I bisogni primari di un Cliente e bisogni Materiali

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Innanzitutto per vendere ad un cliente bisogna creare un clima di armonia. Per armonia si intende l'accordo tra i vantaggi della vostra offerta e i bisogni del cliente. Si dice che un cliente acquista un prodotto per soddisfare dei bisogni come la sicurezza, la propria stabilità economica, la comodità o per aumentare il proprio prestigio.

Questa definizione appena citata non è in realtà molto precisa poiché omette parte della verità. Il cliente chiede di più: con ogni acquista che fa vuole in realtà soddisfare due tipi di bisogni:

  • i bisogni materiali
  • i bisogni personali

I bisogni materiali sono quelli connessi direttamente con il prodotto. Se per esempio ci stiamo riferendo ad un'auto, il cliente farà attenzione al prezzo, ai cavalli, alla cilindrata, al grado di comfort, il consumo al litro e così via. Accanto ai bisogni materiali, ce ne sono altri in realtà più impellenti, che scatenano il desiderio del cliente alla ricerca.



Questi sono i bisogni personali, detti anche valori. Il cliente, in occasione di un acquisto, desidera ricevere la conferma di tali valori e quindi della sua personalità: di quello che è o che vorrebbe essere.

Se le persone badassero esclusivamente ai bisogni materiali, non comprerebbero tanta roba. E' invece il desiderio di vedere confermata la propria personalità, o meglio di sentirsi ciò che vorrebbero essere, a intensificare l'impulso d'acquisto.

Vediamo l'esempio di una casalinga che voglia acquistare una nuova auto. Vediamo quali sono i suoi bisogni:

  • un portellone basso per caricare la spesa più facilmente;
  • un bagagliaio grande;
  • un'auto non troppo alta, su cui sia facile salire;
  • un basso consumo del carburante in città;
  • una dimensione ridotta dell'auto per parcheggiare facilmente.
I suoi bisogni personali invece sono:

  • il desiderio di acquistare l'auto in quel dato concessionario dato che si è sempre trovata bene;
  • il desiderio di ricambiare in questo modo la pronta assistenza ricevuta di frequente;
  • il desiderio, in quanto donna, di essere presa sul serio e trattata con gentilezza;
  • il desiderio di avere la meglio sul marito che invece vorrebbe un'auto giapponese;
  • il desiderio di  non comprare l'auto X per via della scortesia mostrata da quel venditore.
Ricordiamoci che in caso di offerte con caratteristiche simile, il cliente sceglie quella in grado di soddisfare al meglio i propri bisogni personali.

E' fondamentale dunque, nel corso della vendita, riuscire ad entrare in empatia col cliente e cercare di capire quali sono i suoi bisogni personali, che talvolta sono anche più importanti di quelli materiali.

Tecniche per coinvolgere il cliente e incrementare le vendite

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Cerchiamo di capire il significato della parola bisogno. Possiamo definire il bisogno come uno stato di insoddisfazione tra ciò che abbiamo e ciò che vorremmo avere. Così, un individuo può essere insoddisfatto della propria auto a causa delle troppe riparazioni, o del consumo elevato o perché il modello è superato, ma questa insoddisfazione non si traduce automaticamente in stimolo all'acquisto. Se così fosse il nostro turnover di auto sarebbe elevatissimo a causa dell'altalena di soddisfazioni e insoddisfazioni che l'auto ci procura.

In teoria possiamo dire che nessuno è soddisfatto al 100% di un prodotto o di un servizio, ma il suo livello di insoddisfazione è fluttuante. L'insoddisfazione diviene stimolo all'acquisto solo quando va al di sotto di un livello marginale (break even point), al di sotto del quale decidiamo di risolvere il nostro problema, procedendo all'acquisto. Al di sopra di questo livello, anche se non siamo del tutto soddisfatti, riusciamo a convivere con il nostro problema.

Ognuno di noi ha un suo livello marginale di insoddisfazione che dipende dalla propria personalità, dalle condizioni economiche, dalla competenza sull'apprezzamento dell'oggetto o servizio ecc..



La molla che stimola un cliente all'acquisto è una certa insoddisfazione (bisogno) che ha superato il livello marginale.

Livello marginale della soddisfazione

Troppo spesso si dice che il venditore non sa suscitare l'interesse nel cliente. Perché? Questo è abituato a promuovere il suo prodotto restando ancorato a una serie di caratteristiche e vantaggi standard; così facendo mette in risalto la soddisfazione dei bisogni impliciti, cioè quei bisogni standard, strettamente legati alle prestazioni del prodotto/servizio.

Così i bisogni standard che un'auto potrà soddisfare sono velocità, consumo, tenuta di strada, accelerazione, capienza del portabagagli ecc... il venditore di auto che esalta queste caratteristiche al cliente altro non fa che soddisfare il bisogno implicito di avere un'auto, perché senza accelerazione, velocità, tenuta di strada ecc... non potremmo parlare del bene auto.

La molla che spinge all'acquisto è la soddisfazione di un bisogno particolare, la risoluzione di un problema specifico, quindi un'auto con l'abitacolo particolarmente spazioso perché abbiamo una famiglia numerosa e ci muoviamo con tanti bagagli. In questo caso parliamo di bisogni espliciti, ovvero quei bisogni specifici che il cliente vuole soddisfare perché vuole risolvere un proprio problema. Perciò il suo interesse per la lunga lista di vantaggi è scarso. La sua attenzione è totalmente focalizzata sul bisogno principale, ovvero il bisogno di spazio.


Tecniche di coinvolgimento

Fare domande al cliente è molto importante. Solo facendo domande specifiche possiamo costruire quel patrimonio informativo di cui il cliente ha bisogno. 

Dai un'occhiata a questa situazione:

Un venditore visita un cliente sapendo che quest'ultimo ha avuto qualche problema nell'uso del prodotto concorrente (Zeta). Nel caso in cui il venditore esordisse dicendo: "Ho saputo che lei ha dei problemi! Sono venuto per aiutarla e risolverli" probabilmente si troverebbe di fronte ad una chiusura. Un cliente raramente accetta di scoprire così platealmente i propri problemi davanti ad un venditore. 
Il venditore deve perciò esordire con : "Vorrei sapere il suo parere sul prodotto Zeta. Glielo chiedo perché alcuni clienti hanno riscontrato queste caratteristiche..."

Tramite le domande ottieni un duplice scopo:

  • le informazioni di cui hai bisogno
  • l'attenzione del cliente.
A tutti noi interessa essere al centro dell'attenzione. Facendoti delle domande io ti sto facendo capire che mi interessa qualcosa di te. In quel momento l'attenzione del cliente è massima.

Si dice che a seconda di come vengano poste le domande si possono individuare due tipologie di venditori inesperti:

  • Coloro che sono stati avviati alla vendita senza un corso di formazione. La loro esperienza si manifesta con lunghi monologhi sul prodotto. Il loro problema di vendita è generalmente un problema di comunicazione. Finiscono spesso col confondere la forza persuasiva col parlare. 
  • Coloro che iniziano la loro attività dopo un corso sulle tecniche di vendita. La loro inesperienza si rileva dal tentativo di un dialogo forzato, con interrogatori incalzanti e con domande spesso fini a se stesse, non finalizzate a obiettivi prestabiliti. Il modo in cui pngono le domande spesso irrita il cliente ed invadono la sua privacy.

Come ottenere la libertà finanziaria che hai sempre desiderato

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«La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il 36,2% nel maggio 2012» 

L'Istat L'Istituto nazionale di statistica è un ente pubblico fondato nel 1926 con sede a Roma. Ha il compito di effettuare i censimenti della popolazione e numerose indagini di tipo economico sui consumi delle famiglie, sulla disoccupazione, sui prezzi, su esportazioni e importazioni e così via.

Sui suoi dati, che sono considerati ufficiali, vengono calcolati gli aumenti di stipendio e gli aumenti dei canoni di affitto, ma anche l'andamento dell'economia (per esempio l'apertura e la chiusura di imprese) e la crisi o i progressi dei vari settori economici (industria, agricoltura, servizi) o delle categorie sociali (operai e impiegati, lavoratori autonomi eccetera).

«Nel 2012, si stima la chiusura di 25.000 imprese e la perdita di 625.000 posti di lavoro»

(Prometeia È un'associazione fondata nel 1974 che svolge ricerche e analisi dell'economia italiana e internazionale).

Ultimamente siamo bombardati da notizie sull'economia in declino. Eppure la priorità di chi cerca lavoro è ancora in primo luogo la "sicurezza del posto fisso", cioè un contratto che dia sicurezza. La certezza del posto di lavoro è davvero da sempre la priorità numero uno degli italiani e non posso che augurare loro buona fortuna.

Se pensi che lavorare per qualcun altro possa garantire la tua sicurezza, soprattutto al giorno d'oggi, vorrei che considerassi le cose da un altro punto di vista. Avere un posto da dipendente, poco importa per quale società lavori, significa principalmente una cosa: c'è qualcuno che controlla la tua vita alla fine del mese. 



Qualcuno che può importi scadenze stressanti, richiedere straordinari, ridurre le tue aspettative di aumento di stipendio. "Trova un buon lavoro" è quello che ti hanno sempre insegnato, e negli anni hai avuto modo di costruire il sogno di trovare un lavoro affidabile, che ti dia un buon stipendio e, perché no, anche l'auto di servizio e un mese di vacanze pagate ogni anno.

Il problema è che, a fronte di queste belle cose, stai trascurando un punto fondamentale: hai perso il controllo per l'illusione della sicurezza. La tua vita dipende da una sola fonte di reddito e su questa fonte non hai possibilità di controllo. Lo dicono le statistiche che abbiamo appena letto. E frequente sentire storie di persone ricche, con redditi da milioni di euro, auto di lusso, appartamento di standing, abituate a soddisfare i più bizzarri capricci.

Un giorno, per qualche caso fortuito, spesso a causa di fattori esterni, si ritrovano a perdere tutto, proprio come era successo a me diversi anni fa. Mi sono fatto spesso questa domanda: "Se un giorno sono ricco e il giorno dopo mi ritrovo a ripartire da zero, ero davvero ricco?". Se guadagno uno stipendio da 200.000 € sono ricco? Se invece di guidare una Ferrari F458 preferisco vivere più modestamente e fare beneficenza, sono meno ricco? Penso quindi che prima di proseguire sia necessario metterci d'accordo sul significato della parola "ricco".

Negli anni ci siamo abituati ad associare la ricchezza agli status symbol proposti dalla pubblicità e dai geni del marketing, perdendo di vista un concetto importante. La ricchezza non riguarda i soldi, i soldi sono solo il mezzo con cui raggiungere i risultati, i soldi sono il prezzo della ricchezza. La ricchezza riguarda la libertà. Libertà dalle preoccupazioni finanziarie, libertà di non avere capi, libertà di non dover mettere la sveglia la mattina e di poter viaggiare quando vuoi. Libertà di poter offrire un pasto completo al barbone che incontri in metrò.

Libertà di essere chi sei veramente e di realizzare quello che davvero desideri nella vita. La libertà ha un prezzo, che si paga in denaro (è crudele e la tua voce interiore ti sta già dicendo che non è vero — ma è così). Qualsiasi sogno tu abbia ha un costo, anche la beneficenza. Non a caso le persone che fanno più beneficenza al mondo (Bill e Melinda Gates, Warren Buffet) sono anche le più ricche. 

Un tempo, la ricchezza di un uomo veniva calcolata sulla base dei terreni e del numero di schiavi che possedeva. E gli schiavi permettevano all'uomo di avere tempo libero dalle incombenze più faticose. Oggi per fortuna la nostra definizione di ricchezza è cambiata, ma se vuoi essere libero, cioè se vuoi essere ricco, devi abituarti a considerare i soldi come i tuoi schiavi. Il denaro non basta possederlo, devi imparare a guadagnarlo e farlo lavorare al posto tuo.



In questo modo, e senza sforzo diretto, riuscirai a creare nuovo denaro semplicemente facendo lavorare al posto tuo il capitale di partenza. Non devi lavorare per il denaro, è il denaro che deve lavorare per te. Ritorniamo alla questione del posto fisso. Se la ricchezza è libertà, devi difenderla a tutti i costi. E devi evitare che dipenda da una sola fonte di reddito, perché qualsiasi evento esterno (licenziamento, cambio normativo, cataclisma, infortunio) rappresenterebbe un rischio elevatissimo che potrebbe annullare in pochissimo tempo quanto hai costruito, e di conseguenza limitare la tua libertà.

Seguendo questo ragionamento, qualche anno fa ho coniato una definizione per la ricchezza: Libertà Finanziaria.

È libero finanziariamente (quindi ricco) chi ha più di 3 entrate automatiche, che coprono il costo del suo stile di vita. 

FORMULA DELLA LIBERTA' FINANZIARIA: 3 x ENTRATE AUTOMATICHE > USCITE CORRENTI

Se ci pensi, rappresenta una rivoluzione rispetto al modo di pensare che ci hanno trasmesso fino a oggi. Tu sei l'architetto della tua vita e devi avere il controllo della situazione, annullando il rischio che il tuo datore di lavoro o qualsiasi altro evento possano spazzare via i tuoi progetti per il futuro.

Oggi non puoi permetterti di contare su nessun altro che te stesso per assicurare la qualità del tuo futuro: non contare sul governo, non sul sistema pensionistico, non sul tuo datore di lavoro. Libertà Finanziaria significa innanzitutto prendere il controllo della situazione. Ma come? La definizione è precisa: devi creare almeno 3 entrate automatiche; queste devono coprire il costo del tuo stile di vita. Messa in questi termini, le entrate automatiche ti permettono di mantenere il tuo stile di vita per molto tempo, poco importa quello che accade al tuo lavoro principale. Prendiamo l'esempio della famiglia Verdi, che dispone di un capitale di 80.000 €, guadagna 3.000 € netti al mese e spende 1'85% del proprio stipendio ogni mese (poiché avevamo detto che risparmiava il 15% ogni mese). Se entrambi perdessero il lavoro, per quanto tempo potrebbero permettersi di mantenere il proprio stile di vita? Usiamo questa formula:



Tempo totale = denaro a disposizione/spese mensili Tempo totale = 80.000 €/2.550 € = 31 mesi

La maggior parte delle persone si focalizza solo sulle nozioni di tasso di interesse, di ritorno sull'investimento, di massimizzazione del profitto. Pensare invece in termini di benessere finanziario e di Libertà Finanziaria permette di pensare al futuro in termini completamente diversi. Ma cosa sono le entrate automatiche e come si creano?

Calcola la tua durata finanziaria

Scopri quanto tempo puoi permetterti di vivere contando solo sui tuoi risparmi, inserendo qui le informazioni relative alla tua situazione finanziaria:

DENARO A DISPOSIZIONE______________________________
SPESE MENSILI__________________________________

Ora applica la formula vista sopra: Tempo totale (in mesi) = denaro a disposizione/spese mensili RISULTATO (in mesi) _______________________________________________________


Attenzione a questo risultato, perché è quello su cui dovremo lavorare da adesso in poi. Il tuo futuro non può avere una scadenza predefinita, e non puoi più lasciare agli altri il controllo della tua vita. Le entrate automatiche sono redditi che non richiedono sforzo diretto da parte tua. Di sicuro farai uno sforzo iniziale importante per crearle, ma poi ti faranno guadagnare in automatico senza che tu faccia più molta fatica per gestirle.

Sono proprio il contrario del reddito da lavoro, dove baratti tempo per denaro, cioè ricevi un compenso mensile per lavorare 8 ore al giorno, 24 giorni al mese. Immagina le conseguenze di questa rivoluzione nella tua vita: se il costo del tuo stile di vita non dipende più dal tuo stipendio, significa che non hai bisogno di lavorare per vivere.

Ne deriva che puoi ritagliarti il tempo per fare quello che hai sempre sognato: passare più ore con i tuoi figli, andare al mare ogni weekend, fare il lavoro che hai sempre voluto ma che per motivi economici non hai mai avuto il coraggio di scegliere.

Alcuni esempi di entrate automatiche sono:


  • Affitti — fai lo sforzo iniziale per l'acquisto e la messa a reddito di un immobile e percepisci una rendita mensile pagata dall'inquilino. 
  • Royalty — cioè diritti d'autore o di inventore da libri (come questo), da prodotti in licenza, da brevetti o da sviluppo di applicazioni lphone-Android e via dicendo. Fai uno sforzo iniziale per creare qualcosa e riceverai un compenso negli anni successivi per ogni copia venduta del libro o del prodotto creato.
  • Partecipazioni in aziende — investi il tuo capitale o le tue conoscenze tecniche in un'azienda e partecipa alla divisione degli utili provenienti dal lavoro fatto da chi nell'azienda ci lavora.
  • Network Marketing — partecipa a un modello di vendita che comporta la creazione di una squadra di persone. Guadagni non solo per le vendite fatte da te, ma anche per ogni vendita fatta dalla tua squadra. 
  • Vendendo prodotti - è possibile acquistare prodotti digitali di altri ad una modica cifra e rivenderli anche con un rincaro del 150%. Come fare? Dai un'occhiata qui.
  • Tramite forex - ovvero giocare in borsa online con le valute. Non è semplice ma c'è sempre il tempo per imparare. Puoi iniziare da qui.



L'investimento in immobili, in aziende o in borsa permettono di creare o accrescere il capitale molto rapidamente. Si tratta di settori nei quali, con le giuste conoscenze è possibile ottenere delle performance superiori al 30% annuo con un grado di rischio relativamente basso (più conosco i rischi e più sono in grado di gestirli). Vedremo le diverse tecniche nel corso dei prossimi volumi, ma vorrei per il momento soffermarmi sul punto fondamentale. La ricchezza non è un'entità indefinita, la ricchezza è la tua libertà e la libertà ha un prezzo. Il tuo obiettivo sarà raggiungere la Libertà Finanziaria, cioè quella condizione in cui un individuo ha più di 3 entrate automatiche, che coprono il costo del suo stile di vita attuale e di quello che desidera.

Come creare e Guadagnare con i contenuti Autentici

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I blog aziendali possono anche avvalersi di dipendenti o funzionari chiedendo loro di scrivere delle loro esperienze professionali. Un esempio è John Heald, dirigente presso Carnival Cruise Lines. Sebbene specifichi che si tratta di un blog personale, Heald non fa mistero del suo ruolo presso Carnival Cruise Lines e parla di tutti gli aspetti della sua vita da direttore di crociera. Il blog di Heald è promosso e linkato da Carnival.com ed è presente nella pagina dei blog ufficiali di Carnival, alla voce "Divertimento online". Se i singoli uffici non hanno tempo per comporre i post, un coordinatore può raccogliere articoli scritti da vari autori in tutta l'azienda e pubblicarli sul blog. In ogni caso, è importante rimanere trasparenti, segnalando gli autori e le fonti di ciascun articolo. I ghostwriter non sono consigliabili, per evitare che i lettori possano sentirsi ingannati o traditi. Dato che i visitatori online apprezzano l'autenticità, sensazioni di quel genere potrebbero portare a ripercussioni negative sui social media, generando, per esempio, post critici sui contenuti, commenti negativi su Twitter o campagne spontanee online per dissuadere altri dal leggere contenuti non autentici. 

Consideriamo il caso di una persona che legga un post del presidente di una società. Quel lettore, poi, comunicherà con il presidente, ma a quel punto si accorgerà che quella persona non ha niente a che vedere con il post. Il lettore si sentirà tradito. Il senso di tradimento sussiste perché chi scrive un blog sembra esprimersi personalmente ed essere avvicinabile, mentre in realtà potrebbe non essere così. Prendiamo per esempio Oprah (Oprah Winfrey, conduttrice televisiva e opinion leader americana, titolare del più popo- lare talk show televisivo, in onda su ABC, N.d.R.). A poche settimane dalla sua iscrizione a Twitter, era già seguita da più di un milione di persone. Forse volevano testimoniarle il proprio sostegno, oppure volevano leggere gli aggiornamenti direttamente dalla conduttrice del talk show. Il suo nome associato a qualsiasi evento crea eccitamento e aspettativa in chi cerca di entrare in contatto con lei.


In alcuni casi, una squadra di collaboratori pubblica aggiornamenti a nome di una persona o di un prodotto. Ogniqualvolta si tratti di un team, bisogna fare in modo che il lettore sappia sempre chi sta pubblicando sul profilo. Per esempio, il profilo Twitter del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama (https:// twitter.com/BarackObama/) conta su un team che contribuisce agli aggiornamenti. I post pubblicati direttamente dal presidente in persona sono segnalati, come specificato nella descrizione (sezione Bio) del profilo: "This account is run by Organizing for Action staff. Tweets from the President are signed-bo." (Questo profilo è gestito dal personale di Organizing for Action. I tweet del presidente sono firmati-bo.) 

I singoli messaggi possono, dunque, essere un ottimo modo per raggiungere il proprio pubblico dall'interno di un'azienda, ma occorre maneggiarli con cura. Comunicate, quindi, il nome del vero autore e assicuratevi che risponda ai commenti, per mantenere vivo il flusso delle conversazioni autentiche. 

Assumere un blogger 

I blog esistono ormai da più di dieci anni e nel mondo molti ne hanno fatto una professione. Questi blogger sono esperti nel proprio campo, possiedono spirito giornalistico, sono appassionati della materia oppure sono ricercatori pieni di risorse capaci di comporre post interessanti su qualsiasi argomento. Non tutti sono grandi scrittori, né ambiscono a esserlo, quindi vale la pena trovare un professionista in grado di far risaltare i vostri contenuti. 

Un blogger professionista potrà occuparsi di tutti gli aspetti legati alla gestione del blog e sfruttarne appieno le caratteristiche, lasciandovi il tempo per pensare a quali contenuti intendete utilizzare. Se decidete di assumere un blogger, date prima un'occhiata a quanto ha scritto finora. Verificate anche che quello che lo appassiona e di cui si è occupato in precedenza faccia al caso vostro. Inoltre, assicuratevi che non abbia pubblicato alcunché di controverso e che non vorreste fosse in qualche modo collegabile al blog della vostra azienda. 


Potete chiedergli conto delle sue statistiche, ossia quanti visitatori unici al mese si contano sui suoi siti, oppure come intenderebbe moderare i commenti. Potete farvi un'idea della sua attuale presenza online chiedendo quali social network utilizza attualmente e se ha mai impiegato questi strumenti a livello aziendale. Una notevole presenza sui social media costituisce un ulteriore plus, ma l'autore deve riuscire a separare la carriera e il lavoro retribuito dai suoi profili personali. 

Per esempio, un blogger aziendale potrebbe avere un profilo Twitter personale, dove utilizza il proprio nome e cognome. In seguito, potrebbe iscriversi con un profilo basato sul suo lavoro con il blog dell'azienda. Un blogger del blog aziendale ABC, per esempio, potrebbe iscriversi a Twitter come MarioABC pur tenendo aperto il suo profilo personale Mario Rossi. 

Un'altra possibilità è che Mario Rossi aggiunga l'azienda ABC alla biografia del suo profilo Twitter personale, per esempio: "Mario Rossi, blogger per @aziendaABC". In tal caso, dovrebbe anche precisare: "I tweet pubblicati rispecchiano le mie opinioni e non necessariamente quelle del mio datore di lavoro." Trovare l'equilibrio tra i membri del team metterà in evidenza le capacità professionali della vostra azienda. 

L'azienda vinicola Tinhorn Creek nella Okanagan Valley della British Columbia appartiene a Sandra Oldfield e alla sua famiglia. Sebbene l'azienda abbia un account su Twitter, @TinhornCreek, Sandra ha anche un suo profilo Twitter (@SandraOldfield) per le interazioni personali. Questa separazione le permette di potersi esprimere al di fuori dell'ambito aziendale, mentre @TinhornCreek può concentrarsi sul vino, sugli eventi e sulle notizie locali.


Consigli per assumere un blogger

Potete anche assumere un blogger che, al momento, non si occupa del vostro ambito, purché sia disponibile a inserirsi nel settore della vostra azienda. In ogni caso, occorre qualcuno che sia appassionato alla materia. 

Se avete trovato un blogger straordinario che può attirare il pubblico, diffondere il vostro messaggio e farvi ottenere una posizione favorevole nei risultati dei motori di ricerca, dovrà anche essere in grado di scrivere contenuti avvincenti e interessanti sulla vostra azienda e sul vostro settore. Se la vostra attività gli è completamente nuova, potete comunicarlo sul blog e far sì che il blogger impari insieme al pubblico. Per esempio, una società di pagamenti elettronici che gestisce transazioni finanziarie sicure online ha assunto una blogger, che teneva un blog personale sui nuovi media. La società voleva inserire un blog nella propria strategia sui nuovi media e sapeva che quella persona sarebbe stata in grado di avviarlo grazie alle sue competenze. La blogger ha creato il blog, ha inserito una nota biografica su di sé e sull'azienda e ha iniziato a scrivere il primo post sul PCI DSS, lo standard di protezione dei dati per il settore delle carte di pagamento (Payment Card Industry Data Security Standard). 

La blogger non ne aveva mai sentito parlare; nel primo post l'ha detto chiaramente, aggiungendo: "Impariamo insieme che cos'è lo standard PCI DSS." Nelle settimane successive ha integrato video da YouTube, citazioni e link da altri blog finanziari con informazioni sul processo e la nor¬mativa, il tutto "imparando insieme ai lettori". Nel giro di un mese, cercando su Google "blog PCI", la ricerca portava direttamente al blog da lei costruito. Il pubblico sapeva che era una principiante, ma in grado di raccogliere consigli, informazioni, link a siti utili, oltre a imparare qualcosa sulla società con cui stava collaborando. 

I blogger possono essere assunti per scrivere o gestire per la vostra azienda l'insieme delle strategie sui social media, blog compreso. Tuttavia, dovete sempre chiarire al pubblico chi scrive i post e chi gestisce il blog. La trasparenza non solo costruisce la fiducia con i lettori, ma li aiuta a identificare la voce del blog. Se volete pubblicare un annuncio per trovare un blogger, potete diffonderlo attraverso i canali abituali (annunci, Monster.com, Workopolis.com e gli altri siti di offerte di lavoro) oppure ricorrere a un elenco specifico di blogger come quello curato da Darren Rowse su Problogger.com. 

Assumere un blogger del vostro settore


Cercare qualcuno che conosca perfettamente trackback, statistiche, tracciamento dei link, terminologia dei blog, etichetta di rete e che aggiunga a tutto questo buone competenze di scrittura vi porterà probabilmente a ingaggiare un blogger professionista. Un ulteriore plus è rappresentato da qualcuno che conosca a fondo il pubblico online del vostro settore. Se siete nel settore ortofrutticolo, sarebbe vantaggioso ingaggiare il miglior blogger contadino e chiedergli di collaborare al vostro sito. 

Se trattate attrezzatura da hockey su ghiaccio, assumete un blogger appassionato di hockey per parlare di cosa usano o come si allenano i professionisti o di come tenere affilate le lame dei pattini. Queste persone hanno già avuto a che fare con i commenti nei rispettivi settori, per cui dovrebbero essersi fatta un'idea sul traffico del sito e soprattutto sono già appassionate dell'argomento. 

Inoltre, conoscono quale tipo di contenuti e come ottenere una risposta, come scrivere per un pubblico specializzato, come usare gli strumenti dei social media per ampliare la cerchia dei lettori e come tracciare e misurare i successi. Una persona potrebbe sapere tutto quel che c'è da sapere sulle tastiere per computer, ma ciò non significa necessariamente che sappia come scriverne per interessare i lettori. 

Non si tratta semplicemente di impaginare un testo. Per esempio, si dovranno usare immagini e video e si dovrà rispondere ai commenti. Un blogger del settore potrebbe conoscere tutto ciò e gli potrebbe servire semplicemente una guida da parte della vostra azienda per scrivere online a nome vostro.

Come curare lo Shopping Addiction

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La «shopping addiction» è tra le compulsioni più costose. In realtà la persona che soffre di questo disturbo cerca all'esterno qualcosa per soddisfare un bisogno interiore. Per uscire dal circolo è necessario:

  • cambiare le associazioni
  • ridefinire le priorità
Si può infatti avere lo stesso piacere anche senza oggetto esterno.

ESERCIZIO. ALLONTANARSI DALLE SPESE


  • 1. Pensate al vostro acquisto emozionale preferito. 
  • 2. Ancorate l'emozione positiva finché basterà stringere il pugno per riattivarla. 
  • 3. Pensate ora a qualcosa che non comprereste mai. 
  • 4. Amplificate l'immagine e ancorate l'emozione negativa nella stessa mano. 
  • 5. Ripetete il processo finché la semplice idea di comprare vi disturba. 


ESERCIZIO. AVVICINARSI ALLA RICCHEZZA 


  • 1.Ancorate alla mano destra lo stato emotivo di ricchezza. 
  • 2. Pensate ora a un momento nel quale vi siete sentiti molto bene. 
  • 3. Continuate a mettere queste emozioni sulla mano destra. 
  • 4. Ricordate adesso una volta in cui avete provato profondo piacere. 
  • 5. Pensate a questo intenso piacere in tutte le situazioni nelle quali nel passato avreste speso.
  • 6. Immaginate situazioni difficili e nella vostra mente vedetevi superarle facilmente.

ESERCIZIO RIDEFINIRE LE PRIORITA'


Fate una lista di tutto quello che spendete. Segnatelo come:
 - essenziale,
 - importante,
 - altro.


 Tipi di personalità e rapporto con il denaro

Identifichiamo vari atteggiamenti base nei confronti del denaro. Abbiamo calcato questa classificazione sull'enneagramma e sulla PNL3, un nuovo sviluppo della Programmazione Neurolinguistica della nostra scuola. Tra le diverse concezioni riguardanti il denaro, possiamo trovare: - il denaro come strumento per fare, - il denaro come qualcosa che «si riceve», - il denaro come oggetto. Nell'atteggiamento riguardo ai soldi possiamo distinguere:

1) chi non spende mai (risparmiatore);
2) chi spende molto e velocemente (scialacquatore);
3) chi non si preoccupa dei soldi (procrastinatore);
4) chi crede che i soldi non sono importanti (monaco della spesa).

Quale tipo siete di più? Considerate che potete essere più tipologie contemporaneamente. Presenteremo i tipi in maniera assolutamente descrittiva. - Qual è il positivo di ogni personalità monetaria? - Qual è il negativo? - Che azione specifica si può adottare per essere meglio equilibrati finanziariamente?



Il Risparmiatore è una persona che controlla i soldi fino all'ultimo e non assapora la gioia del gioco. Lo scialacquatore invece vive i soldi come un'emozione; ha come parola chiave «libertà»; al ristorante paga anche per il tavolo accanto al suo.

Il procrastinatore invece evita di parlare di soldi; non apre l'estratto conto; al ristorante paga il conto senza guardare quanto spende.

Il monaco della spesa: non vuole guadagnare, per soffrire; rifiuta la banca perché è una parte dell'establishment; non gioca con l'obiettivo di vincere; parla dell'abbondanza dell'universo, senza considerare che, se l'universo è così abbondante e lui no, risulta contraddittorio considerarsi veramente connesso al tutto; ha l'impressione che, per essere di più, bisogna divertirsi di meno. Se sei veramente spirituale, allora mostra di essere connesso manifestando l'abbondanza che ti appartiene.