Come sono diventato ricco

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Sono nato e cresciuto a Chiavenna, cittadina in provincia di Sondrio, figlio di un capostazione e di una casalinga. A 18 anni ho creato la mia prima società, in ambito informatico, per pagarmi la retta dell'università Cattolica di Milano. In poco tempo mi ritrovai a guadagnare bene, molto più della maggior parte degli impiegati, lavorando solo 2 mesi l'anno e per il resto del tempo dedicandomi all'università.

Purtroppo però, a causa della mia giovane età, della poca esperienza di gestione, di qualche cliente che non pagava, iniziai rapidamente ad accumulare debiti e, ancora peggio, la banca che mi aveva aiutato ad aprire la società quando avevo 18 anni improvvisamente venne a cercarmi.

Il risultato: la casa dei miei genitori, che all'epoca avevo dato come garanzia per la mia azienda, veniva pignorata.



Fu un grande shock. Vedere mia madre piangere e sentirmi impotente di fronte a un sistema che mi stava schiacciando fu una cosa dolorosa. E la responsabilità era solo mia. Ma un'èra finì e se ne aprì subito un'altra. La New Economy! Tutti erano affascinati da Internet e volevano investire in qualcosa. La situazione era inebriante e i soldi, c'era sempre qualcuno disposto a darteli tra banche e investitori.

Le banche d'investimento ti corteggiavano e la tua società che fatturava quattro soldi si ritrovava a valere milioni! Ma anche questa era finì, con il suo strascico di conseguenze dolorose: il senso di fallimento, la paura del giudizio degli altri, il timore di non riuscire più a creare qualcosa di altrettanto redditizio. A quel punto avevo solo due possibilità: potevo mettermi a piangere, oppure potevo pensare che le cose che mi stavano accadendo non erano un'ingiustizia, ma la diretta conseguenza del mio modo di pensare e di agire.

Ho scelto la seconda soluzione. In qualche modo era il mio comportamento, seppur in buona fede, ad aver condizionato il mio destino e purtroppo quello della mia famiglia. Dal mio punto di vista, questa soluzione era anche la più razionale perché mi avrebbe permesso di lavorare sulla sola cosa che potevo controllare direttamente: me stesso.

Avevo due problemi da risolvere e andavano di pari passo:


  • recuperare la casa dei miei genitori; 
  • diventare veramente ricco. 
Cominciai a studiare come funziona il sistema delle aste immobiliari e in extremis riuscii a trovare un accordo con la banca, che ne evitò la messa all'asta. Questa procedura, sconosciuta anche alla maggior parte degli operatori del settore, si chiama "stralcio", del quale parleremo più avanti. Lo stralcio immobiliare Consiste in un accordo fra debitore e creditori per saldare i debiti pagando una cifra inferiore prima che l'immobile vada all'asta. Il vantaggio per il creditore (nel caso descritto la banca) consiste nel recuperare subito una parte del credito senza aspettare i tempi lunghi di un'asta e i rischi di ottenere ancora meno denaro. Il vantaggio per il debitore è l'eliminazione del debito, pur pagando una cifra inferiore.



Il secondo problema non era cosa da poco: diventare ricco davvero. La mia storia mi aveva insegnato che non volevo più il tipo di denaro derivante dal solo lavoro, perché dipende dagli altri. Volevo invece raggiungere quel livello di benessere economico che mi avrebbe permesso di vivere in modo sereno, sapendo che qualunque cosa fosse accaduta non mi sarei trovato di nuovo a dover ricominciare da zero, o peggio ancora indebitato fino al collo.

Da dove cominciare? 

Ho iniziato convincendomi del fatto che non c'era nessun motivo per il quale io non potessi diventare ricco. Se avessi voluto diventarlo, avrei dovuto imparare da chi aveva già ottenuto risultati, interrogarli, cercare di capire come pensano e come agiscono. Solo un ricco ti può indicare la strada, così come chi si mantiene magro può spiegarti come essere in forma fisicamente o uno sciatore esperto ti sa spiegare come si scia.

Qui è cominciato il mio nuovo percorso, che mi ha portato oggi ad avere 29 aziende operanti in diversi settori e la scuola di formazione di finanza personale leader in Italia e, presto, anche in Europa. Ciò nonostante ho trovato il tempo di coltivare ottime amicizie, di avere due splendidi bimbi con la mia compagna e di scrivere 5 libri, diventati best-seller della finanza personale. Oltre a essere imprenditore, attraverso la mia scuola di formazione Alfio Bardolla Training Company impiego il mio tempo a insegnare come raggiungere la Libertà Finanziaria a chi sceglie di partecipare ai miei corsi. Questa collana è frutto della mia esperienza personale, di imprenditore e di coach del denaro.

Come Trasformare Youtube in un Lavoro

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Favij, Cicciogamer e molti altri, fanno parte di una generazione in cui è reso possibile a chiunque di mostrare il proprio valore e il proprio talento. 

Andando al di là dei talent (a cui credo poco e niente poiché ne conosco bene le dinamiche da vicino) oggi abbiamo Youtube (e non a caso la maggior parte degli artisti ospitati in tv provengono proprio dal web). Youtube è il più grosso e potente motore di ricerca per i video. Se hai voglia di divertirti basta ricercare semplicemente “video divertenti” e avrai quantità di materiale da visionare per ore. Se invece intendi avere qualche brividi puoi digitare “scherzi horror” e così via. Tutto quello di cui hai bisogno lo trovi su Youtube. 

Ma se da una parte ci sono dei fruitori che hanno delle esigenze e delle necessità, dall'altra ci sono i creators, ovvero colore che creano contenuti (i video su Youtube per intenderci) e che pubblicizzano i loro lavoro e il loro modo di lavorare. Ora ti faccio una domanda: in base a cosa scegli un servizio piuttosto che l'altro? Potresti rispondermi: in base al prezzo! Potrei capire una risposta del genere, ma se un prezzo è troppo fuori mercato sappiamo bene che dietro ci sarà qualche gabola. Un'altra risposta che senz'altro potrei capire è: in base alla qualità del servizio. Ohhh, questa è un'ottima risposta. E allora ti ribatto con un'altra domanda: come puoi capire la qualità del servizio? Beh, per conoscere la qualità del servizio, abbiamo bisogno di vederlo e di testarlo con mano, oppure ci fidiamo di una buona recensione da parte di un nostro amico. Se un nostro amico ci dice che quel servizio è buono allora noi ci fidiamo e lo prendiamo, senza nemmeno prendere in considerazione altre alternative. 

Ma niente è meglio della propria esperienza. Se tu fossi uno scrittore e quotidianamente devi spedire dei libri per i tuoi clienti/fan, e per farlo ti avvali di un servizio di spedizioni veloci, cosa guarderesti? 



  • Prezzo;
  • Velocità consegna;
  • Velocità ritiro libri;
  • Modalità di imballaggio. 

Il prezzo più basso ha sempre il suo perché, tuttavia bisogna vedere le tempistiche. Se un cliente acquista un libro e lo riceve dopo un mese, non sarà molto felice. Così tu hai pagato poco per la spedizione ma avrai un cliente insoddisfatto e fidati che non c'è cosa peggiore. Prima di trovare il servizio più adatto però devi andare a tentativi. Magari ce ne è uno che ti costa poco ma ti spedisce in ritardo. Un altro costa troppo ma è puntuale come un orologio svizzero, un altro invece ha i prezzi nella norma ma fa arrivare i libri a destinazione stropicciati e un altro ancora invece ha i prezzi nella norma ed è serio ed affidabile. 

Prima di arrivare a conoscere quest'ultima azienda che ti offre un servizio ben fatto, sei passato per delle disavventure non da poco! In che modo avresti potuto risparmiarti? Chiedendo consigli ai tuoi contatti oppure vedendo in anteprima come lavora l'azienda, visionando il modo di lavorare su Youtube. Non a caso le più grandi aziende hanno anche dei canali su Youtube: Barilla; Mulino Bianco; Leroy Merlin; Pirelli; ecc... Leroy Merlin ha utilizzato delle tattiche di marketing veramente geniali. Quello che fanno è trattare semplici guide come “Come trasformare la vasca in doccia”, “Come installare illuminazione da giardino”, “Come isolare una parete in cartongesso”, e mostrare in modo pratico come applicare ciò che il cliente ha acquistato dal negozio o online. 

In questo modo, con un bel video tutorial, il cliente sarà più intenzionato a cimentarsi. Quand'è che l'essere umano non agisce? Quando non sa bene che cosa fare. Quando non sa quali sono le varie procedure e la paura dell'ignoto fa sì che non ci muoviamo dalla nostra situazione. Se invece sappiamo bene, passo per passo che cosa fare, allora sì che ci mettiamo all'opera. La paura di gettare del tempo facendo magari anche dei danni, supera la voglia di mettersi in gioco. 



Rendi il tuo canale utile

Guardati attorno e pensa: “chi è che guadagna di più”? Chi risolve più problemi. 

Tutti noi abbiamo dei problemi che possono essere più o meno seri. Quando hai un problema, il tuo unico pensiero è trovare una soluzione per eliminarlo. I problemi occupano i pensieri e troppi pensieri causano lo stress. Ecco perché molte persone sono disposte anche a pagare per far sì che qualcuno gli risolva i problemi. Pensa ai wedding planner

Gli sposi non hanno voglia di impazzire per stare dietro a tutto il matrimonio e preferiscono pagare qualcuno che si occupi del fioraio, della musica e di tutto ciò che è necessario per una buona riuscita. Andiamo oltre e pensa invece ad un avvocato. Quando compi un reato, più o meno grave che sia, sei disposto a pagare qualsiasi cifra per far sì che non ci siano conseguenze (o di limitarle). 

Quando ti fa male un dente e non riesci a dormire la notte, pagheresti qualsiasi cifra per farti curare quel dente e poter così ritrovare il sonno. Da tutti questi esempi si evince che i lavori più pagati sono quelli che ti risolvono un problema. Cerca perciò di creare una vetrina che ti permette di renderti indispensabile ma soprattutto che ti renda agli occhi degli altri il migliore nel risolvere quel determinato problema. 



Usa Youtube in maniera intelligente e non scoprire subito le carte in gioco. Lavora con estrema passione e realizza dei video altamente professionali senza chiedere nulla in cambio. Vedrai che il tempo (e solo il tempo) darà i suoi frutti. Rendi il tuo canale uno spazio sensazionale dove gli interessati alla tua nicchia possono trovare un mondo di informazioni e di conoscenza che prima ne erano al completo digiuno. 

Crea delle Playlist per suddividere i tuoi video in delle categorie. In questo modo aiuterai gli utenti che atterrano per la prima volta sul tuo canale a giostrarsi meglio. Inserire delle categorie è un po' come inserire delle indicazioni stradali ad un incrocio. Dato che sul tuo canale non parlerai mai di un solo argomento specifico, è bene che tu raccolga i tuoi video in più contenitori. 

Chiedi interazioni con i tuoi iscritti e chiedi sempre a loro di lasciare dei commenti, anche delle critiche se è il caso. Vedrai che la critiche saranno quelle che ti faranno crescere più velocemente. Rispondi sempre di rispondere ai commenti che ti vengono postati, anche con un semplice grazie. La risposta, oltre che ad aumentare il numero di commenti totali e quindi a far capire a Youtube che sui tuoi video c'è un alto tasso di interazione, crea un contatto diretto fra te e il tuo pubblico. 

Infine, cerca di mantenere una frequenza di pubblicazione. In questo modo i tuoi iscritti sapranno che curi con costanza il canale e che ci devono ritornare spesso per visionare le tue news. Inoltre, se ti è possibile, falli iscrivere alla tua newsletter. Avendo le loro e-mail avrai sempre un contatto tramite un canale privilegiato. Per il resto... i soldi verranno da sé. Se li cerchi non li troverai, ma se farai un buon lavoro... saranno loro a venire da te.

Krikko

Lanciare un'App sul Mercato: Ecco Le Cose Da Fare

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Spesso l'utente mobile all'interno degli app store esegue delle ricerche per trovare un software che soddisfi un proprio bisogno personale, oppure esplora le categorie sfogliando decine di app. Il processo di selezione è spesso rapido e il tempo dedicato a ogni singola applicazione è veramente ridotto, soprattutto per quelle distribuite gratuitamente: all'utente non costa nulla il download, quindi può essere convinto con un bel nome, un'icona disegnata bene e una grafica accattivante attraverso gli screenshot con un giudizio medio-alto di altri utenti. Spesso, chi guarda una scheda dell'app presta quindi attenzione molto velocemente al prezzo, al rating degli utenti e guarda le immagini per cercare di capire che tipo di app sia e come sia disegnata rispetto ad altre con-correnti. Per le app a pagamento la descrizione è molto importante. 

Sostanzialmente, la scheda che dovete compilare per sottomettere l'app è il primo biglietto da visita che mostrate all'utente finale: è il packaging virtuale del vostro prodotto, non tangibile ma altrettanto importante quanto un imballaggio o una bella confezione. Non avete costi di stampa ed è un vantaggio enorme, ma non sottovalutate per questo motivo il modo in cui viene presentato il vostro prodotto finale. 

Vediamo quindi di esaminare, come se fosse una vera e propria lista della spesa, tutto il materiale di cui abbiamo bisogno al momento della sottomissione, a prescindere dal fatto che stiate lavorando con iOS o con Android, Windows o qualsiasi altra piattaforma attuale o futura.


  • Nome dell'applicazione e dello sviluppatore.
  • Icona e Loghi.
  • Beta Testing concluso. 
  • Processo di uploading chiaro.
  • Controllo del peso dell'applicazione.
  • Scelta del rating di età.
  • Scelta dei mercati e delle lingue della scheda.
  • Scelta di compatibilità dei device.
  • Scelta del prezzo e/o degli eventuali acquisti in-app.
  • Grafica di base con screenshot e video (per Google Play).
  • Grafica promozionale avanzata.
  • Categoria, Descrizione e Keyword (ASO).
  • URL Privacy, supporto clienti, promozionale.
  • Opzioni avanzate degli store: cloud, game center, circuito pubblicitario.
Solo una volta che avrete tutto il materiale della lista pronto e disponibile in tutti i formati richiesti e nelle varie traduzioni che volete rendere disponibili sarete davvero pronti a fare il login come sviluppatori all'interno della piattaforma dove volete pubblicare la vostra app, e cominciare tutto il processo per la sottomissione. Vediamo quindi nel dettaglio cosa e come preparare tutto il materiale necessario.

Nome dell'applicazione e dello sviluppatore

Se siete arrivati fino a questo punto senza un nome e senza nemmeno avere chiaro come comparire, in termini di nome di sviluppatore dell'app, vi consiglio vivamente di ripartire dall'inizio di tutto lo sviluppo, perché state facendo un vero e proprio salto nel vuoto e non avete preparato un benché minimo supporto all'applicazione. Prima di compiere un vero e proprio parricidio della vostra idea, fate un bel respiro e cominciate a leggere dall'inizio questo libro o altro materiale disponibile in rete. Il nome dell'app è fondamentale e ne abbiamo già abbondantemente parlato.



Deve essere molto chiara anche la strategia che intendete adottare nei vari mercati esteri. Dovete sapere già quindi se il nome dell'app sarà identico in tutti i mercati, oppure se cambierà di volta in volta. La scelta della localizzazione e dei mercati è uno dei punti successivi della presente lista. Inoltre, nel caso di app commissionate a uno sviluppatore, dovete avere chiaro cosa significhi pubblicare direttamente oppure attraverso la software house che ha sviluppato la vostra idea. Il mio personale consiglio per qualsiasi app che persegua un modello di business a pagamento (sostanzialmente quelle a pagamento e con in-app purchase, ma anche quelle con revenue pubblicitaria) è quello di pubblicare direttamente. A fronte di una spesa annua abbastanza contenuta per essere developer (costi diretti dello store di circa un centinaio di euro annui ed eventuali costi di setup nel caso abbiate scarse conoscenze tecniche di utilizzo di piattaforme di complessità media) eviterete tutta una serie di passaggi e rendicontazioni finanziarie inutili e molto fastidiose tra voi e lo sviluppatore. Anche questi aspetti devono essere chiari a tutte le parti fin dall'inizio del progetto e non certamente al momento della pubblicazione dell'app. Ricordatevi le tecniche spiegate per bloccare il nome della vostra applicazione già in fase di sviluppo della stessa.

Icona e Loghi

Abbiamo già abbondantemente parlato di tutti questi aspetti e della loro importanza fondamentale. Il team grafico deve avere già tutte le icone e i materiali pronti nei differenti formati richiesti dal negozio di app.

Beta Testing concluso

Avete già completato tutta la fase di testing interna ed esterna ove possibile, siete alla versione finale (e iniziale 1.0) del vostro software. Lanciatelo un'ultima volta sui differenti dispositivi per i quali volete pubblicarla, giusto come gesto scaramantico. Un'ultimissima prova prima del lancio ufficiale. Bene, tutto ok? Allora procediamo con la lista della spesa.

Processo di uploading chiaro

Dovete avere già visto i vari pannelli e passaggi della fase di sottomissione dell'app, sapere già quali sono i file e i formati dell'app di cui avete bisogno e non utilizzare mai file compilati da piattaforme di terze parti non testati.


Controllo del peso dell'applicazione

La dimensione dell'app deve essere stata condivisa, sia per le questioni di distribuzione dell'app che, come sappiamo, può essere scaricata in 3G solo se rientra entro determinate dimensioni, altrimenti viene richiesta una connessione wi-fi, più veloce o perlomeno più stabile. Inoltre, per Google Play il processo di submission squisitamente tecnico cambia leggermente se il peso dell'app eccede di una certa dimensione (attualmente, 50 MB, ma sono numeri che cambieranno sicuramente). 

Per questi motivi, anche la dimensione dell'app è una scelta strategica da affrontare ben prima di questo momento.

Scelta del rating di età

Dovete già sapere a quali utenti e per quali età renderete disponibile la vostra applicazione. I contenuti della vostra app sono adatti anche per i più piccoli? Il linguaggio del vostro videogioco contiene dei termini al limite? Lo store ha la sovranità di giudizio finale, ma voi inizialmente dovete fare una sorta di autocertificazione sull'età minima di utilizzo del vostro software. 

Cercare di pubblicare un videogioco contenente scene macabre e con morti sanguinose nella categoria di età adatta a 9+ potrebbe essere motivo di rigetto dell'app e di ritardi e perdite di tempo future. Chiaramente, per applicazioni del tutto "pulite" e adatte a ogni età potete allargare il campo d'azione. Un discorso a parte merita la categoria dei giochi: nel caso selezionaste un pubblico 4+, potrete classificare la vostra idea anche per gli utenti più piccoli, sotto i nove anni, e inserirla nelle categorie minori per età. 

Sostanzialmente è ciò che avviene anche per i giocattoli fisici che presentano sempre un'indicazione di età obbligatoria per legge soprattutto in ambito audio, video e video ludico. Gli store seguono le logiche di classificazione del PEGI (Pan European Game Information) europeo e dell'ESRB (Entertainment Software Rating Board) nordamericano l'Apple App Store fornisce una vera e propria tabella comparativa dei tre sistemi.


Scelta dei mercati e delle lingue della scheda

A questo punto dovete già avere molto chiaro a quali mercati volete rivolgervi. Per poter affrontare mercati esteri l'ideale è avere la vostra app tradotta in tutte le sue parti ed etichette nella lingua del mercato che si vuole perseguire. Capisco che non sia sempre facile, ma avere almeno l'app in inglese e possibilmente nelle altre lingue più parlate a livello mondiale apre degli orizzonti e soprattutto un'audience enorme che scarica quotidianamente milioni di applicazioni dai negozi. Pensate un po' come avete già fatto col vostro sito Internet: utilizzate più o meno le stesse logiche se potete.

La scelta del multilingua è una delle primissime cose da affrontare nel progetto anche a livello tecnico. Il team di sviluppo deve sapere fin da subito che quell'app avrà bisogno di un numero di lingue aperto. All'inizio, magari saranno solo due o tre, ma che si possano espandere a piacimento. Gli sviluppatori creeranno un framework di sviluppo adatto a traduzioni rapide e poco costose dell'app per minimizzare i costi di gestione e di ampliamento del numero delle lingue. 

Pensate in grande: avete di fronte un grande pubblico e parlare nella loro lingua è una mossa vincente.

Scelta di compatibilità dei device

Anche queste problematiche le dovreste avere già affrontate prima di arrivare a questo punto. Sapete già se avete un'unica versione per tablet e smartphone oppure se disponete di app dedicate a seconda dei vari dispositivi. Dovete anche già sapere su quali versioni del software operativo e fino a che versione obsoleta dell'hardware la vostra applicazione funziona. Il mondo di Android inoltre è molto frammentato in termini di risoluzioni e schermi: gli sviluppatori vi dovrebbero avere già parlato di tutto questo. Sapete quindi già quali sono le scelte che avete fatto in termini di dispositivi hardware ai quali offrirete la vostra app.

Scelta del prezzo e/o degli eventuali acquisti in-app

E' al momento della sottomissione che dovrete "dichiarare" il vostro modello di business anche allo store: la vostra versione è premium? Free? Freemium o addirittura Paymiunt, (ovvero Pay con possibilità di acquisti ulteriori in-app). Anche in questo caso. se arrivate a questo punto senza avere chiare le risposte precedenti, vi consiglio vivamente di bloccare tutto e ricominciare da capo.

Grafica di base con screenshot e video (per Google Play)

Oltre all'icona lo store richiede almeno alcune immagini dell'app da inserire nella scheda. consiglio vivamente di utilizzare tutte le immagini che il negozio vi permette di inserire all'interno dello store per dare il massimo delle informazioni possibili all'utente. Fatelo anche in modo creativo, soprattutto per le app iOS, ovvero cercate di spiegare anche sugli screenshot determinate funzioni della vostra applicazione, cosa che un'immagine soltanto non riuscirebbe a dare.


Gli screenshot andrebbero quindi corredati di immagini con delle scritte che facciano capire immediatamente le funzioni dell'app e cerchino di invogliare l'utente a cliccare sul tasto del download. Lo fa bene l'app "Emily — La tua sveglia personale" che, in un settore estremamente concorrenziale, fa capire fin da subito i suoi punti di forza e di unicità, le opzioni offerte dallo strumento e il design e la grafica generali dell'app.



Una volta visualizzati gli screenshot non ho quasi nemmeno bisogno di leggere la descrizione testuale oppure lo faccio e approfondisco proprio perché ho guardato le immagini. Il trucco è sempre lo stesso: cercare di catturare l'attenzione degli utenti anche attraverso dei semplici screenshot. Per il mondo di Google Play avete la possibilità di inserire un video della vostra app che possa far capire ancora meglio all'utente come funziona e che tipologia di software sia.

Lo strumento del video è estremamente potente. Potete mostrare la vostra app in azione così come promuovere l'immagine del prodotto facendo intuire a tutti la vostra professionalità con video di marketing che suscitino interesse e coinvolgano l'utente. Qualunque sia la vostra scelta, vi consiglio vivamente di usare un video per far capire meglio come funziona la vostra app oppure quanto è accattivante e ben disegnata la grafica del vostro videogioco.


Grafica promozionale avanzata

Se credete di aver fatto veramente un bel lavoro e che il vostro progetto sia degno di nota, allora credete anche che i team che revisionano le app degli store noteranno certamente il vostro lavoro. La vostra app potrebbe essere selezionata dal team di Apple o Google o Windows e inserita all'interno degli store in alcune posizioni privilegiate. 

In questo caso il gestore dello store gestisce la comunicazione anche con altri formati oltre alla semplice icona dell'app. Egli ha bisogno, per esempio, di una serie di banner che potrebbe voler inserire nel caso che selezioni la vostra applicazione. Non esiste modo di essere sicuri della selezione, ma certamente mettere a disposizione allo store tutto il materiale di cui avrebbe bisogno aumenta moltissimo le possibilità di essere scelti per una comunicazione parallela. 

Il fatto di essere selezionati tra le migliori app di una determinata categoria può portare a dei risultati clamorosi in termini di download. Questo migliora moltissimo la posizione all'interno della categoria in cui l'app concorre, portando ulteriori download. Sostanzialmente, la scelta editoriale dell'app store può fornire quella spinta iniziale necessaria per innescare una diffusione virale della vostra applicazione e potrebbe quindi decretare il successo della vostra idea. 

Fornire tutto il materiale necessario per poter venire inclusi in queste scelte è un vantaggio non trascura- bile e non comporta un costo enorme, soprattutto se paragonato a tutto il resto del lavoro. Leggete bene le linee guida degli store dove intendete pubblicare per capire che formati dovete fornire e in quali passaggi. Normalmente, sono tutti ampi opzionali e non obbligatori in fase di uploading, ma se fossi in voi non li reputerei tali.

Categoria, Descrizione e Keyword (ASO): oltre al nome, la descrizione e le keyword giocano un ruolo chiave rispettivamente in ambiente Google Play e Apple App Store per essere posizionati in modo dignitoso all'interno della clas- sifica dello store. Esse sono la base della Application Store Optimization, l'equivalente della SEO (Search Engine Optimization) riferita al posizionamento dei siti Internet. Della scelta di categoria abbiamo già abbondantemente parlato e al momento della sottomissione saprete già esattamente a quale o quali categorie associare la vostra app. 

La descrizione è un testo molto importante ai fini del posizionamento per il mondo Google Play, mentre non conta nulla per i0S, ma una buona descrizione può determinare il download o meno di un'app. Il campo delle parole chiave è determinante per il negozio di Apple e per ottenere il massimo della visibilità, perlomeno a livello semantico, durante le ricerche degli utenti dello store. In file .doc o .xls dovete avere già tutto questo materiale testuale pronto, con i relativi controlli di conteggio delle parole, per essere sicuri di non eccedere lo spazio massimo fornito dal negozio in termini di battute. 

URL Privacy, supporto clienti, promozionale: oltre a operare internamente allo store, il processo di sottomissione vi obbliga anche ad agire esternamente. La vostra app deve essere corredata da alcuni link più o meno obbligatori che variano da negozio a negozio: il fatto di dover inserire dei collegamenti ha come naturale conseguenza quello di dover avere delle pagine web che rispondano, in termini di contenuti, alle linee guida del sistema di distribuzione di app che avete scelto.


In generale, possiamo classificare tre tipologie di link che considero molto importanti a prescindere dalla loro obbligatorietà e che sono da suggerimento e stimolo per comprendere quanto sia importante fornire supporto all'applicazione anche esternamente allo store, come vedremo quando parleremo di marketing delle app: 

1. Link e pagine relative alla privacy: una o più pagine che descrivono come utilizzate eventuali dati degli utenti e a che scopo, così come tutte le altre informazioni obbligatorie per legge che dipendono anche dal Paese dove sviluppate l'applicazione. 

Il tema della privacy è meramente burocratico nel caso in cui non trattiate i dati degli utenti, mentre diventa sempre più sensibile e complesso mano a mano che utilizzate o avete l'accesso a dati di utenti e li utilizzate a scopi pubblicitari. 

Nel caso in cui desideriate pubblicare app per bambini, vi consiglio di prestare molta attenzione per produrre la giusta e adeguata documentazione e informare in modo semplice e trasparente i vostri utenti in relazione ai loro dati. 

2. Supporto e mail assistenza ai clienti: dovreste predisporre almeno una pagina web dove fornite i contatti e le modalità con le quali gli utenti vi possono contattare in caso di problematiche riscontrate nell'utilizzo della vostra app o per svariati motivi. 

È molto importante cercare di ottenere il contatto con i propri utenti e dovreste quindi prestare molta attenzione e cura alla pagina di atterraggio dello store. Curare l'attenzione dell'utente e fornire un buon supporto crea un legame di fidelizzazione molto forte con la propria audience. 

Il vostro obiettivo è quello di trasformare una segnalazione, magari anche di un piccolo bug, della propria app in una recensione positiva di quell'utente anche in seguito al servizio di assistenza che sarete in grado di erogare.

3. Pagine di tipo promozionale: oltre ai link e alle pagine delle precedenti tipologie che sono obbligatorie all'interno degli store, vi consiglio di fornire un link a un sito oppure perlomeno a un mini sito sul web che sia di supporto per tutta la comunicazione e il lancio dell'app. 

Opzioni avanzate degli store, dal cloud al gaming e ai circuiti pubblicitari: a seconda dell'app store dove intendete pubblicare la vostra applicazione. avete a disposizione più o meno opzioni avanzate per collegare la vostra app a sistemi dedicati del negozio di applicazioni che svolgono alcune funzioni standard. Le funzioni più comuni negli store sono le seguenti: 

1. Opzioni di tipo cloud: avrete modo di selezionare le modalità di accesso della vostra app allo spazio sulla "nuvola" dell'utente collegato direttamente al proprio account unico dello store. Nel caso in cui la vostra applicazione si basi soprattutto su documenti e immagini, in particolare con finalità lavorative, la sincronizzazione della vostra app con l'account cloud dell'utente potrebbe essere una funzionalità essenziale per la tipologia di progetto che trattate. 

2. Opzioni di gaming: ogni piattaforma dispone di un centro unico per i videogiochi. Inoltre, esistono anche piattaforme multiplayer di terze parti alle quali potete collegare la vostra app gioco. È molto utile sfruttare il sistema precostruito di social gaming e di multiplayer predisposto dalla piattaforma dove pubblicate. 

Nel caso dell'Apple App Store, per esempio, potreste essere interessati a collegare il vostro gioco alle classifiche del Game Center. In questo modo, tutti gli amici del centro di gioco collegati a quell'account potranno sapere che ho giocato alla vostra applicazione e decidere quindi anche loro di provarla. Gli elementi sociali all'interno dei giochi possono rivestire un ruolo determinante per il successo di un'app game.


3. Opzioni di scelta dei circuiti pubblicitari: nel caso in cui abbiate come modello di business quello collegato alla raccolta pubblicitaria, avrete già pianificato molto tempo prima a quale circuito aderire e quali sono le rispetti- ve modalità tecniche. 

Le piattaforme fornite agli sviluppatori tendono a coinvolgere gli stessi a utilizzare i loro circuiti pubblicitari proprietari. Abbiamo già lungamente trattato l'argomento della scelta degli spazi e delle modalità di annunci pubblicitari da pubblicare; qui dovete solo confermare le vostre scelte strategiche precedenti.

Immigrato Insulta Immigrati: "Non lamentatevi degli Alberghi che in Africa vivevate nelle capanne!"

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Ed è proprio questo il video che sta facendo il giro sul web, un giovane immigrato difende l'Italia e gli italiani nonostante i suoi compaesani gli abbiano consigliato, sotto minacce di tacere. 

Il video esordisce con "Se uno ti da da mangiare, ti da da vestire e da dormire, devi essergli riconoscente".

Il ragazzo del video fa riferimento a numerosi video che circolano sul web dove diversi immigrati si lamentano della propria vita nei vari Alberghi in cui alloggiano. Si lamentano del wi-fi non funzionante, delle temperature e del cibo scaduto.



"Cosa ti lamenti del wi-fi se al paese tuo non esiste neanche il Computer?" Queste sono le affermazioni che in modo schietto e senza peli sulla lingua afferma il protagonista del video, aggiungendo: "Arrivi con una barca e ti ritrovi in un albergo. Dovresti esserne contento!"

Insomma, si tratta di un video piuttosto insolito ma di con un grande potenziale virale e che presto arriverà a tutti coloro che sono i destinatari del video:




Twerker di Professione: I Suoi Video Fanno Impazzire gli Uomini

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Lei è Jessica Vanessa e nella vita fa la Twerker di professione. Siamo andati ad intervistarla per cercare di capire come ha fatto a rendere del suo lato B il suo lavoro principale.

Prima di proseguire con l'intervista, è d'obbligo dare un'occhiata al video:


 Quanto si guadagna oggi facendo la Twerker di professione?
Se sei brava puoi arrivare a guadagnare in un solo mese quello che le persone comunemente guadagnano in un anno intero di lavoro.

In che modo vieni ingaggiata e per quali scopi?
La maggior parte delle richieste mi arrivano da Internet. Sulla mia pagina di Facebook ci sono molti uomini, anche sposati, che sono disposti a pagarmi anche 2.000 dollari per uno spettacolo privato. Spesso poi accade di essere invitata per delle feste di compleanno o di addii al nubilato.
Il mio primo lavoro però l'ho trovato su infojobs.

Sei soddisfatta del tuo lavoro? I tuoi genitori lo sanno?
Sì, sono soddisfatta tenendo conto che prima ero disoccupata e ora mi ritrovo a dichiarare al fisco le mie entrate. I miei genitori si astengono dallo giudicarmi. Un loro rifiuto mi farebbe sentire troppo male

Hai un fidanzato?
No e non lo cerco. Sono ancora molto giovane e poi non è facile trovare qualcuno che sia disposto ad accettare il mio lavoro.

A che età hai cominciato?
A 17 anni, vedendo un ballo di una tribù indigena alla TV. Alcuni pensano che il Twerking sia un'invenzione degli ultimi anni, ma in realtà esiste da centinaia di anni. E' un ballo che è stato portato alla ribalta e vado fiera di esserne una delle portavoce.

Progetti per il futuro?
Continuare ad andare in palestra e allenare il mio lato B per migliorare giorno dopo giorni nell'arte del Twerking.