa come sono diventate popolari le e-mail di massa e le newsletter. Eppure, nonostante ciò che la tua casella di posta intasata potrebbe dirti, le e-mail di massa sono ancora uno strumento di marketing altamente sottoutilizzato.

Un'efficace campagna di email marketing può avere un grande impatto per molte aziende, tuttavia non è assolutamente scontato che ogni invio massivo di email abbia automaticamente successo.

Per creare una campagna e-mail di successo, è necessario avere una solida strategia e alcuni modelli ben progettati.

Uno dei principali vantaggi dell'utilizzo dell'e-mail collettiva è che puoi inviare il tuo messaggio ad un grande gruppo di persone in un breve lasso di tempo, gratuitamente (o a basso costo). Da un punto di vista del valore, è difficile da battere.

Se hai mai inviato posta diretta stampata, inserito un annuncio pubblicitario o fatto pubblicità tradizionale, allora sai quanto può essere costoso. Ti sarà difficile trovare un modo per raggiungere i tuoi clienti per meno tempo, denaro o impegno di quanto tu possa impiegare realizzando una campagna di email marketing ben calibrata.

Quando invii la posta diretta stampata o metti un annuncio sul giornale, diventa difficile sapere veramente quante persone hanno effettivamente visto il tuo pezzo promozionale. Per misurare l'efficacia di tale annuncio, potrebbe essere necessario impostare un numero di telefono specifico della campagna o chiedere alle persone come ne sono venute a conoscenza.

Con l'invio massivo di email, hai una visione più ampia di ciò che sta accadendo: puoi monitorare automaticamente il numero di persone a cui è stata inviata la tua email, quanti l'hanno effettivamente aperta, quali pulsanti o collegamenti hanno cliccato, quanto tempo hanno trascorso a guardare il messaggio e tanto altro!

Tutti questi dati, nel tempo, ti consentiranno di identificare le tendenze a cui sono orientati i tuoi clienti e di stabilire una strategia che ti aiuterà a garantire che le tue campagne di email marketing diventino sempre più efficaci nel tempo.

Se stai cercando di capire come l'invio massivo di email ai tuoi clienti non risulti spam o stai iniziando con l'email marketing di massa e vuoi assicurarti di avere le idee chiari e conoscere le basi, ecco i punti che dovrai seguire per avere successo!

Invio massivo di email: come fare email marketing con successo

Come puoi assicurarti di massimizzare il potenziale delle tue campagne? Come fai a sapere che il tuo pubblico riceve le tue email, le legge e alla fine diventa cliente?
Ecco qualche suggerimento per fare email marketing con successo.

Pianifica in modo strategico le tue email


Il principale errore nell'invio massivo di email è di non considerare l'ora o il giorno della settimana  in cui viene inviata la mail o quali eventi nazionali o locali si verificano quando si procede con l'invio.

Prima di inviare qualsiasi email di massa, pensa alla tua attività. Se hai un negozio e sai che il giorno di maggiore afflusso è il sabato, l'invio di un coupon all'inizio di sabato mattina ha un impatto reale.
Sii strategico, pianifica il momento perfetto per inviare le tue campagne.

Cura il design

Un buon design è fondamentale per il successo a lungo termine, anche se "buon design" potrebbe non significare ciò che pensate significhi.

Non è tanto quanto sembra carina qualcosa, ma piuttosto come funziona bene qualcosa. È facile da leggere? È visivamente accattivante? Suscita emozioni?

Da un punto di vista strategico, hai un arco di tempo estremamente limitato per catturare l'attenzione di qualcuno. Se la tua email richiede a chi legge di saltare troppi passaggi per ottenere ciò che stai cercando di dire (carica troppo lentamente, richiede loro di fare clic su un link per visualizzare le immagini, viene contrassegnato per spam, ecc.), probabilmente non verrà letta fino in fondo.

Adotta una mentalità minimalista nei tuoi progetti di email di massa e vedrai aumentare i tuoi tassi di successo.

Fissa un obiettivo

Con l'intento di semplificare, potresti anche fissare il tuo obiettivo. Non cercare di ottenere tanti risultati diversi con una singola e-mail di massa che invii. Devi avere un unico scopo e perseguire soltanto quello.

Se tenti di ottenere 5 risultati diversi dall'invio della tua email, probabilmente finirai per ottenere l'esito opposto ossia che nessuno la leggerà!

Concentrati sul contenuto

Il contenuto buono e di qualità è il primo fattore che aggiunge valore a un sito web, e lo stesso vale per le e-mail di massa.

Inviare tagliandi e coupon non è l'unico modo per creare valore per i tuoi lettori. È possibile inviare loro suggerimenti utili o consigli relativi al proprio settore. Puoi fargli sapere di nuovi prodotti e servizi, la cosa importante è concentrarsi sulla creazione di contenuti buoni, unici, pertinenti e utili.

Quindi non far perdere tempo ai tuoi utenti, offri loro una ragione per darti la loro attenzione.

Invia email brevi

Ricorda: anche se i tuoi contenuti sono davvero fantastici, c'è una buona probabilità che le persona che leggono sia già occupate a fare qualcos'altro. Potrebbero anche essere sinceramente interessati a ciò che hai da dire, ma se non hanno tempo in quel momento per leggerlo probabilmente lo archivieranno per una lettura successiva, e alla fine non si dimenticheranno di farlo.

Quindi qualunque cosa tu abbia da dire sii il più conciso possibile. Pochissime persone che apriranno la tua email e vedranno un piccolo romanzo si impegneranno a leggerlo subito dopo! Quindi sii rispettoso del tempo dei tuoi lettori e mantieni i tuoi messaggi brevi e pertinenti.

Invita all'azione

Per rendere efficace l'invio massivo di email è necessario aggiungere chiamate all'azione. Un invito all'azione è qualcosa che incoraggia i tuoi abbonati a intraprendere l'azione che desideri, ad esempio effettuare un acquisto o iscriversi a un webinar.

Un invito all'azione può essere "Clicca per iscriverti" o un pulsante con "Acquista ora". È una buona idea includere il tuo invito all'azione più di una volta nel tuo messaggio email di massa, per attirare l'attenzione su di esso.

Utilizza gli autorisponditori

Se è vero che l'email è uno dei modi migliori per rimanere in contatto con i clienti è altrettanto vero che uno uno dei migliori strumenti per farlo è attraverso un autorisponditore, che ti consente di raccogliere indirizzi e-mail, metterli in liste e inviare messaggi predeterminati.

Con un autorisponditore è possibile aggiungere manualmente gli indirizzi e-mail a un elenco o utilizzare i moduli Web per farlo automaticamente, così da trasformare le persone interessate ai tuoi prodotti o servizi in liste di potenziali clienti.

Scegli con cura il software

Se l'email marketing è uno strumento fondamentale per il successo delle aziende ciò è dovuto anche (e soprattutto) al valore del software dedicato per l'invio massivo di email.

Tra i migliorisoftware per l'invio massivo di emails troviamo Mdirector, Digitaleo, Mailpro, Mailchimp, Sendblaster, Constant Contact. Dalla scelta dello strumento dipenderà anche l'esito delle tue campagne di email marketing.

Come fare soldi per Minorenni

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È normalissimo volere riuscire a fare soldi anche se si è minorenni. Dipendere sempre dai propri genitori non è il massimo della vita e se c'è un modo semplice per guadagnare può essere la nostra opportunità. Per guadagnare bisogna fare una sola cosa: vendere.

La vecchia cultura di vendita ha sempre sostenuto che "venditori si nasce", probabilmente esaltando un'ereditarietà cromosomica che sembra soddisfare certi requisiti personali, statisticamente vincenti nell'attività di vendita.

In realtà ciò non è vero, anche se alcune caratteristiche personali e certe capacità innate rendono più rapido il processo di crescita del venditore. Cerchiamo di analizzare quali sono le capacità e conoscenze da sviluppare per svolgere con successo un'attività di vendita.

Dobbiamo ritenere che un professionista competente sia preparato tecnicamente e conosca il settore in cui opera, pensiamo che debba saper comunicare in modo efficace, che sia un abile pianificatore e si sappia organizzare, che abbia forti capacità interpersonali, in particolare un buon impatto e infine che sia abile nell'applicare le tecniche di vendita. Certo, non abbiamo elencato tutto il corredo di skills (capacità) che un venditore deve possedere, ma abbiamo sottolineato quelle che risultano essenziali per la sua formazione.

Conoscenza tecnica del settore in cui si opera

Il grande venditore è un consulente, non necessariamente un tecnico o uno specialista del prodotto, è una persona in grado di dialogare e rispondere ai quesiti del cliente con adeguata competenza. Ciò significa che un venditore di auto non deve essere un meccanico né un ingegnere, ma una persona che conosce tutti i plus dell'automobile che vuole vendere e che li sa razionalizzare.

Non deve sostenere solo che un'auto consuma poco, ma spiegare, se necessario, il perché di tale prerogativa. Deve, ancora, conoscere i diretti concorrenti (auto e aziende) per poter fare confronti, se il cliente lo desidera, oppure per rispondere alle sue obiezioni. Deve conoscere il mercato in cui opera, le condizioni di vendita praticate dalla propria azienda e dai concorrenti e così via.




Tutto questo ci porta a definire quel venditore competente, dargli più credito, fargli domande, ascoltarlo. Considerarlo, in sintesi, "il nostro consulente". La competenza è un tassello importantissimo nella costruzione della credibilità di vendita; tanto più importante quanto più sofisticato è il contenuto tecnologico del prodotto in discussione.

È evidente che vendere computer richiede una preparazione diversa rispetto alla vendita di utensili per la casa, e la vendita di pacemaker è diversa da quella di scatole di pomodori pelati. Una volta affermata l'importanza del venditore competente dobbiamo mettere in guardia il lettore dall'eccesso di competenza, o meglio dal rischio del tecnico-venditore.

Un direttore vendite di un'industria chimica, quando doveva assumere dei venditori, faceva osservare che uno dei rischi dei laureati in chimica era che fossero molto più motivati "dal radicale metilico in posizione 17" che non dal saper chiudere una vendita. In fondo ognuno di noi gioca le sue carte vincenti e, se scopre di essere molto ferrato tecnicamente, tenderà—forse inconsapevolmente — a fare sfoggio di tale conoscenza. 

La spiegazione è molto semplice: nel momento in cui "so di sapere" mi posso automotivare, sfogando le mie qualità. Da qui può nascere un problema comunicativo nella vendita che abbiamo definito "eccesso di sapienza". Per concludere: nessuna condanna per il venditore di profonda preparazione tecnica, purché sia consapevole del rischio comunicativo a cui va incontro e voglia privilegiare la capacità comunicativa alla esibizione culturale. In pratica, purché si comporti più da venditore che da tecnico.

Tecniche di vendita

Se bastassero le conoscenze tecnico-scientifiche per convincere gli altri, il mondo della vendita sarebbe costituito esclusivamente da tecnici ed esperti di prodotto. In realtà le informazioni sul prodotto sono solo i mattoni del nostro edificio. Non possiamo costruire delle mura semplicemente sovrapponendo un mattone all'altro; dobbiamo cementarli.

Il cemento, come abbiamo visto nelle pagine precedenti, è costituito dalle tecniche di vendita: dall'abilità del venditore a stimolare interesse nell'approccio iniziale, dal saper scoprire con domande aperte e intelligenti le rea¬li esigenze (motivazioni) del cliente, dal saper gestire le obiezioni più difficili, dal saper chiudere una visita ottenendo spontaneamente un ordine.




Questo libro è imperniato sulle tecniche di vendita, corredate dalle altre capacità (skills) di base necessarie a uno sviluppo completo del venditore, e tra queste: la comunicazione, le capacità interpersonali e la pianificazione.

Capacità di comunicazione

Poche attività lavorative richiedono un'elevata abilità comunicativa come la vendita. Per persuadere gli altri dobbiamo non so¬lo farci capire ma sviluppare una forte abilità di ascolto. Dobbiamo non solo saperci esprimere bene ma saper dialogare, saper dare enfasi a ciò che stiamo dicendo, giocando coi toni di voce, con la gestualità, con il contatto d'occhi.

Dobbiamo non solo parlare ma verificare costantemente di essere ascoltati. Dobbiamo, in una parolai comunicare efficacemente. Riteniamo la comunicazione talmente importante nel processo di vendita che abbiamo dedicato un intero capitolo a una disamina dei suoi postulati fondamentali.

Capacità di pianificazione e organizzazione

Questa abilità può essere definita un denominatore comune di tutte le attività di lavoro, ma riveste una particolare importanza nell'attività di vendita. Vedremo come una buona capacità di pianificazione e organizzazione si rifletta direttamente sulla produttività del lavoro. Raramente ci troviamo di fronte a organizzazioni aziendali con impostazione rigida, che impongono visite capillari all'universo dei clienti presenti in un certo territorio.

Ne deriva che il venditore è normalmente chiamato a una selezione del proprio portafoglio clienti. In questa situazione il venditore deve pianificare il suo lavoro cercando di posizionarsi sui clienti a più elevato potenziale (curva 20-80) dedicando loro il massimo delle risorse disponibili (tempo).

Il venditore di successo deve anche saper pianificare ogni singola visita alla clientela, resistendo alla tentazione di sviluppare interviste estemporanee o di recitare un copione di vendita standard, adattabile a tutti i clienti. Per personalizzare le visite al cliente è necessario che vi sia una buona organizzazione delle informazioni in appositi schedari. Deve infine saper pianificare la sua giornata (time management), definendo gli obiettivi principali e stabilendo le priorità.

Capacità interpersonali

L'abilità interpersonale di un venditore è una delle caratteristiche vincenti nella costruzione di un rapporto positivo con la clientela. Per capacità relazionale intendiamo l'abilità del venditore a saper mettere a proprio agio tutti gli interlocutori, anche quelli osti¬ci, instaurando con loro un dialogo produttivo finalizzato alla persuasione.

Si ritiene, superficialmente, che queste doti siano innate; in realtà ci sono evidenti predisposizioni nel saper mettere gli altri a proprio agio, ma esse possono essere sviluppate e migliorate. L'uomo di vendita, nella sua formazione, sviluppa parallelamente anche le sue capacità interpersonali.

Le tecniche di vendita favoriscono questa metamorfosi: basti pensare alla gestione obiezioni, oppure alla costruzione della credibilità, tutte tecniche che in ultima analisi rendono più morbido e positivo il rapporto con gli altri.



Caratteristiche personali del venditore

Abbiamo volutamente distinto le capacità che un venditore deve possedere per operare con successo. Quindi che tu sia minorenne o meno, se vuoi fare soldi,  devi fare leva sulle tue caratteristiche personali.

Le capacità (es. la comunicazione) sono sviluppabili attraverso processi che facilitano il cambiamento comportamentale verso modelli più efficaci e produttivi. Viceversa le caratteristiche personali o attitudini, pur evolvendosi nel tempo, non godono di questa flessibilità. Una persona con difficoltà di comunicazione può migliorarsi in termini relativamente brevi, se però è introversa o timida o emotiva quali meccanismi di sviluppo potranno essere attivati per rimuovere questi ostacoli? 

La conoscenza tecnica, la comunicazione, la pianificazione, l'organizzazione, le tecniche di vendita e le tecniche interpersonali possono essere stimolate con idonei strumenti razionali, che partono dall'autoconsapevolezza (ad esempio: "Devo migliorare le mie capacità di ascolto focalizzandomi sul messaggio del mio interlocutore") fino ad arrivare alla pratica del comportamento che si vuole correggere. Viceversa le attitudini sono più legate al nostro mondo emotivo e sono più difficili da cambiare, da modificare. Ne deriva che certe attitudini personali devono essere ben valutate in fase di assunzione per facilitare la migliore integrazione nel ruolo.

Ogni azienda dovrebbe avere ben chiare queste attitudini, quale risultato di un atteso adattamento dell'uomo di vendita alla situazione ambientale specifica. Tale situazione ambientale è data dalla triade qui sotto schematizzata.




Così in un mercato particolarmente ostico, difficilmente penetrabile, si potrebbe evidenziare la necessità di un venditore dotato di aggressività, di determinazione. Se il profilo ideale identificasse una specie di "Rambo della vendita", sarebbe difficilmente ipotizzabile l'adattamento a tale situazione di una personalità che fonda i suoi tratti vincenti sulla pacata riflessione.

Come risparmiare quando si fa la spesa (e non solo)

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Ti credo se mi dici che hai le migliori intenzioni, che ogni mese davvero ti riprometti «ora comincio a risparmiare», e che ci si mette sempre di mezzo il destino? Ti capita di imbatterti in un computer a un prezzo stracciato o in una consolle per videogiochi pagabile in 50 mesi senza interessi, trovi una camicetta verde smeraldo perfetta per le scarpe fucsia comprate l'anno scorso e che ancora non sei riuscita a indossare perché non stavano bene su niente, oppure il compleanno dell'amica del cugino che non è venuto alla festa, la cenetta, la scappatella del weekend coi biglietti in offerta... Aggiungi pure a questa lista l'ultimo complotto contro il tuo portafoglio! 

È un po' come con le sigarette o le diete: ci sono mille ostacoli e pretesti per non smettere di fumare o di mangiare più del necessario. Ma, se davvero vuoi risparmiare, è ovvio che un modo si trova! Non è neppure così arzigogolato come pensi. Magari non sarà il sistema più veloce del mondo (non lo è neanche perdere trenta chili), ma si può, si può!


 1. Non lasciartelo per ultimo. 

Una delle giustificazioni più comuni del non riuscire a risparmiare è che la nostra priorità è far fronte alle spese, mettendo da parte solo quello che resta. «Risparmiare quel che avanza» è una pessima strategia, e la colpa è tutta di un unico dettaglio: non avanza mai niente.

Se non si tratta delle spese quotidiane, spunta un'emergenza o, semplicemente, siccome «ho ancora un po' di soldi» mi tolgo uno sfizio e amen. E poi, non avendo un'idea reale di quanto denaro avremo a disposizione alla fine, ci è impossibile pianificare il risparmio.

Il metodo più efficace, invece, è mettere da parte la somma che ci ti sei proposto di risparmiare nel momento stesso in cui ricevi lo stipendio, o la paghetta (se ancora non lavori), la tredicesima, la quattordicesima o qualsiasi entrata... Risparmiare fin dall'inizio funziona perché, se i soldi non li hai, come potresti spenderli?

2. Smettila di rimandare

Anche se fossero 10 o 20 euro al mese, comincia OGGI. Anzi, tirali fuori ora dal tuo portafoglio e mettili da parte. Meglio ancora, se ne hai la possibilità, vai direttamente a depositarli in un posto dove non li puoi toccare, mettili nel salvadanaio oppure dalli a qualcuno perché te li conservi, per il momento. Ah, e non venirtene fuori con cose del tipo: «Li prendo per il parcheggio, per le sigarette o per non dover andare al bancomat, e poi li rimetto al loro posto».

Si tratta di farci l'abitudine - cioè di farlo diventare un comportamento ripetitivo finché non diventerà automatico - e non di riempirsi la bocca con una cosa facile da dire come «sto risparmiando». Segnati sul calendario (o metti il promemoria sul telefonino) la data di quando incasserai la prossima somma di denaro e ripeti quest'operazione con una periodicità fissa, con cadenza non superiore a un mese (se no, che simpaticone: 10 euro all'anno!).

Se vuoi vedere dei risultati rapidi, una volta che ti sarai abituato aumenta a poco a poco la cifra e investila. Imparerai che, senza neanche rendertene conto, l'effetto diventa esponenziale. Osserva la tabella nella pagina a fianco: essa mostra come potrebbe nel tempo aumentare il tuo capitale accantonando, mese per mese, soltanto 20 euro, cioè l'equivalente di una serata al cinema (popcorn compresi). Non ti pare che a poco a poco ne risulti un bel gruzzoletto?

Se risparmiassi un cinema + un popcorn al mese. Quanto sarebbe? 20 euro mensili

Per
quanti
anni?
  Solo risparmio
(senza che
frutti interessi)
Risparmio con un
interesse semplice
a un
tasso
d'interesse del 4%
annuo*
Risparmio con un
interesse composto
a un tasso
d'interesse del 4%
annuo**
1                     240,00
249,60
249,60
3                     720,00
748,80
749,18
5                  1.200,00
1.248,00
1.299,92
10                2.400,00
2.496,00
2.881,47
15             3.600,00
3.744,00
4.805,66
20             4.800,00
4.992,00
7.146,74
30
7.200,00
7.488,00
13.460,39
50
12.000,00
12.480,00
36.640,10


3. applica il principio del «toglietemelo, se no lo spendo».

Se non riesci a risparmiare da solo e di tua iniziativa, fatti obbligare! Come? Fatti togliere il denaro prima di avere il tempo di spenderlo. Questo lo si può fare aprendo un conto deposito o aderendo a un fondo comune d'investimento che in automatico prelevi i soldi dai tuoi conti correnti a cadenze programmate, domiciliando il risparmio o pianificandolo periodicamente con l'internet banking.

Se per te risparmiare è difficile, perché complicarti la vita e perdere tempo una volta al mese con le code in banca quando qualcun altro può farlo al posto tuo?


4. Rivela i tuoi piani a qualcuno di cui ti fidi (e che sia sempre sincero con te).

 Avere un «complice» dei nostri propositi e dargli il permesso di rimproverarci quando non li stiamo rispettando può rivelarsi molto efficace. Magari sono due mesi che trascuri il fioretto che ti impone di risparmiare 50 euro al mese, ma se la tua miglior amica, tua madre, il tuo partner o tuo fratello lo vengono a sapere e te ne chiedono il motivo, il tuo senso di colpa aumenta (o almeno lo spero).

Tienili informati di come stai andando e raccontagli i tuoi successi. E comunque scegli qualcuno che sia risparmioso, perché altrimenti... dalla padella alla brace: o ti chiede quel denaro in prestito, o ti consiglia come spenderlo, dopo tutti gli sforzi che hai fatto per metterlo da parte!

 Sfuggi al boicottaggio: Gli ostacoli del risparmio

Se c'è una cosa che c'entra con la nostra scarsa o inesistente capacità di risparmiare, sono le idee che ci siamo fatti in merito al denaro. Si tratta di convinzioni spesso palesemente illogiche, altre volte meno, ma in ogni caso è utile passarle in rassegna per individuare quelle che devono essere assolutamente modificate.

Davvero ricco o solo spendaccione? no dei motivi per cui più ci incasiniamo col denaro è il fatto che le sue manifestazioni esteriori, quali ad esempio guidare l'ultimo modello di un'automobile, cambiare il computer o lo smartphone al ritmo con cui ci cambiamo i calzini, giocare a golf tutte le domeniche al Country Club (come direbbe la mia amica Carolina), possedere uno chalet o avere la sindrome del «pago io», non riflettono realmente la situazione delle nostre finanze.

Davvero ricco o scialacquatore? Qual è la differenza? Due paroline: libertà finanziaria. Semplicemente, la capacità di fare della tua vita ciò che vuoi e prendere le decisioni che desideri senza che esse dipendano dai soldi o ti costringano a indebitarti. Nell'epoca dei pagamenti facilitati, la verità è che non c'è bisogno di essere Rockefeller per fare molti acquisti (da qui a far sì che quello che acquistiamo sia veramente nostro ce ne passa); inoltre, bisogna valutare se questi piccoli, medi o grandi acquisti stanno condizionando i nostri progetti a lungo termine: può darsi che cambiare ogni due anni la tv o il tablet ci precluda la possibilità di fare un master, un viaggio in Thailandia o di costruirci le basi per andare in pensione a 65 anni anziché a 75.

Saper vedere la differenza e, soprattutto, lavorare per colmare il gap può renderti, in pochi anni, più ricco del tuo attuale capo e multimilionario agli occhi dei tuoi amici più spacconi. Che cosa bisogna fare? Tre cose: analizzare per filo e per segno in che modo spendi i tuoi soldi, tenere sotto controllo la tua spesite acuta e mettere al lavoro il tuo denaro.



L'ideale - e su questo si trovano d'accordo la maggior parte dei guru della finanza personale - sarebbe investire i propri soldi in modo che un giorno non si debba più dipendere da uno stipendio per pagare le bollette, ma sia sufficiente quel che rendono gli investimenti finanziari o di altro tipo.

Siamo realisti: prima o poi dovrà inevitabilmente essere così... o credi di poter resistere fino a 87 anni al tuo attuale ritmo di lavoro? Sembra complicato, ma ci sono diversi tipi di investimenti, compresi piccoli affari, con i quali puoi cominciare a far crescere il tuo denaro senza necessità di avere a disposizione milioni di euro (e neanche centiaia di migliaia).

Il segreto consiste nello stare all'erta e scordarsi pregiudizi del tipo: «Questo è per gente d'affari, che sa di finanza, economia e tutte queste scienze occulte»; «Non sono nato per fare soldi, e ne ho ben pochi per cominciare».

L'importante non è il capitale di partenza, ma quello che si crea. L'obiettivo è trasformare i risparmi in un asset; in altre parole, un bene che generi denaro senza necessità di lavorare. Un esempio? Potresti comprare un immobile per poi affittarlo oppure acquisire quote di un fondo comune di investimento; avviare un esercizio commerciale che non richieda la tua presenza a tempo pieno, come i distributori automatici, oppure comprare cose che acquistano valore con l'andar del tempo, di modo che a medio-lungo termine tu possa venderle a un prezzo maggiorato.

A questo proposito Roberto, specializzato in relazioni pubbliche per società finanziarie, comprava penne stilografiche da collezione su internet da gente che aveva fretta di venderle, le riparava e poi le vendeva al doppio o al triplo ai collezionisti. Lo faceva perché le penne erano il suo hobby - sa TUTTO di penne stilo-grafiche - e si divertiva a farlo.

Non ha cominciato pensando che sarebbe stato il lavoro della sua vita, ma è diventato una preziosa fonte di guadagno. Che abbiamo o meno una vocazione per gli affari, tutti dobbiamo fare degli investimenti. In quest'ottica, il credito può essere un grande alleato, ma è importante distinguere i debiti produttivi da quelli che sono solo un peso.

 Non ha senso indebitarsi per comprare una gigantesca tv a schermo piatto che a rate ti costerà il 20% o il 30% in più, che non acquisterà valore e che sostituirai entro due o tre anni al massimo. Aspetta di avere il denaro necessario e pagala in contanti. 

Al contrario, se è stato messo in vendita un terreno che puoi comprare per farci un parcheggio (fonte di futuri guadagni), corri in banca e usa il denaro che ti presteranno: con quello, ovviamente dopo aver verificato che ci sia un margine sufficiente tra quello che ricaverai e gli interessi che dovrai pagare (se no non è un affare), potrai garantirti una rendita.



 Last but not least: dedica tempo al tuo denaro. Fu-ziona così: impara l'abc della finanza personale, impara ad analizzare le tue spese, a trovare modi per risparmiare, ad andare a caccia di opportunità e a tenere traccia dell'andamento dei tuoi investimenti. Spendere piace a tutti... non ti sto chiedendo di vivere perennemente nell'austerity, ma di trovare il modo di rendere il tuo denaro intelligente e fruttifero: solo così potrai spendere ed essere meno dipendente dal tuo stipendio. 

Può darsi che questo ti imponga di risparmiare di più oggi e di «studiare» la finanza personale più dei tuoi amici, ma è un prezzo davvero basso da pagare se pensi che ciò che stai comprando è la tua libertà - come sosteneva un esperto di finanza che la sa lunga sulla pianificazione a lungo termine, e che per la sua modestia ha preferito rimanere anonimo.






3 Cose che a scuola non ti dicono sui soldi

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Quante volte te lo sei sentito ripetere? Studia, prendi il diploma, vai all'università... Non fraintendermi, non ti sto dicendo che studiare non serve: sono il primo a investire tempo e somme astronomiche per continuare ad accrescere la mia formazione. E non intendo nemmeno dire che un diploma non serve a nulla nel contesto attuale. Quello che devi però considerare e che la laurea non ti aiuterà a raggiungere la Liberta Finanziaria, non ti renderà più ricco, e la stessa cosa vale per i master post-laurea. Dal punto di vista della ricchezza, infatti, la formazione "convenzionale" ha 3 limiti:
  • spesso molto costosa, in particolare le universit° (anche pubbliche, ormai) e i master.
  • Non trova riscontro economico proporzionale sul mercato (se hai un MBA guadagni molto pi§ di un laureato?).
  • Richiede un investimento notevole in termini di tempo.

MBA è l'acronimo di Master in Business Administration. Si tratta di corsi riservati a laureati. Attivi negli USA dalla fine del XIX secolo, in Italia sono proposti, a partire dalla fine del secolo scorso, da università quali, fra le altre, la Cattolica, l'Università di Bologna, la Luiss, la Bocconi. Mettiamola in questi termini: se guadagni 30.000 € all'anno e ti iscrivi a un master che ne costa 30.000 €, contraendo un debito della durata di 10 anni, e grazie all'MBA riesci a ottenere un nuovo posto di lavoro che aumenta il tuo stipendio del 10%, hai fatto davvero un affare? 

La spinta a frequentare scuole sempre più esclusive, sempre più costose e sempre più specifiche e una delle distorsioni del sistema attuale, il quale vuole farti credere che in questo modo diventerai ricco. E infatti, hai notato quante famiglie della classe media fanno sforzi economici titanici per mandare i figli nelle migliori università americane? Eppure Richard Branson, fondatore di Virgin, Steve Jobs, fondatore di Apple, Bill Gates, fondatore di Microsoft, Walt Disney, Michael Dell, Henry Ford, Coco Chanel, il grandissimo architetto Le Corbusier... Nessuno di loro ha mai concluso gli studi fino al livello massimo (laurea + master).


Erano focalizzati sul creare ricchezza seguendo le loro passioni e non sull'investire in formazione. Più progredisci nella formazione, poi, più questa diventa specializzata e tecnica. Mi sono laureato in Scienze bancarie, finanziarie e assicurative alla Cattolica di Milano e tutto quello che ho imparato mi sarebbe servito per un impiego in banca. A cos'altro può servire conoscere la formula del calcolo del mutuo con ammortamento alla francese, all'italiana, alla tedesca o all'americana?

La formazione tradizionale comporta la conseguenza involontaria di limitare di fatto le tue opzioni per il futuro, restringendole a specifiche discipline. Può un medico trovare impiego facilmente in un altro settore? E un architetto? Seguendo la classica legge di mercato, meno opzioni hai, meno vali.

Qui arriviamo al punto centrale: la formazione convenzionale serve a creare dipendenti migliori. A fronte di una formazione tecnica estremamente specifica, la scuola nulla dice in merito al denaro, alla creazione di ricchezza e alla libertà dell'individuo nel mondo attuale.

I programmi scolastici sono costruiti in modo da percorrere la storia dell'uomo, delle arti e delle scienze, ma non forniscono strumenti per avere successo nel contesto attuale. Per esempio, nulla dicono sulla leadership, sulla capacità di negoziare, sulla finanza personale, su come creare un business, sulla capacità di comunicare.

Tutte abilità che devi sviluppare da solo, quando ormai sei adulto e hai dovuto imparare a tue spese che quelle sono le cose che contano. Perché, se è vero che alla fine del tuo corso di studi sei in grado di disegnare un grattacielo su carta millimetrata, non ti hanno insegnato tutte quelle abilità che ti renderebbero credibile, affidabile e che ti darebbero valore agli occhi del mondo.

La verità è che il costo della formazione è alle stelle, ma i benefici della formazione tradizionale sono ai minimi storici. Un numero su tutti: nel 2012, il 33% circa dei giovani italiani è disoccupato, e molti altri sono impiegati in stage (remunerati o pochissimo o addirittura per nulla). Qualunque sia il tuo status, qualunque sia la tua condizione, il mio consiglio è di considerare la formazione come parte essenziale del tuo percorso attuale e futuro. Proprio perché il percorso formativo tradizionale, la scuola e l'università, non sono in grado di fornirti gli strumenti utili per renderti libero anche dal punto di vista finanziario, devi dedicare del tempo a individuare e costruire una formazione/cultura alternativa, per te e per i tuoi figli.

Il sistema scolastico attuale è strutturato ancora sulla base delle necessità della società di inizio '900, quando la scuola serviva essenzialmente per creare due classi sociali: la classe dirigente (scuole tecniche, licei e università) e la classe operaia (scuole professionali). L'educazione basata sul rispetto dei tempi imposti, sul suono della campanella, sull'appello all'inizio di ogni giornata, sulla giustificazione per le assenze, risponde ai criteri che verranno poi applicati ogni giorno, in ufficio o in fabbrica, sia dal dipendente che timbra il cartellino sia dal dirigente o direttore che coordina e controlla, ma che deve comunque rispondere a qualcuno che sta sopra di lui. 



La scuola ha aggiornato i vecchi programmi, aggiungendo la storia del Novecento e gli autori moderni, ha introdotto l'informatica come materia di studio e i registri elettronici, ha aumentato la quantità delle nozioni, ma non è cambiata per quanto riguarda una preparazione di qualità da proporre nel mondo lavorativo attuale e futuro. Nel futuro avremo sempre più bisogno di essere flessibili, cambieremo lavoro almeno 7 volte nella nostra vita lavorativa, e molto probabilmente non avremo un "capo" fisso. La scuola non ti insegnerà mai come gestire il denaro e come farlo lavorare al posto tuo: la scuola è stata pensata per farti lavorare per gli altri. Pertanto, se vuoi essere preparato ad affrontare il futuro che si prospetta, non puoi basare la tua formazione esclusivamente sul sistema scolastico tradizionale della scuola primaria, secondaria o universitaria che sia. "Vai all'università" è ormai un cattivo consiglio, perché la formazione fornita è incompleta. Se decidi di andare all'università o di mandarci i tuoi figli, devi essere pronto a integrare la tua formazione, utilizzando il tuo tempo libero, con la cultura finanziaria e la conoscenza dei comportamenti che attuano le persone di successo in quel campo.

Trovare un posto fisso


Thank God it's friday dicono gli inglesi, ovvero: «Grazie a Dio è venerdì». E, dal venerdì alle cinque al sabato notte, i pub inglesi vedono riunirsi persone appartenenti a ogni ceto sociale e di diverse fasce d'età, che bevono birra e festeggiano. Per quale motivo? Perché li aspettano due giorni in cui non si lavora. Le persone celebrano il venerdì perché è il momento in cui possono godere dello scambio che hanno accettato di fare, uno scambio "5 contro 2".

Trovare un posto fisso significa proprio trovare una posizione di lavoro dipendente in cui barattare tempo per denaro. Firmando il contratto di lavoro, ti impegni a dedicare 5 o più giorni ogni settimana, in cambio di io 2 giorni liberi alla settimana (più eventuali ferie) e di uno stipendio. Certo, per molti lavori sono necessarie delle abilità specifiche, per le quali il "capo" è pronto a pagare, ma resta un baratto tra tempo e denaro. Ti ritrovi così a costruire una pericolosa (dato il modo in cui sta cambiando il mondo) area di comfort, che ti permette di "staccare la spina".

Dedicando 5 giorni su 7 del tuo tempo, pensi che sarà responsabilità di qualcun altro prendersi cura dei tuoi bisogni economici. In fondo, il lavoro ti dà sicurezza, o meglio l'illusione della sicurezza. Dopo anni di sacrifici in cui sopporti colleghi antipatici, capi esigenti e frustrazioni, infatti, speri di arrivare alla pensione, quando potrai goderti i frutti di tutti quegli anni in cui ti sei fatto forza.

Non presumere che il lavoro sia sicuro, specialmente al giorno d'oggi. Consideralo per quello che è veramente e creati un piano di riserva, facendo in modo che il denaro che stai creando lavori al posto tuo. Seguire il Consiglio "trova un posto fisso" non ti permetterà di diventare ricco, perché ti pone di fronte a due limiti insormontabili: la giornata è composta solo da 24 ore, e il tempo non si può allungare; sei umano, e c'è un limite fisico di energie da dedicare al lavoro, oltre il quale non riuscirai ad andare, se non al prezzo della tua salute fisica e psichica.

Nel seguire i consigli che ti hanno dato per avere più denaro, ti è sfuggito un particolare: hai barattato tempo per denaro e sei entrato in un circolo vizioso. Per avere più tempo, devo guadagnare più denaro, ma per guadagnare più denaro, devo dedicare più tempo. Questo sistema non sta in piedi, perché ci sarà un momento in cui avrai esaurito il tempo da dedicare al lavoro. Di conseguenza, non potrai guadagnare di più. E non è detto che lo stipendio che riesci a ottenere dopo tutti questi sforzi sia sufficiente. Se vuoi diventare ricco, se vuoi raggiungere la Libertà Finanziaria, credimi, la tua professione non ti permetterà di riuscirci.


Chi ti spinge a trovare un "buon lavoro", ti incoraggia a scegliere di dipendere da altri e a lasciare da parte i tuoi sogni per il futuro, a fronte di uno scambio impari che potrebbe la-sciarti appiedato nel bel mezzo del cammino. Devi prevenire oggi l'eventualità di rimanere senza lavoro un domani. Come fare? Innanzitutto, devi sapere che esiste una differenza fondamentale tra lavoro e professione. Con la professione barattiamo tempo contro denaro. Con il lavoro costruiamo entrate automatiche che ci daranno denaro anche senza un nostro intervento diretto.

Quando chiedo a qualche mio corsista: «Qual è il tuo lavoro?», mi rispondono; «Commercialista, dentista, impiegato...». Ma non si tratta di lavoro, è la loro professione. È l'attività attraverso la quale, lavorando almeno 8 ore al giorno, ottengono uno stipendio. In particolare per commercialisti, dentisti, manager e simili si tratta di professioni che permettono di guadagnare molto finché si lavora. Quando vanno in pensione, però, i commercialisti abituati a incassare 10.000 € al mese percepiranno forse una pensione di €2.000.

Sono assai pochi coloro che se ne preoccupano prima, perché le cose vanno bene, e non pianificano come gestire questa riduzione dello stile di vita. Dovranno prendere provvedimenti oggi oppure adattarsi. La stessa cosa vale per i dentisti, per i quali un qualsiasi incidente che ne limiti l'uso delle mani potrebbe bloccare totalmente la loro capacità di produrre reddito.

Finché tutto fila liscio, la natura ci porta a pensare che le cose continueranno a funzionare nello stesso modo: non c'è motivo per cui dovrebbero cambiare. Quando però l'impensabile accade (anche le Torri Gemelle di New York, era praticamente impossibile che crollassero), per colpa della crisi o di qualsiasi evento esterno non previsto e non controllabile, si entra in panico.

La stato di panico, condizionata dal cervello rettile, porta a reagire in modo impulsivo, facendo tutto il possibile per sopravvivere in quel momento. Invece, la sopravvivenza dev'essere pianificata prima: quando le cose vanno male è già troppo tardi. Per esperienza, l'unico modo per riuscire a guadagnare di più è creare entrate che non dipendono dal tempo che dedichi loro: le entrate automatiche.

Creando fonti di reddito che non dipendono dal tuo tempo, e che quindi producono reddito ovunque tu sia e qualunque cosa tu stia facendo, riuscirai a evitare il rischio della "bancarotta da tempo". Certo, all'inizio creare un'entrata automatica può richiedere uno sforzo notevole, magari può addirittura comportare di dedicare all'impresa tutti i 7 giorni della settimana in cambio di nessun giorno immediatamente disponibile. Eppure questo sforzo iniziale, che non richiede comunque anni e anni ma ti impegna per un periodo breve, potrà tradursi in una vera libertà: la Libertà Finanziaria.



Costruire la Libertà Finanziaria non significa smettere di lavorare, bensì non dover più lavorare. Hai la libertà di svolgere il lavoro che più ti piace, non scelto sulla base del tipo di contratto offerto o dello stipendio proposto. Semplicemente potrai fare il lavoro che appaga di più la tua predisposizione naturale, che sia curare i bambini, aiutare i disabili, fare volontariato o gestire un dipartimento di una grande multinazionale. Eliminando il concetto di dovere, elimini anche tutti i fattori di stress che colpiscono sempre più la popolazione.

Soprattutto se ritieni di avere un posto di lavoro non minacciato dalla crisi, inizia a preparare un piano B che ti permetta di creare entrate automatiche.

Clicca qui per iniziare a costruire le tue rendite automatiche.

Cercare e trovare lavoro su Twitter: Come Fare

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Nella piazza virtuale di Twitter, in cui le conversazioni avvengono pubblicamente, senza limiti spazio temporali, è naturale che si parli anche di lavoro. Non è un caso, quindi, che chi si occupa professionalmente di selezione del personale o chi offre lavoro abbia cominciato a inserire Twitter tra i canali dai quali attingere informazioni e in cui far circolare posizioni da coprire o competenze richieste. 

Analogamente, chi si trova nella condizione di cercare un nuovo lavoro può sfruttare la piattaforma per sondare il mercato delle offerte di lavoro e proporsi direttamente, veicolando il proprio messaggio con la collaborazione attiva e il passaparola del proprio network. Secondo la società di ricerca Gartner@gartner_inc, Twitter e Facebook sono destinati a dare presto filo da torcere a siti specializzati nel far incontrare domanda e offerta di lavoro, come Monster #monstercareers e altri. 

In Italia, all'inizio del 2010 questo fenomeno è ancora molto recente, ma certamente destinato a crescere rapidamente, seguendo la scia del mercato del lavoro internazionale, già ampiamente rappresentato in Twitter. Alcuni servizi web e applicazioni operano già per semplificare l'opera di filtro dei circa 50 milioni di messaggi, mediamente pubblicati ogni giorno dagli utenti in tutto il mondo. 


Da dove cominciamo? Il punto di partenza è Twitjobs @twitjobs. Da qui possiamo iniziare pubblicando un curriculum vitae sintetico, con un link permanente che possiamo poi copiare e utilizzare nei nostri tweet di ricerca lavoro. Analogamente, sulla stessa piattaforma possiamo inserire un'offerta di lavoro, con tutti gli elementi essenziali, e avere un link da distribuire su Twitter e altrove. 

Un modo efficace per testare le potenzialità di Twitter è procedere a cercare una posizione su TweetMyJobs.com e TwitjobSearch. TweetMyJobs.com è la versione moderna delle bacheche elettroniche della prima era della rete. Il sito adotta Twitter per raccogliere e veicolare offerte di lavoro su oltre 7.700 canali verticali, suddivisi per aree geografiche (c'è anche l'Italia!), mettendo in contatto chi offre lavoro con candidati di alto profilo. 

Per verificare le posizioni disponibili possiamo fare una ricerca libera dalla homepage, inserendo il tipo di lavoro e l'area geografica in cui stiamo cercando, oppure possiamo seguire uno dei canali tematici o geografici direttamente su Twitter. Negli ultimi 30 giorni, nel momento in cui sto scrivendo questo post, sono stati pubblicati più di un milione di messaggi con altrettante posizioni aperte, da 6.400 aziende . @twitjobsearch è invece un motore semantico applicato a comprendere i tweet legati a domanda e offerta di lavoro, pubblicati in qualsiasi momento su Twitter da uno dei suoi utenti. 


È tutt'altro che perfetto, come tutte le tecnologie applicate alla semantica, e le offerte che si trovano oggi sono in prevalenza relative al mondo anglosassone. Con un po' di fortuna si trovano però offerte interessanti anche per il mercato italiano. In caso si abbia un'offerta di lavoro da proporre, si può inserire direttamente, per essere certi che il motore la includa nell'indice. 

La pagina dei risultati mostra un'anteprima del messaggio, preceduto dall'utente Twitter che lo ha pubblicato. Nella colonna sinistra potete restringere i risultati della ricerca in base alla data di pubblicazione, il lavoro individuato, il paese relativo e altri parametri tracciati dal motore di ricerca

C'è perfino un'indicazione dello stipendio previsto, per gli annunci che hanno inserito questo dato. Dalla collaborazione tra TwitJobSearch e TweetDeck @tweetdeck, applicazione per gestire i vostri messaggi dal desktop del vostro computer, come vedremo più in dettaglio nel capitolo dedicato alle applicazioni più interessanti, è nato JobDeck. In pratica si tratta di una versione di TweetDeck, da installare sul proprio PC, o Mac, sviluppata appositamente per dare maggiore visibilità ai contenuti relativi al lavoro. 


Con TweetDeck potete infatti tracciare automaticamente notizie in tema da un gruppo selezionato di blogger e di professionisti del mondo delle risorse umane, accedere in maniera diretta alla ricerca su TwitJobSearch, gestire in maniera integrata Linkedln e molto altro. Il social recruitment, ovvero la selezione del personale fatta attraverso il filtro delle segnalazioni e dei contatti della propria rete sociale, è un fenomeno già in essere e in rapida espansione.

A ben vedere non è poi neanche una grande novità: non siamo sempre stati abituati a fidarci delle referenze fornite da qualcuno che ci sta vicino? Con i social network la raccomandazione, in senso positivo, si trasforma nell'arma decisiva, sia per chi si propone, sia per chi assume. Il vantaggio offerto da Twitter, integrato con gli altri social network, è un messaggio che circola rapidamente e che colpisce in prima battuta le persone più vicine a noi, con l'effetto concreto di ricevere proposte in un tempo più breve e con una referenza già in parte verificata. 

Gregory Pouy @gregfromparis, professionista francese del marketing, ha domandato ai suoi follower di passare parola su una posizione di stagista. In poche ore la sua rete ha rilanciato il messaggio e in meno di 48 ore la posizione ha trovato ben più di un candidato qualificato, come racconta lo stesso Pouy sul suo blog. 

Jade Craven @jadecraven, blogger australiana, condivide la sua esperienza su come Twitter l'ha aiutata a trovare un nuovo lavoro, con cinque consigli: 

  • Partecipare ai tweetup, incontri organizzati su Twitter, per conoscere altri utenti Twitter. 
  • Offrire consigli gratuitamente, per far conoscere le proprie competenze.
  • Attivare nuovi contatti con gli utenti più connessi in rete e su Twitter.
  • Far sapere che state cercando un lavoro.
  • Offrirsi per nuove collaborazioni. 
A leggere i commenti lasciati sul blog di Jade è evidente come il suo caso non sia isolato, tutt'altro. Sarah Evans @PRsarahevans, consulente PR per i nuovi media, aggiunge altri quattro consigli pratici per sfruttare al meglio il proprio profilo Twitter:


  • Rendere la presenza su Twitter attraente per un potenziale datore di lavoro: utilizzare lo spazio della minibiografia di presentazione per comunicare la posizione che si sta cercando, usare un'immagine su Twitter il più possibile professionale e twittare sulla propria ricerca di lavoro.
  • Utilizzare lo sfondo per inserire informazioni utili a chi potrebbe pro¬porre una nuova posizione, sfruttando al meglio lo spazio disponibile allo scopo. 
  • Inserire un link al proprio CV pubblicato online.
  • Posizionarsi su Twitter come esperto nel proprio settore, pubblicando contenuti di qualità, che possano far emergere al meglio le proprie competenze.