Come liberarsi dai debiti e vivere serenamente

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Liberarsi dai debiti: missione impossibile? Non proprio Impara quali sono i tuoi diritti e traccia una strategia di pagamento Essere superindebitati non è solo un problema di «salute finanziaria». Subentrano stress, insonnia, gastrite e perfino depressione. Certe volte, per quanto possa es- sere una situazione molto complicata, tutta quest'angoscia cresce in misura sproporzionata non solo a causa della mancanza di liquidità, ma anche per una ragione più importante: la mancanza di informazione. 

Per non preoccuparti più del necessario - o per cominciare a occupartene, se non hai ancora preso coscienza della situazione - facciamo chiarezza su alcuni dei dubbi più frequenti in tema di diritti del debitore e ripercussioni in caso di pagamento ritardato. Poi parleremo delle possibilità che ti sono concesse, ok?

Si può finire in carcere per un debito. Questa è probabilmente una delle preoccupazioni principali di ogni debitore. Tranquillo, respira, la risposta è NO. In Italia, come nella maggior parte del mondo civilizzato, nessuno può finire in carcere per debiti di carattere puramente civile o commerciale. Le epoche barbare fortunatamente sono finite, da poco tempo (XIX secolo), ma sono finite. In Italia è proibita la pena del carcere per debiti, poiché è uno dei Paesi firmatari del Patto internazionale sui diritti civili e politici del 1966 dell'Assemblea Generale dell'ONU (art. 11: «Nessuno può essere imprigionato per il solo motivo che non è in grado di adempiere a un obbligo contrattuale»). 

L'unica eccezione è rappresentata dal mancato pagamento dell'assegno di mantenimento al coniuge o ai figli, punibile con una detenzione fino a un anno o una multa compresa tra €103 e €1032, secondo l'art. 570 del Codice Penale. Però, per debiti nei confronti di fornitori e mutuatari, nessuno va in prigione. 


Poi, come nella maggior parte degli Stati, una cosa sono i debiti puri e semplici, un'altra quelli che sono stati contratti con una qualche componente di frode (per esempio identità fittizia o falsificazione della firma o dei dati). In questi casi, ovviamente, la pena detentiva viene comminata per il delitto in sé e non per i debiti; vale comunque la pena di chiarirlo, perché, siccome sono due cose interconnesse, molti le confondono. 

Potenziali conseguenze di un mancato pagamento 


Perché un debito sia rivendicabile giuridicamente è necessario che il debitore si sia impegnato a pagarlo in termini legali, ovvero che esista un contratto, la firma di una cambiale o di un pagherò, una transazione commerciale, una locazione, la concessione di un prestito ecc. Ed è sul creditore che ricade «la responsabilità delle prove», cioè è lui che deve dimostrare il suo diritto a riavere il denaro.

Questo sistema funziona sia nel caso che qualcuno ti richieda il pagamento di un debito inesistente, sia nel caso che sia stato tu a prestare dei soldi; deve risultare in qualche documento, per esempio un contratto, una domanda, delle fatture, dei titoli di credito come tratte o pagherò. Diamo per scontata questa parte, ovvero che il debito esista e sia «reclamatile»: se non si paga entro la data convenuta, la prima conseguenza sono gli interessi di mora, che possono essere applicati senza necessità di un sollecito da parte del creditore. 

Di quanti soldi stiamo parlando? 

Gli interessi di mora saranno quelli pattuiti nel contratto o, in alternativa, quelli di legge, che corrispondono alla somma del tasso d'interesse della Banca Centrale Europea più 8 punti percentuali. Nell'agosto del 2015, per esempio, gli interessi di mora erano fissati all'8,16%. Oltre a ciò, il creditore ha il diritto di reclamare i danni: sia la perdita subita sia il mancato guadagno che l'inadempimento o il ritardo nel pagamento da parte del  debitore gli ha comportato, ma solo se ne siano causa immediata e diretta.


Nel caso dei mutui, se per esempio non si sono pagate sei rate mensili la banca può avviare un processo di pignoramento dove, oltre a reclamare i pagamenti scaduti, sollecita il saldo totale del credito con un interesse a mora, oltre i costi processuali che saranno a carico del debitore.



Ma la cosa non finisce qui. La legislazione italiana non prende con leggerezza il tema dei debiti scaduti e l'art. 2740 del Codice Civile stabilisce che il debitore risponde dell'adempimento delle obbligazioni con tutti i suoi beni presenti e futuri. Perciò attenzione a dove ti "imbarchi". Rischi anche la confisca di fondi d'investimento, diritto di credito ed eredità, a titolo di rimborso del capitale e degli interessi dovuti.                                                                     

I versamenti al fondo pensione nella fase di accumulo non possono essere pignorati; quando viene erogata la prestazione pensionistica complementare, in forma di rendita o in forma di capitale, al massimo può esserne pignorato un quinto.

Mi possono confiscare tutto se non pago i miei debiti?

La riscossione forzata di un debito può essere disposta dal creditore solo da un tribunale e dalla sentenza di un giudice. Eppure anche in questi casi non possono toglierci fino all'ultimo centesimo. Una parte del nostro stipendio (o comunque delle nostre entrate) è inconfiscabile; la cifra dipende da quanto guadagniamo e se abbiamo persone a nostro carico.

In caso di debiti ordinari (banche, privati, istituti finanziari), il massimo pignorabile dallo stipendio o della pensione è un quinto. Questo 20% viene calcolato dopo avere detratto una franchigia corrispondente a un livello minimo di sopravvivenza. ed equivalente all'assegno sociale, attualmente circa €500. In altre parole, se guadagniamo €1500 ci potranno detrarre un quinto di €1000, ovvero €200.

Per quanto riguarda i debiti tributari (Equitalia), il consulente legale di Altrocunsumo, Maurizio Amerelli, ci spiega che la legge n.3 del 27 Gennaio 2012 (conosciuta con il nome di legge anti-suicidi) stabilisce che può essere pignorato:


  • 1/10 dello stipendio, pensione o altri indennizzi percepiti come redditi da lavoro; quando il loro ammontare non superi i €2.500;
  • 1/7 delle entrate quando il loro ammontare sia compreso tra i €2.500 e €5.000;
  • 1/5 delle entrate quando supera i €5.000


Esistono però altre garanzie. Il decreto legge n. 83 27/6/2015, stabilisce un limite al pignoramento di stipendio, pensione o altro reddito da lavoro, deposita sul conto corrente. Non può essere pignorato un importo equivalente all'assegno sociale, maggiorato della metà se il deposito è successivo al pignoramento di tre volte (circa 1500€). se il deposito è precedente. La legge anti-suicidi introduce inoltre la possibili della «bancarotta familiare», ossia la possibilità, per privati, di dichiarare fallimento e azzerare i propri debiti senza essere costretti a pagare per tutta la vita.

Questo, sinora, era permesso solo alle imprese. Per intraprendere questa procedura, il privato deve rivolgersi ad un ente, o a un professionista abilitato per elaborare una sorta di piano di rimborso (piano d consumatore) da presentare a un giudice. 

Qualora questo lo approvi, tutti i creditori saranno obbligati rispettarlo e non saranno accolte azioni legali a carico del privato. In caso di rigetto del piano, si procede alla liquidazione dei beni. È contemplata una terza alternativa, ossia il raggiungimento di un accordo con i creditori che preveda il rimborso di almeno il 60% d debiti. 

Queste procedure possono essere richiesi solo in presenza di determinati presupposti, fra cui  l'accertamento della buona fede e il fatto che il debito sia stato contratto per ragioni non attinenti all'attività imprenditoriale o alla professione. Nei pignoramenti, in base all'articolo 514 del Codice Procedura Civile, non possono essere confiscati: vestiti  del condannato, biancheria e mobili, cibo, libri nonché la strumentazione necessaria per l'esercizio della sua professione e oggetti che abbiano valore affettivo. 



La distinzione fra che cos'è confiscabile e cosa non lo è vale sia per i lavoratori dipendenti, sia per i professionisti indipendenti e i lavoratori autonomi. 

Come avere successo nella vita: La formula utilizzata dai grandi

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Coloro che hanno raggiunto l'eccellenza seguono una precisa strada che porta al successo, quella che io chiamo Formula Fondamentale del Successo. Il primo passo per farla propria consiste nel conoscere il risultato che si vuole ottenere, vale a dire nel definire esattamente ciò che si vuole. Il secondo passo consiste nell'agire, altrimenti i desideri resteranno sempre semplici sogni; e bisogna compiere quelle azioni che hanno la massima probabilità di produrre il risultato desiderato.

Non sempre le azioni che compiamo producono i risultati cui tendiamo, per cui il terzo passo consiste nello sviluppare la capacità di riconoscere i tipi di risposte e i risultati che si ottengono dalle azioni e di costatane quanto prima possibile se ci portano più vicino ai nostri obiettivi o se ce ne allontanano. A questo punto, il quarto passo consiste nello sviluppare la flessibilità necessaria a cambiare il proprio comportamento finché non si ottenga quel che si vuole. Se si osservano persone di successo, si noterà che hanno fatto proprio appunto questo procedimento in quattro fasi.

Hanno cominciato fissandosi un obiettivo, perché non se ne può raggiungere nessuno se non lo si ha. Poi hanno agito, perché sapere non è sufficiente; avevano la capacità di "leggere" gli altri, di sapere quali risposte avrebbero ottenuto. E hanno continuato a correggere, a cambiare il proprio comportamento fino a trovare quello adatto.

Prendiamo in considerazione Steven Spielberg, che a trentasei anni è divenuto il regista e produttore di maggior successo della storia. Gli si devono già quattro dei dieci film che hanno fatto più cassetta di tutti i tempi, tra cui E. T., il film che ha incassato come nessun altro. Come ha fatto a giungere a questi risultati in così giovane età? Fin da quando aveva dodici o tredici anni, Spielberg sapeva che voleva diventare un regista cinematografico, e la sua vita è cambiata il pomeriggio in cui, aveva allora diciassette anni, ha partecipato a una visita agli studios della Universal.

Nella visita non erano compresi i teatri di posa dove si stava girando, per cui Spielberg, che sapeva quel che voleva, se l'è filata da solo per assistere alla lavorazione di un vero film. E ha finito per imbattersi nel responsabile del reparto montaggio della Universal, parlando con lui per un'ora, e il tecnico ha espresso interesse per il film che Spielberg avrebbe voluto fare.

Per gran parte degli individui sarebbe stata la fine della storia, ma Spielberg aveva imparato la lezione di quella prima visita, e ha cambiato approccio. Il giorno dopo si è vestito di tutto punto, ha preso la cartella di suo padre, ci ha messo dentro un panino e due tavolette di cioccolato, ed è tornato agli stabilimenti come se facesse parte del personale.



Con l'aria più tranquilla del mondo è passato sotto il naso del guardiano ai cancelli. S'è procurato una vecchia roulotte e sulla portiera ha applicato la scritta "Steven Spielberg, regista". Ha quindi trascorso l'estate incontrando registi, scrittori e tecnici del montaggio, aggirandosi ai margini di un mondo al quale aspirava, imparando qualcosa da ogni conversazione, osservando e sviluppando una crescente sensibilità per i vari aspetti connessi alla lavorazione di un film.

Finalmente, all'età di vent'anni, ormai divenuto un frequentatore abituale dell'ambiente, ha portato alla Universal una modesta pellicola da lui girata, e si è sentito offrire un contratto di sette anni per dirigere una serie televisiva. Il sogno di Steven era divenuto realtà. Spielberg ha fatto propria la Formula Fondamentale del Successo? Certamente. Era in possesso delle conoscenze specialistiche che gli permettevano di sapere quel che voleva. È entrato in azione. Aveva l'acutezza sensoria necessaria per capire quali risultati avrebbe ottenuto e rendersi conto se le sue azioni lo avvicinavano o lo allontanavano dall'obiettivo.

E non gli mancava l'elasticità indispensabile per cambiare comportamento allo scopo di ottenere ciò che voleva. In pratica ogni persona di successo a me nota fa lo stesso; coloro che riescono a spuntarla sono pronti a cambiare e si mostrano flessibili al punto da riuscire a crearsi l'esistenza cui aspirano. Prendiamo l'esempio di Barbara Black, preside della facoltà di giurisprudenza della Columbia University, che si era messa in testa appunto di diventare, un giorno, preside di facoltà. Giovane donna, si è inserita in un campo prevalentemente maschile e si è laureata a pieni voti alla Columbia.

Poi ha deciso di accantonare l'obiettivo carriera e si è fatta una famiglia. Nove anni dopo era nuovamente pronta a perseguire il suo scopo iniziale e si è iscritta a Yale a un corso di specializzazione, sviluppando quelle capacità di insegnare, compiere ricerche e scrivere che le hanno permesso di accedere "alla mansione cui aveva sempre aspirato", e oggi è la preside di una delle più prestigiose facoltà di giurisprudenza degli Stati Uniti. È venuta meno alle consuetudini e ha dimostrato che il successo si poteva ottenere contemporanea-mente a più livelli.

Barbara Black ha fatto propria la Formula Fondamentale del Successo? Evidentemente sì. Sapendo quel che voleva, ha compiuto un tentativo e ha continuato a cambiare quando si accorgeva che non funzionava, finché non ha trovato il giusto equilibrio fra l'obiettivo famiglia e quello della carriera. Oltre a essere alla resta di un'importante facoltà universitaria, Barbara Black è anche madre e donna di casa. Ed eccovi un altro esempio. Avete mai mangiato un pezzo di Kentucky Fried Chicken (pollo fritto alla maniera del Ken-tucky)? Sapete come il colonnello Sanders ha costruito l'impero del pollo fritto che l'ha reso miliardario e ha cambiato le abitudini alimentari di un'intera nazione? Quando ha cominciato, era semplicemente un pensionato in possesso di una ricetta di pollo fritto, e nient'altro.

Era il proprietario di un ristorantino che stava andando a rotoli perché era stato cambiato il percorso dell'autostrada lungo la quale sorgeva; e quando il colonnello si è trovato in tasca il primo assegno dell'assistenza sociale, ha deciso di vedere se riusciva a fare un po' di soldi vendendo la sua ricetta di pollo fritto. La sua prima idea fu di cederla a proprietari di ristoranti, facendosi dare una percentuale sugli introiti. Non è detto però che questa sia l'idea migliore per cominciare un'attività economica; e infatti non lo fece salire all'empireo. Sanders se ne andava in giro per gli Stati Uniti, dormendo in auto, alla ricerca di qualcuno disposto a sostenerlo. Intanto continuava a cambiare idea e a bussare agli usci. Si è sentito dire "no" mille volte, e poi qualcosa, come per miracolo, è accaduta. Qualcuno ha detto "sì". Il colonnello si era messo in affari.



Quanti di voi possiedono una ricetta? E quanti di voi hanno la potenzialità fisica e il carisma di un vecchietto biancovestito? Il colonnello Sanders si è fatto una fortuna e ha costruito un impero perché aveva la capacità di intraprendere azioni energiche, decise.

Aveva il potere personale necessario a produrre i risultati che più desiderava; e aveva la capacità di sentirsi dire di no mille volte, continuando a bussare ad altri usci ancora, pienamente convinto che ci doveva pur essere quello di qualcuno che gli avrebbe detto di sì. Tutto in questo libro, in un modo o nell'altro, è inteso a fornire al vostro cervello i segnali più efficaci per mettervi in grado di intraprendere azioni coronate dal successo. Quasi ogni setti¬mana tengo un seminario di quattro giorni intitolato "La rivoluzione mentale", durante il quale insegniamo ai partecipanti molte cose, da come governare con la massima efficacia il proprio cervello a come mangiare, respirare e compiere  esercizi suscettibili di incrementare al massimo l'energia personale.

La prima serata del seminario è intitolata "Dalla paura al potere". Scopo del seminario è di insegnare alla gente a intraprendere azioni invece di essere paralizzata dalla paura; e alla fine del corso i partecipanti hanno l'occasione di camminare sul fuoco, tre o quattro metri di carboni accesi, e ci sono partecipanti a corsi superiori che hanno percorso anche una dozzina di metri.

La pirobazia ha affascinato i media, al punto da farmi temere che il vero messaggio vada perduto. Quello che conta non è camminare sul fuoco, e ritengo anzi che non sia giusto credere che si possano ricavare grandi benefici economici t sociali da una ben riuscita passeggiata su un letto di carboni accesi. Al contrario, la pirobazia è un'esperienza di potere personale e una metafora di possibilità, un'occasione che le persone hanno di ottenere risultati che prima ritenevano irraggiungibili.

Sono migliaia d'anni che in varie parti del mondo ci si dedica a differenti versioni di pirobazia. In qualche luogo è una prova di fede religiosa. Quando io ne organizzo una, essa non è l'elemento di un'esperienza religiosa nell'accezione comune. È però un'esperienza di fede, insegna cioè alle persone, nella maniera più viscerale, che possono cambiare, che possono crescere, che possono compiere cose che mai hanno ritenuto possibili, che le loro più grandi paure e limitazioni sono autoimposte.

L'unica differenza tra essere o non essere in grado di camminare sul fuoco consiste nella capacità di comunicare con se stessi in modo da indursi all'azione stabilendo, a dispetto di tutte le paure passate, quello che deve succedere. La lezione che se ne ricava è che gli individui possono fare in pratica ogni cosa, purché abbiano la capacità di credere che possono intraprendere azioni efficaci e di farlo davvero. Tutto questo porta a una semplice, inevitabile costatazione: il successo non è frutto del caso.

Vi sono coerenti, logici moduli d'azione, strade specifiche che portano all'eccellenza, strade che sono alla portata di tutti. Tutti possiamo liberare la magia dentro di noi; dobbiamo semplicemente imparare ad "accendere" e a servirci delle nostre menti e dei nostri corpi nei modi più potenti e vantaggiosi.

Vi siete mai chiesti che cosa possono avere in comune uno Spielberg e uno Springsteen? E che cosa avevano John F. Kennedy e Martin Luther King che ha permesso loro di influenzare tanti individui in maniera così emozionalmente profonda? Che cosa isola dalle masse un Ted Tumer e una Tina Tumer? E che dire di Peter Rose e di Ronald Reagan? Tutti costoro sono stati in grado di persuadersi a intraprendere azioni coerenti ed efficaci volte alla realizzazione dei loro sogni.

Ma che cos'è che li induce a continuare, giorno dopo giorno, a impegnare ogni loro risorsa in quello che fanno? Com'è ovvio, molti sono i fattori che intervengono; io però ritengo che ci siano sette fondamentali tratti caratteriali che tutti gli individui in questione hanno coltivato in se stessi, sette caratteristiche che conferiscono loro la forza di compiere qualsiasi impresa li possa portare al successo.

Ecco qui i sette fondamentali meccanismi di "avviamento" capaci di assi-curare il successo anche a voi.



Caratteristica n.1: Passione

Tutte le persone di cui si è parlato hanno scoperto un motivo, uno scopo infiammante, esaltante, quasi ossessivo, che le spinge a fare, a crescere, a essere sempre di più. Esso fornisce loro il combustibile che muove il loro treno del successo, che li fa attingere al loro vero potenziale. È la passione che fa sì che Peter Rose si precipiti verso la seconda base, quasi fosse un novellino impegnato nella sua prima partita di Serie A. E la passione che rende diverse le azioni di un Lee Iacocca. È la passione che spinge gli scienziati informatici a dedicarsi per anni e anni a quelle conquiste che hanno permesso a uomini e donne di andare nello spazio e di tornare sulla terra.

È la passione che spinge tante persone ad alzarsi di buon mattino e a vegliare fino a tardi. È la passione che la gente cerca nei rapporti con gli altri. La passione conferisce alla vita potenza, gusto e significato. Non c'è grandezza senza l'appassionato desiderio di essere grandi, si tratti dell'aspirazione di un atleta o di un artista, di uno scienziato, di un genitore o di un uomo d'affari. Nel capitolo il spiegheremo come si fa a liberare questa forza interiore mediante il potere degli obiettivi.

Caratteristica n.2: Fede! 

Non c'è al mondo testo religioso in cui non si parli del potere e dell'incidenza che la fede e la credenza hanno sull'umanità. Le persone che hanno grande successo differiscono notevolmente, quanto a credenze, da coloro che falliscono. Le nostre opinioni circa ciò che siamo e ciò che possiamo essere effettivamente determinano quel che saremo. Se crediamo alla magia condurremo una vita magica. Se crediamo che la nostra vita sia racchiusa in limiti ristretti, d'un tratto ci troveremo a conferire realtà a quei limiti. Ciò che crediamo vero, ciò che crediamo possibile, diviene quel che è vero e quel che è possibile.



Questo libro vi fornirà il modo specifico, scientifico, di cambiare rapidamente le vostre credenze in modo che vi siano d'aiuto nella realizzazione degli obiettivi ai quali massimamente aspirate. Molte sono le persone appassionate ma, a causa delle credenze limitanti circa ciò che sono e ciò che possono fare, mai intraprendono quelle azioni che potrebbero trasformare i loro sogni in realtà. Gli individui che riescono sanno che cosa vogliono, e credono di poterlo ottenere. Impareremo cosa siano le credenze e come servircene nei capitoli 4 e 5.

Passione e fede contribuiscono a fornire il combustibile, la forza propulsiva per raggiungere l'eccellenza. Ma la forza propulsiva da sola non basta; altrimenti, sarebbe sufficiente accendere un razzo e spedirlo in volo cieco verso il cielo. Accanto alla potenza propulsiva abbiamo bisogno di un sentiero, di un'intelligente capacità di progressione logica, per riuscire a raggiungere la nostra meta.


Caratteristica n.3: Strategia! 

Per strategia si in-tende un modo di organizzare le risorse. Quando Steven Spielberg decise di farsi strada nel cinema, stabilì un itinerario suscettibile di condurlo a quel mondo che voleva conquistare. Calcolò quel che voleva imparare, le persone che doveva conoscere, quello che gli era necessario fare. Aveva la passione e aveva la fede, ma aveva anche la strategia necessaria a far funzionare questi elementi alla massima potenzialità.

Ronald Reagan ha sviluppato certe strategie di comunicazione di cui si serve in maniera coerente per ottenere i risultati cui aspira. Ogni grande intrattenitore, politico, genitore o imprenditore sa che non basta avere certe risorse per ottenere il successo, ma che bisogna servirsene nella maniera più efficace. Una strategia è la consapevolezza che anche i talenti e le ambizioni migliori devono trovare la loro giusta strada. Un uscio lo si può spalancare abbattendolo oppure trovando la chiave che lo apre.

Caratteristica n.4: Chiarezza in fatto di valori! 

Quando poniamo mente alle cose che hanno fatto grandi gli Stati Uniti, pensiamo a faccende come patriottismo e orgoglio, tolleranza e amore per la libertà. Sono i valori, sono i giudizi fondamentali, di ordine etico, sociale e pratico, che formuliamo circa ciò che davvero conta. I valori sono specifici sistemi di credenze relativi a quello che è bene o male per le nostre esistenze. Sono i giudizi che formuliamo in merito a quel che rende la vita degna di essere vissuta.

Eppure siamo in molti a non avere un'idea chiara di ciò che per noi è importante. Spesso gli individui fanno cose che poi li rendono scontenti di se stessi, semplicemente perché manca loro la chiarezza necessaria a rendersi conto se ciò cui inconsciamente credono è un bene per loro e per gli altri. Se prendiamo in considerazione i grandi successi, costateremo che a ottenerli sono quasi sempre individui che hanno una visione chiara e precisa di ciò che davvero conta.

Basti pensare a Ronald Reagan, a John F. Kennedy, a Martin Luther King, a John Wayne, a Jane Fonda: tutte persone che hanno visioni diverse della vita, ma che hanno in comune una fondamentale base etica che consiste nel sapere chi sono e perché fanno quel che fanno. Una comprensione dei valori rappresenta una delle chiavi più produttive e più stimolanti per il raggiungimento dell'eccellenza. Come probabilmente avrete notato, tutte queste caratteristiche si alimentano e interagiscono a vicenda. Le credenze influiscono sulla passione? Certamente. Quanto più fermamente crediamo di poter realizzare qualcosa, tanto più siamo di norma desiderosi di investire nel suo raggiungimento. 

La fede in sé e per sé è sufficiente per raggiungere l'eccellenza? È un buon punto di partenza, ma se uno vuole andare a vedere il sole che sorge, e la sua strategia per raggiungere tale obiettivo consiste nell'avviarsi verso ovest, probabilmente avrà qualche difficoltà a raggiungerlo.

Le nostre strategie per il raggiungimento del successo sono influenzate dai nostri valori? Certo che sì. Se la strategia per il raggiungimento del successo richiede cose in contraddizione con le proprie inconsce credenze circa ciò che è bene o male nella nostra vita, neppure la migliore delle strategie funzionerà. E lo si constata spesso nel caso di individui che cominciano col farcela, ma finiscono poi col sabotare la propria riuscita. In questo caso, esiste un conflitto interiore tra i valori dell'individuo e la sua strategia di realizzazione.





Caratteristica n.5: Energia!

L'energia può essere il travolgente, gioioso impegno di un Bruce Springsteen o di una Tina Turner; può essere il dinamismo imprenditoriale di un Donald Trump o di uno Steve Jobs; può essere la vitalità di un Ronald Reagan o di una Katharine Hepburn. È quasi impossibile procedere a passo strascicato verso l'eccellenza.

Coloro che la raggiungono approfittano delle occasioni e se le creano. Vivono come se fossero ossessionati dalle meravigliose occasioni che ogni giorno si presentano loro e dalla costatazione che l'unica cosa che non sia mai sufficiente è il tempo. Nel nostro mondo ci sono molti individui che hanno una passione in cui credono. Conoscono la strategia che li può portare alla sua realizzazione, i loro valori sono coerenti, ma semplicemente mancano della vitalità fisica necessaria a intraprendere le azioni necessarie al loro scopo.

Il grande successo è inseparabile dall'energia fisica, intellettuale e psichica che ci permette di ricavare il massimo da ciò che abbiamo a disposizione.


Caratteristica n.6: Potere di legare! 

Quasi tutte le persone di successo hanno in comune la straordinaria capacità di istituire legami con altri, di sviluppare rapporti con individui di ogni tipo. Certo, non manca di tanto in tanto il genio pazzo che inventa qualcosa che trasforma il mondo. Se però il genio trascorre tutto il suo tempo in una torre d'avorio, avrà successo in un campo, ma fallirà in molti altri.



Le grandi riuscite, quelle dei Kennedy, dei Luther King, dei Gandhi, si devono al fatto che costoro hanno saputo istituire legami con milioni di altri. Il massimo successo non lo si ottiene sul palcoscenico del mondo, bensì nei più profondi recessi del proprio cuore. Sotto sotto, non c'è chi non abbia bisogno di istituire nessi duraturi, amorosi, con altri; senza questi, ogni successo, ogni eccellenza, è davvero vuota.

Caratteristica n.7: Dominio della comunicazione! 

Questo è l'aspetto essenziale di tutto. Il modo con cui comunichiamo con altri e con noi stessi in fin dei conti determina la qualità delle nostre esistenze. Le persone che hanno successo nella vita sono quelle che hanno imparato a raccogliere tutte le sfide che l'esistenza lancia loro e a comunicare quest'esperienza a se stessi in modo da poter cambiare positivamente le cose. Falliscono coloro che, di fronte alle avversità della vita, le accolgono come limitazioni. Gli individui che plasmano le nostre esistenze e le nostre culture sono anche maestri della comunicazione con gli altri; l'elemento che hanno in comune è la capacità di trasmettere una visione, un'aspirazione, una gioia, una missione.

Il dominio della comunicazione è ciò che fa grande un genitore, un artista, un uomo politico, un insegnante. Quasi ogni capitolo di questo libro in un modo o nell'altro ha a che fare con la comunicazione, con il superamento delle divergenze, con la costruzione di nuove strade, con la messa in comune di nuove visioni.

Per prima cosa bisogna decidere quel che si vuole effettivamente; in secondo luogo bisogna stabilire se si è pronti a pagare il necessario prezzo; e infine quel prezzo pagarlo. Se non si compie l'ultimo passo, non si riuscirà mai ad avere ciò che si vuole. Definisco i "pochi che fanno", contrapponendoli ai "molti che chiacchierano", coloro che sanno ciò che vogliono e sono pronti a pagare il prezzo per ottenerlo.

Ma ci sono molti modi di intraprendere azioni, che per lo più dipendono in larga misura dalla ripetizione dei tentativi. Gran parte di coloro che hanno avuto grande successo si sono adattati e riadattati infinite volte prima di ottenere ciò che volevano. Procedere per prove e riprove è un'ottima cosa, salvo per un aspetto, ed è che richiede un enorme spreco di quell'unica risorsa di cui nessuno di noi dispone mai a sufficienza: il tempo.

E se ci fosse un modo di intraprendere azioni capaci di accelerare il processo di apprendimento? E se io fossi in grado di dimostrarvi come si fa a far proprie quelle lezioni che le persone che hanno raggiunto l'eccellenza hanno già appreso? E se poteste imparare nel giro di pochi minuti ciò che ad altri ha richiesto anni? Lo si può ottenere mediante il modellamento, che è un modo di riprodurre esattamente l'eccellenza di altri. Che cosa li colloca su un piano diverso rispetto a coloro che si limitano soltanto a imitare il successo? Scoprilo cliccando qui.

Content Marketing: Ecco come Guadagnare con il tuo Blog

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Il tuo Blog è per te una vera e propria miniera d'oro. 

Il tempo e le energie che dedichi dietro al tuo progetto online è prezioso. Lo è perché è prezioso creare contenuti di qualità. Un blog realizzato con contenuti esclusivi è un blog che si fa notare da solo e che si vende da solo.

I tuoi lettori sono affamati di conoscenza e vogliono sapere il più possibile da un determinato argomento. Cerca di soddisfare la loro fame al meglio e loro ritorneranno come dei cagnolini fedeli al tuo blog perché hanno avuto un'esperienza positiva. 

I contenuti di valore ti permettono dunque di attrarre traffico e di creare una community. Una community, dunque un seguito di persone, ti permette di essere notato dalle aziende che sono pronte ad investire su di te e sui tuoi contenuti.

Guadagna proponendo i tuoi contenuti

Una volta che il tuo blog è ben avviato allora puoi iniziare a cercare sponsor per i tuoi contenuti. Si tratta di un'operazione laboriosa ma che può dare grandi risultati. 
Fai una ricerca delle aziende e dei siti web del tuo settore e chiedi a loro se sono interessati ad essere citati all'interno di un articolo del tuo Blog. 

Se ti stai chiedendo perché un'azienda dovrebbe pagarti per comparire in un articolo e non come sponsor in un banner in sidebar, la risposta è semplice. Lla pubblicità sotto forma di Banner è molto meno efficace rispetto a quella presente nel contenuto. Ecco dunque che è nata la Native Advertising, ovvero la pubblicità perfettamente calata nel contenuto.

Guadagna con le piattaforme di Content Marketing

Se non sei in grado di trovare investitori o semplicemente non hai voglia di metterti alla ricerca, allora esistono siti che faranno da tramite tra te e le aziende, un po' come fa il buon Google AdSense. Fra i migliori in Italia vi è Coobis.


Questa piattaforma, seria e professionale, ti permetterà di inserire i tuoi siti internet e canali social all'interno della directory di Coobis e da allora potrai ricevere proposte da aziende per la creazione di nuovi contenuti.

Contenuti sponsorizzati: problema di etica

Sono diversi i Blogger che rifiutano la creazione di contenuti sponsorizzati poiché ritengono che l'intera credibilità del Blog venga messa in serio rischio. 
Joe McCambley ha addirittura espresso queste parole in merito agli editori che pubblicano contenuti sponsorizzati: "State giocando con il contratto che avete con i vostri lettori".

Un po' troppo catastrofista come visione per i miei gusti. Io ritengo che pubblicare dei contenuti sponsorizzati non sia una presa in giro per chi ci legge, soprattutto se il contenuto pubblicato è in linea con il nostro Blog. E' ovvio che non pubblicherei nemmeno per €5.000 un post di ricette di cucina sul mio blog che parla di Internet Marketing. Un buon contenuto sponsorizzato deve essere della nostra nicchia e soprattutto deve essere realizzato da noi.

I lettori fedeli ti conoscono. Conoscono la tua scrittura e il tuo modo di comunicare. Permettere ad un'azienda di pubblicare un articolo redatto da un proprio copywriter è secondo me un grave errore, per quando l'articolo possa essere ben redatto. Dobbiamo esserci noi da filtro fra l'azienda e i nostri lettori. Non possiamo e non dobbiamo affittare un nostro spazio sul Blog. Ricordiamo sempre a monte il perché abbiamo iniziato a creare quel blog e perché ci impieghiamo molto del nostro tempo nel seguirlo.

Un po' di Affiliate Marketing

Se nessuno di queste soluzioni precedenti ti sembra buona, allora puoi provare con l'affiliate marketing. Di cosa si tratta? Si tratta di sponsorizzare un prodotto scelto da te e di ricavare una percentuale su ogni vendita di quel prodotto o servizio. Vieni dunque pagato per performance, un po' come accade alla maggior parte dei venditori di oggi.

Esistono tante piattaforme di affiliazione. Negli Stati Uniti la più utilizzata in assoluto è ClickBank. E' una piattaforma d'affiliazione che contiene centinaia di prodotto ai quali affiliarsi, delle nicchie più disparate e in diverse lingue (puoi trovare anche qualche prodotto in Italiano). Perché è considerato tra i migliori? Semplice: per la vastità di scelta e per l'alta percentuale che viene data all'affiliato. Ci sono prodotti che sono in grado di generarti fino al 75% dei guadagni del prezzo di vendita di quest'ultimo.

In pratica, tu affiliato, guadagni più di colui che ha realizzato il prodotto. Interessante vero? Molto, se non fosse che viene da chiedersi "per quale ragione il venditore farebbe guadagnare di più l'affiliato che sé stesso?" La risposta a questa domanda è quasi sempre questa: "perché il prodotto è scadente e il venditore lo ha realizzato in poco tempo e il suo unico intento è quello di guadagnare sulla quantità".

Per concludere

Per tirare un po' le somme da questo post possiamo dire che scrivere su di un blog è un lavoro a tutti gli effetti. Richiede tempo e creatività ed è giusto che, quando possibile, si possano riuscire ad avere delle entrate da esso.

C'è una linea sottile che divide il contenuto sponsorizzato dal native advertising. Il primo è un contenuto che può anche non essere i linea con i post che normalmente pubblichi. Il secondo invece è sì un contenuto sponsorizzato, ma si tratta comunque di qualcosa che tu avresti trattato anche gratuitamente sul tuo blog. In questo modo ci guadagni due volte: crei nuovi articoli per i tuoi lettori e guadagni dall'azienda che ti ha commissionato l'articolo.


Come Gestire al Meglio L'economia di Casa

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Il cash flow è la differenza tra entrate e uscite mensili, ed è l'indicatore che emerge dal conto economico. Le entrate possono essere di due tipi: entrate attive, cioè redditi da professione; entrate automatiche. Simone guadagna 2.300 € netti al mese e riceve mensilmente degli interessi attivi pari a 35 €, dal capitale che ha investito in borsa. La sua famiglia ha uno stile di vita sobrio: hanno comprato casa e pagano un mutuo di 500 € al mese, tasse per circa 100€ al mese, altre spese correnti per 1.200 €, attribuibili per 1/3 agli spostamenti e per 2/3 all'alimentazio­ne, all'abbigliamento e alle spese vive di casa.

Tasse

Con la parola "tasse" si intendono tutti i tipi di tributi che il contribuente paga, ma occorre fare delle distinzio­ni. Le tasse le paghiamo quando chiediamo un servizio speciale (esempio: tassa sui passi carrai, tassa per lo smaltimento dei rifiuti e così via), per cui se non chiedia­mo il servizio non paghiamo la tassa relativa.




Le imposte le paghiamo per coprire le spese che lo Stato sostiene per fornirci i servizi generali, servizi che noi potremmo non chiedere o non usare mai nella nostra vita (esempio: la polizia, l'esercito, i tribunali, la sanità, l'istruzione, le strade, l'illuminazione pubblica e via dicendo). Nel caso di Simone, con la parola "tasse" si intendono le imposte che Simone paga: l'Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche che viene trattenuta nello stipendio dei la­voratori dipendenti), l'imposta sui conti correnti banca­ri, l'imposta sugli utili delle azioni, l'imposta sulla casa (oggi Imu, un tempo Ici). Oltre a questi due tributi (tasse e imposte), paghiamo anche, su ogni bene che acqui­stiamo, l'Iva (Imposta sul valore aggiunto), ma questa non rientra nei 100 € di "tasse" di Simone in quanto è inglobata nel prezzo dei beni. La situazione del conto economico di Simone:

Entrate attive

Reddito da professione = €2.300
Totale entrate attive = €2.300

Entrate automatiche

Interessi attivi = €35
Totale entrate automatiche = €35
Totale entrate = €2.335

Uscite correnti

Alimentazione, vestiti... = €900
Assicurazione/tasse = €100
Spostamenti (benzina, pedaggi) = €300
Rata mutuo/Affitto = €500
Totale uscite correnti = €1.800

Cash Flow = €535


Il cash flow di Simone è pari alla differenza fra Entrate e Uscite, cioè a €2.335 - €1.800 = €535


Ricorda che il cash flow è la linfa vitale, è come il sangue che ti scorre nelle vene: dev'essere abbondante, potente, regolare. Con un cash flow che ha queste caratteristiche, puoi fare in­vestimenti e rivoluzionare la tua situazione finanziaria. È il cash flow negativo che uccide molte aziende, soprattutto agli inizi: magari lavorano molto bene, sono apprezzate dai clienti, fatturano bene, ma hanno costi troppo alti, cioè han­no uscite superiori alle entrate o a quanto hanno in banca. Di conseguenza, la banca non li finanziaria e così si ritrovano, molto rapidamente, a morire per asfissia nonostante fossero "sane". 

La stessa cosa avviene per le famiglie, un esempio tipico è quello di chi contrae debiti cattivi. Nonostante perce­piscano un buon reddito, si sentono poveri perché la maggior parte delle loro entrate vanno a coprire i debiti contratti e ciò riduce fortemente il loro cash flow. Ricordi la differenza tra debiti buoni e debiti cattivi? Un debi­to buono ha due caratteristiche. 

  • Produce denaro invece di bruciarlo. In pratica, un debito buono prevede che l'uscita mensile per ripagarlo sia inferiore all'entrata che ne ricavi (pensa a un immobile dato in affitto dal quale incassi un canone mensile pìù alto delle spese che paghi per l'immobile e del costo del mutuo).
  • La sua durata è maggiore o uguale ai tempi di rientro dell'investimento. Mai rimborsare un debito in anticipo.

Un debito cattivo è un debito fatto per comprare capricci ovvero qualsiasi bene o servizio che ti allontana dalla Libertà Finanziaria (o comunque che non genera entrate). Qualunque professione tu svolga e qualunque sia la tua si­tuazione finanziaria, ci sono solo 3 modi per aumentare il cash flow. Essenzialmente hai a disposizione 3 leve, che puoi usare contemporaneamente, se possibile.



Aumentare le entrate del reddito da professione 

Puoi provare a giocare la carta dell'aumento di stipendio con il tuo capo, oppure fare qualche ora di straordinario. Ammesso che una delle due opzioni ti venga concessa, ricor­da che questa soluzione ha un limite enorme: il tempo che puoi dedicare al lavoro è comunque limitato e non potrai rìu­scìre ad aumentare il tuo reddito più di un certo livello. Anche se dovessi trovare un lavoro meglio remunerato, ti troverai comunque rapidamente nello stesso problema. 

Ridurre le uscite 

Prova ad analizzare la struttura delle tue spese mensili, an­dando nel dettaglio di ogni singola voce dì spesa. Se non hai l'abitudine di controllare i tuoi estratti conto, inizia a farlo e ti accorgerai di quante spese inutili vengono sostenu­te e di quanti soldi potresti invece destinare a costruire quel capitale che ti servirà a raggiungere i tuoi obiettivi finanziari. Un esempio tipico sono le spese per le sigarette, per l'alcol, per il traffico telefonico quando Internet ti offre soluzioni gratuite per parlare con chi vuoi, ovunque tu (o esso) sia, le spese bancarie fuori controllo solo perché, per pigrizia, non abbiamo voglia di negoziare le tariffe (o dì cambiare banca).


Non voglio però fuorviarti: la riduzione delle spese, o meglio la loro razionalizzazione, è solo un modo di rimettere il gio­co a zero ed essere sicuri di partire con nuove basi pulite che includono quello che tu vuoi per la tua nuova vita. Ridurre le spese non ti renderà ricco e il mio scopo non è farti vivere una vita al di sotto delle tue possibilità economiche. Al contrario, voglio fare in modo che tu possa creare nuove condizioni fi­nanziarie per godere al massimo del tuo denaro, qualunque cosa significhi per te. 

Creare entrate automatiche

Ricordi? Ne abbiamo già parlato. Le entrate automatiche sono quei redditi che non dipendono direttamente dal tuo la­voro. Richiedono uno sforzo iniziale importante, magari an­che molto più impegno rispetto a una semplice professione, ma poi ti ripagheranno per molto tempo, senza che tu abbia bisogno di fare nulla a riguardo. Ci sono centinaia di esempi di entrate automatiche, l'unico limite è la tua fantasia. Qui riporto una lista di alcune delle tipologie più diffuse: Affitti: compi lo sforzo iniziale per l'acquisto e la messa a reddito di un immobile e percepisci una rendita men­sile pagata dall'inquilino. Royalties: cioè diritti d'autore o di inventore derivanti da libri, e-book, software, prodotti in licenza, brevetti, sviluppo di applicazioni per iPhone-Android e via di­cendo. Non hai bisogno di essere un laureato in lettere o un programmatore esperto. Hai solo bisogno di avere una buona idea e di essere determinato a realizzarla, il resto può essere creato da una squadra di tecnici che troverai lungo il percorso.
Partecipazioni in aziende: investi il tuo capitale o le tue conoscenze tecniche in un'azienda e partecipa alla divisione degli utili provenienti dal lavoro fatto da chi nell'azienda ci lavora. Network Marketing: partecipa a un mo­dello di vendita che comporta la creazione di una squa­dra di persone. Guadagni non solo sulle vendite fatte da te, ma anche su ogni vendita fatta dalla tua squadra. Investimenti in strumenti finanziari: fai lavorare il tuo capitale per ottenere interessi attivi, cedole, oppure fai vendite di opzioni in modo da avere delle entrate mensili.




Opzioni 

Una opzione (option in inglese) è in sostanza una pos­sibilità di scelta. Invece di acquistare un titolo (o una merce) io mi riservo, con un contratto, il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere quel titolo (o quella merce) entro una certa data. Quando giunge la data, io posso acquistare il titolo o venderlo o anche, se ritengo che non mi convenga, lasciarlo al precedente proprieta­rio, al quale devo comunque riconoscere una remunera­zione. L'opzione si può vendere prima della scadenza del termine. Se io ritengo di aver fiuto, posso acquisire più opzioni su titoli (o merci) che a mio avviso aumenteran­no di valore e vendere le opzioni a un prezzo più alto di quello che ho pagato per averle.


Preferisco che il conto economico di Simone sia semplificato in questo momento, quindi ho evitato di inserire tutte le voci di spesa corrente che invece realmente appariranno nel tuo conto economico. Più avanti in questo volume, quando par­leremo del tuo piano finanziario, troverai una tabella esaustiva delle voci di spesa e di entrata che dovrai considerare. Ritornando alla situazione di Simone, penso che il 99% degli italiani potrebbe ritenersi soddisfatto. In fondo Simone e la sua famiglia riescono a risparmiare 535 e al mese, cioè circa il 23% delle loro entrate. Eppure abbiamo visto che questa non è la ricchezza. La ricchezza è la Libertà Finanziaria e si calcola attraverso un indicatore preciso. 

INDICE DI LIBERTÀ FINANZIARIA = ENTRATE AUTOMATICHE - USCITE CORRENTI 

Se ricordi, l'Indice di Libertà Finanziaria ci dice se sei in grado di sostenere il tuo stile di vita, indipendentemente dalla pro­fessione svolta. Se l'Indice è positivo, significa che anche se perdessi il lavoro, anche se ti dovessero tagliare la pensione, non sarai costretto ad abbandonare la casa nella quale abiti, a vendere l'automobile o a fare tutte quelle modifiche allo stile dí vita che invece dovresti operare d'urgenza in assenza di altre entrate.

Indovina? Per Simone, l'indice di libertà finanziaria è pari a: 

INDICE DI LIBERTA' FINANZIARIA = €35 - €1800 =  - €1765

E' su questo che dovrà concentrarsi per il futuro e vedremo come alcune scelte finanziarie lo potranno aiutare.

Per aumentare la tua libertà finanziaria ti consiglio di visionare questo Dvd, ti sarà molto utile.


I bisogni primari di un Cliente e bisogni Materiali

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Innanzitutto per vendere ad un cliente bisogna creare un clima di armonia. Per armonia si intende l'accordo tra i vantaggi della vostra offerta e i bisogni del cliente. Si dice che un cliente acquista un prodotto per soddisfare dei bisogni come la sicurezza, la propria stabilità economica, la comodità o per aumentare il proprio prestigio.

Questa definizione appena citata non è in realtà molto precisa poiché omette parte della verità. Il cliente chiede di più: con ogni acquista che fa vuole in realtà soddisfare due tipi di bisogni:

  • i bisogni materiali
  • i bisogni personali

I bisogni materiali sono quelli connessi direttamente con il prodotto. Se per esempio ci stiamo riferendo ad un'auto, il cliente farà attenzione al prezzo, ai cavalli, alla cilindrata, al grado di comfort, il consumo al litro e così via. Accanto ai bisogni materiali, ce ne sono altri in realtà più impellenti, che scatenano il desiderio del cliente alla ricerca.



Questi sono i bisogni personali, detti anche valori. Il cliente, in occasione di un acquisto, desidera ricevere la conferma di tali valori e quindi della sua personalità: di quello che è o che vorrebbe essere.

Se le persone badassero esclusivamente ai bisogni materiali, non comprerebbero tanta roba. E' invece il desiderio di vedere confermata la propria personalità, o meglio di sentirsi ciò che vorrebbero essere, a intensificare l'impulso d'acquisto.

Vediamo l'esempio di una casalinga che voglia acquistare una nuova auto. Vediamo quali sono i suoi bisogni:

  • un portellone basso per caricare la spesa più facilmente;
  • un bagagliaio grande;
  • un'auto non troppo alta, su cui sia facile salire;
  • un basso consumo del carburante in città;
  • una dimensione ridotta dell'auto per parcheggiare facilmente.
I suoi bisogni personali invece sono:

  • il desiderio di acquistare l'auto in quel dato concessionario dato che si è sempre trovata bene;
  • il desiderio di ricambiare in questo modo la pronta assistenza ricevuta di frequente;
  • il desiderio, in quanto donna, di essere presa sul serio e trattata con gentilezza;
  • il desiderio di avere la meglio sul marito che invece vorrebbe un'auto giapponese;
  • il desiderio di  non comprare l'auto X per via della scortesia mostrata da quel venditore.
Ricordiamoci che in caso di offerte con caratteristiche simile, il cliente sceglie quella in grado di soddisfare al meglio i propri bisogni personali.

E' fondamentale dunque, nel corso della vendita, riuscire ad entrare in empatia col cliente e cercare di capire quali sono i suoi bisogni personali, che talvolta sono anche più importanti di quelli materiali.