Content Marketing: Ecco come Guadagnare con il tuo Blog

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Il tuo Blog è per te una vera e propria miniera d'oro. 

Il tempo e le energie che dedichi dietro al tuo progetto online è prezioso. Lo è perché è prezioso creare contenuti di qualità. Un blog realizzato con contenuti esclusivi è un blog che si fa notare da solo e che si vende da solo.

I tuoi lettori sono affamati di conoscenza e vogliono sapere il più possibile da un determinato argomento. Cerca di soddisfare la loro fame al meglio e loro ritorneranno come dei cagnolini fedeli al tuo blog perché hanno avuto un'esperienza positiva. 

I contenuti di valore ti permettono dunque di attrarre traffico e di creare una community. Una community, dunque un seguito di persone, ti permette di essere notato dalle aziende che sono pronte ad investire su di te e sui tuoi contenuti.

Guadagna proponendo i tuoi contenuti

Una volta che il tuo blog è ben avviato allora puoi iniziare a cercare sponsor per i tuoi contenuti. Si tratta di un'operazione laboriosa ma che può dare grandi risultati. 
Fai una ricerca delle aziende e dei siti web del tuo settore e chiedi a loro se sono interessati ad essere citati all'interno di un articolo del tuo Blog. 

Se ti stai chiedendo perché un'azienda dovrebbe pagarti per comparire in un articolo e non come sponsor in un banner in sidebar, la risposta è semplice. Lla pubblicità sotto forma di Banner è molto meno efficace rispetto a quella presente nel contenuto. Ecco dunque che è nata la Native Advertising, ovvero la pubblicità perfettamente calata nel contenuto.

Guadagna con le piattaforme di Content Marketing

Se non sei in grado di trovare investitori o semplicemente non hai voglia di metterti alla ricerca, allora esistono siti che faranno da tramite tra te e le aziende, un po' come fa il buon Google AdSense. Fra i migliori in Italia vi è Coobis.


Questa piattaforma, seria e professionale, ti permetterà di inserire i tuoi siti internet e canali social all'interno della directory di Coobis e da allora potrai ricevere proposte da aziende per la creazione di nuovi contenuti.

Contenuti sponsorizzati: problema di etica

Sono diversi i Blogger che rifiutano la creazione di contenuti sponsorizzati poiché ritengono che l'intera credibilità del Blog venga messa in serio rischio. 
Joe McCambley ha addirittura espresso queste parole in merito agli editori che pubblicano contenuti sponsorizzati: "State giocando con il contratto che avete con i vostri lettori".

Un po' troppo catastrofista come visione per i miei gusti. Io ritengo che pubblicare dei contenuti sponsorizzati non sia una presa in giro per chi ci legge, soprattutto se il contenuto pubblicato è in linea con il nostro Blog. E' ovvio che non pubblicherei nemmeno per €5.000 un post di ricette di cucina sul mio blog che parla di Internet Marketing. Un buon contenuto sponsorizzato deve essere della nostra nicchia e soprattutto deve essere realizzato da noi.

I lettori fedeli ti conoscono. Conoscono la tua scrittura e il tuo modo di comunicare. Permettere ad un'azienda di pubblicare un articolo redatto da un proprio copywriter è secondo me un grave errore, per quando l'articolo possa essere ben redatto. Dobbiamo esserci noi da filtro fra l'azienda e i nostri lettori. Non possiamo e non dobbiamo affittare un nostro spazio sul Blog. Ricordiamo sempre a monte il perché abbiamo iniziato a creare quel blog e perché ci impieghiamo molto del nostro tempo nel seguirlo.

Un po' di Affiliate Marketing

Se nessuno di queste soluzioni precedenti ti sembra buona, allora puoi provare con l'affiliate marketing. Di cosa si tratta? Si tratta di sponsorizzare un prodotto scelto da te e di ricavare una percentuale su ogni vendita di quel prodotto o servizio. Vieni dunque pagato per performance, un po' come accade alla maggior parte dei venditori di oggi.

Esistono tante piattaforme di affiliazione. Negli Stati Uniti la più utilizzata in assoluto è ClickBank. E' una piattaforma d'affiliazione che contiene centinaia di prodotto ai quali affiliarsi, delle nicchie più disparate e in diverse lingue (puoi trovare anche qualche prodotto in Italiano). Perché è considerato tra i migliori? Semplice: per la vastità di scelta e per l'alta percentuale che viene data all'affiliato. Ci sono prodotti che sono in grado di generarti fino al 75% dei guadagni del prezzo di vendita di quest'ultimo.

In pratica, tu affiliato, guadagni più di colui che ha realizzato il prodotto. Interessante vero? Molto, se non fosse che viene da chiedersi "per quale ragione il venditore farebbe guadagnare di più l'affiliato che sé stesso?" La risposta a questa domanda è quasi sempre questa: "perché il prodotto è scadente e il venditore lo ha realizzato in poco tempo e il suo unico intento è quello di guadagnare sulla quantità".

Per concludere

Per tirare un po' le somme da questo post possiamo dire che scrivere su di un blog è un lavoro a tutti gli effetti. Richiede tempo e creatività ed è giusto che, quando possibile, si possano riuscire ad avere delle entrate da esso.

C'è una linea sottile che divide il contenuto sponsorizzato dal native advertising. Il primo è un contenuto che può anche non essere i linea con i post che normalmente pubblichi. Il secondo invece è sì un contenuto sponsorizzato, ma si tratta comunque di qualcosa che tu avresti trattato anche gratuitamente sul tuo blog. In questo modo ci guadagni due volte: crei nuovi articoli per i tuoi lettori e guadagni dall'azienda che ti ha commissionato l'articolo.


Come Gestire al Meglio L'economia di Casa

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Il cash flow è la differenza tra entrate e uscite mensili, ed è l'indicatore che emerge dal conto economico. Le entrate possono essere di due tipi: entrate attive, cioè redditi da professione; entrate automatiche. Simone guadagna 2.300 € netti al mese e riceve mensilmente degli interessi attivi pari a 35 €, dal capitale che ha investito in borsa. La sua famiglia ha uno stile di vita sobrio: hanno comprato casa e pagano un mutuo di 500 € al mese, tasse per circa 100€ al mese, altre spese correnti per 1.200 €, attribuibili per 1/3 agli spostamenti e per 2/3 all'alimentazio­ne, all'abbigliamento e alle spese vive di casa.

Tasse

Con la parola "tasse" si intendono tutti i tipi di tributi che il contribuente paga, ma occorre fare delle distinzio­ni. Le tasse le paghiamo quando chiediamo un servizio speciale (esempio: tassa sui passi carrai, tassa per lo smaltimento dei rifiuti e così via), per cui se non chiedia­mo il servizio non paghiamo la tassa relativa.




Le imposte le paghiamo per coprire le spese che lo Stato sostiene per fornirci i servizi generali, servizi che noi potremmo non chiedere o non usare mai nella nostra vita (esempio: la polizia, l'esercito, i tribunali, la sanità, l'istruzione, le strade, l'illuminazione pubblica e via dicendo). Nel caso di Simone, con la parola "tasse" si intendono le imposte che Simone paga: l'Irpef (imposta sul reddito delle persone fisiche che viene trattenuta nello stipendio dei la­voratori dipendenti), l'imposta sui conti correnti banca­ri, l'imposta sugli utili delle azioni, l'imposta sulla casa (oggi Imu, un tempo Ici). Oltre a questi due tributi (tasse e imposte), paghiamo anche, su ogni bene che acqui­stiamo, l'Iva (Imposta sul valore aggiunto), ma questa non rientra nei 100 € di "tasse" di Simone in quanto è inglobata nel prezzo dei beni. La situazione del conto economico di Simone:

Entrate attive

Reddito da professione = €2.300
Totale entrate attive = €2.300

Entrate automatiche

Interessi attivi = €35
Totale entrate automatiche = €35
Totale entrate = €2.335

Uscite correnti

Alimentazione, vestiti... = €900
Assicurazione/tasse = €100
Spostamenti (benzina, pedaggi) = €300
Rata mutuo/Affitto = €500
Totale uscite correnti = €1.800

Cash Flow = €535


Il cash flow di Simone è pari alla differenza fra Entrate e Uscite, cioè a €2.335 - €1.800 = €535


Ricorda che il cash flow è la linfa vitale, è come il sangue che ti scorre nelle vene: dev'essere abbondante, potente, regolare. Con un cash flow che ha queste caratteristiche, puoi fare in­vestimenti e rivoluzionare la tua situazione finanziaria. È il cash flow negativo che uccide molte aziende, soprattutto agli inizi: magari lavorano molto bene, sono apprezzate dai clienti, fatturano bene, ma hanno costi troppo alti, cioè han­no uscite superiori alle entrate o a quanto hanno in banca. Di conseguenza, la banca non li finanziaria e così si ritrovano, molto rapidamente, a morire per asfissia nonostante fossero "sane". 

La stessa cosa avviene per le famiglie, un esempio tipico è quello di chi contrae debiti cattivi. Nonostante perce­piscano un buon reddito, si sentono poveri perché la maggior parte delle loro entrate vanno a coprire i debiti contratti e ciò riduce fortemente il loro cash flow. Ricordi la differenza tra debiti buoni e debiti cattivi? Un debi­to buono ha due caratteristiche. 

  • Produce denaro invece di bruciarlo. In pratica, un debito buono prevede che l'uscita mensile per ripagarlo sia inferiore all'entrata che ne ricavi (pensa a un immobile dato in affitto dal quale incassi un canone mensile pìù alto delle spese che paghi per l'immobile e del costo del mutuo).
  • La sua durata è maggiore o uguale ai tempi di rientro dell'investimento. Mai rimborsare un debito in anticipo.

Un debito cattivo è un debito fatto per comprare capricci ovvero qualsiasi bene o servizio che ti allontana dalla Libertà Finanziaria (o comunque che non genera entrate). Qualunque professione tu svolga e qualunque sia la tua si­tuazione finanziaria, ci sono solo 3 modi per aumentare il cash flow. Essenzialmente hai a disposizione 3 leve, che puoi usare contemporaneamente, se possibile.



Aumentare le entrate del reddito da professione 

Puoi provare a giocare la carta dell'aumento di stipendio con il tuo capo, oppure fare qualche ora di straordinario. Ammesso che una delle due opzioni ti venga concessa, ricor­da che questa soluzione ha un limite enorme: il tempo che puoi dedicare al lavoro è comunque limitato e non potrai rìu­scìre ad aumentare il tuo reddito più di un certo livello. Anche se dovessi trovare un lavoro meglio remunerato, ti troverai comunque rapidamente nello stesso problema. 

Ridurre le uscite 

Prova ad analizzare la struttura delle tue spese mensili, an­dando nel dettaglio di ogni singola voce dì spesa. Se non hai l'abitudine di controllare i tuoi estratti conto, inizia a farlo e ti accorgerai di quante spese inutili vengono sostenu­te e di quanti soldi potresti invece destinare a costruire quel capitale che ti servirà a raggiungere i tuoi obiettivi finanziari. Un esempio tipico sono le spese per le sigarette, per l'alcol, per il traffico telefonico quando Internet ti offre soluzioni gratuite per parlare con chi vuoi, ovunque tu (o esso) sia, le spese bancarie fuori controllo solo perché, per pigrizia, non abbiamo voglia di negoziare le tariffe (o dì cambiare banca).


Non voglio però fuorviarti: la riduzione delle spese, o meglio la loro razionalizzazione, è solo un modo di rimettere il gio­co a zero ed essere sicuri di partire con nuove basi pulite che includono quello che tu vuoi per la tua nuova vita. Ridurre le spese non ti renderà ricco e il mio scopo non è farti vivere una vita al di sotto delle tue possibilità economiche. Al contrario, voglio fare in modo che tu possa creare nuove condizioni fi­nanziarie per godere al massimo del tuo denaro, qualunque cosa significhi per te. 

Creare entrate automatiche

Ricordi? Ne abbiamo già parlato. Le entrate automatiche sono quei redditi che non dipendono direttamente dal tuo la­voro. Richiedono uno sforzo iniziale importante, magari an­che molto più impegno rispetto a una semplice professione, ma poi ti ripagheranno per molto tempo, senza che tu abbia bisogno di fare nulla a riguardo. Ci sono centinaia di esempi di entrate automatiche, l'unico limite è la tua fantasia. Qui riporto una lista di alcune delle tipologie più diffuse: Affitti: compi lo sforzo iniziale per l'acquisto e la messa a reddito di un immobile e percepisci una rendita men­sile pagata dall'inquilino. Royalties: cioè diritti d'autore o di inventore derivanti da libri, e-book, software, prodotti in licenza, brevetti, sviluppo di applicazioni per iPhone-Android e via di­cendo. Non hai bisogno di essere un laureato in lettere o un programmatore esperto. Hai solo bisogno di avere una buona idea e di essere determinato a realizzarla, il resto può essere creato da una squadra di tecnici che troverai lungo il percorso.
Partecipazioni in aziende: investi il tuo capitale o le tue conoscenze tecniche in un'azienda e partecipa alla divisione degli utili provenienti dal lavoro fatto da chi nell'azienda ci lavora. Network Marketing: partecipa a un mo­dello di vendita che comporta la creazione di una squa­dra di persone. Guadagni non solo sulle vendite fatte da te, ma anche su ogni vendita fatta dalla tua squadra. Investimenti in strumenti finanziari: fai lavorare il tuo capitale per ottenere interessi attivi, cedole, oppure fai vendite di opzioni in modo da avere delle entrate mensili.




Opzioni 

Una opzione (option in inglese) è in sostanza una pos­sibilità di scelta. Invece di acquistare un titolo (o una merce) io mi riservo, con un contratto, il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere quel titolo (o quella merce) entro una certa data. Quando giunge la data, io posso acquistare il titolo o venderlo o anche, se ritengo che non mi convenga, lasciarlo al precedente proprieta­rio, al quale devo comunque riconoscere una remunera­zione. L'opzione si può vendere prima della scadenza del termine. Se io ritengo di aver fiuto, posso acquisire più opzioni su titoli (o merci) che a mio avviso aumenteran­no di valore e vendere le opzioni a un prezzo più alto di quello che ho pagato per averle.


Preferisco che il conto economico di Simone sia semplificato in questo momento, quindi ho evitato di inserire tutte le voci di spesa corrente che invece realmente appariranno nel tuo conto economico. Più avanti in questo volume, quando par­leremo del tuo piano finanziario, troverai una tabella esaustiva delle voci di spesa e di entrata che dovrai considerare. Ritornando alla situazione di Simone, penso che il 99% degli italiani potrebbe ritenersi soddisfatto. In fondo Simone e la sua famiglia riescono a risparmiare 535 e al mese, cioè circa il 23% delle loro entrate. Eppure abbiamo visto che questa non è la ricchezza. La ricchezza è la Libertà Finanziaria e si calcola attraverso un indicatore preciso. 

INDICE DI LIBERTÀ FINANZIARIA = ENTRATE AUTOMATICHE - USCITE CORRENTI 

Se ricordi, l'Indice di Libertà Finanziaria ci dice se sei in grado di sostenere il tuo stile di vita, indipendentemente dalla pro­fessione svolta. Se l'Indice è positivo, significa che anche se perdessi il lavoro, anche se ti dovessero tagliare la pensione, non sarai costretto ad abbandonare la casa nella quale abiti, a vendere l'automobile o a fare tutte quelle modifiche allo stile dí vita che invece dovresti operare d'urgenza in assenza di altre entrate.

Indovina? Per Simone, l'indice di libertà finanziaria è pari a: 

INDICE DI LIBERTA' FINANZIARIA = €35 - €1800 =  - €1765

E' su questo che dovrà concentrarsi per il futuro e vedremo come alcune scelte finanziarie lo potranno aiutare.

Per aumentare la tua libertà finanziaria ti consiglio di visionare questo Dvd, ti sarà molto utile.


I bisogni primari di un Cliente e bisogni Materiali

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Innanzitutto per vendere ad un cliente bisogna creare un clima di armonia. Per armonia si intende l'accordo tra i vantaggi della vostra offerta e i bisogni del cliente. Si dice che un cliente acquista un prodotto per soddisfare dei bisogni come la sicurezza, la propria stabilità economica, la comodità o per aumentare il proprio prestigio.

Questa definizione appena citata non è in realtà molto precisa poiché omette parte della verità. Il cliente chiede di più: con ogni acquista che fa vuole in realtà soddisfare due tipi di bisogni:

  • i bisogni materiali
  • i bisogni personali

I bisogni materiali sono quelli connessi direttamente con il prodotto. Se per esempio ci stiamo riferendo ad un'auto, il cliente farà attenzione al prezzo, ai cavalli, alla cilindrata, al grado di comfort, il consumo al litro e così via. Accanto ai bisogni materiali, ce ne sono altri in realtà più impellenti, che scatenano il desiderio del cliente alla ricerca.



Questi sono i bisogni personali, detti anche valori. Il cliente, in occasione di un acquisto, desidera ricevere la conferma di tali valori e quindi della sua personalità: di quello che è o che vorrebbe essere.

Se le persone badassero esclusivamente ai bisogni materiali, non comprerebbero tanta roba. E' invece il desiderio di vedere confermata la propria personalità, o meglio di sentirsi ciò che vorrebbero essere, a intensificare l'impulso d'acquisto.

Vediamo l'esempio di una casalinga che voglia acquistare una nuova auto. Vediamo quali sono i suoi bisogni:

  • un portellone basso per caricare la spesa più facilmente;
  • un bagagliaio grande;
  • un'auto non troppo alta, su cui sia facile salire;
  • un basso consumo del carburante in città;
  • una dimensione ridotta dell'auto per parcheggiare facilmente.
I suoi bisogni personali invece sono:

  • il desiderio di acquistare l'auto in quel dato concessionario dato che si è sempre trovata bene;
  • il desiderio di ricambiare in questo modo la pronta assistenza ricevuta di frequente;
  • il desiderio, in quanto donna, di essere presa sul serio e trattata con gentilezza;
  • il desiderio di avere la meglio sul marito che invece vorrebbe un'auto giapponese;
  • il desiderio di  non comprare l'auto X per via della scortesia mostrata da quel venditore.
Ricordiamoci che in caso di offerte con caratteristiche simile, il cliente sceglie quella in grado di soddisfare al meglio i propri bisogni personali.

E' fondamentale dunque, nel corso della vendita, riuscire ad entrare in empatia col cliente e cercare di capire quali sono i suoi bisogni personali, che talvolta sono anche più importanti di quelli materiali.

Tecniche per coinvolgere il cliente e incrementare le vendite

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Cerchiamo di capire il significato della parola bisogno. Possiamo definire il bisogno come uno stato di insoddisfazione tra ciò che abbiamo e ciò che vorremmo avere. Così, un individuo può essere insoddisfatto della propria auto a causa delle troppe riparazioni, o del consumo elevato o perché il modello è superato, ma questa insoddisfazione non si traduce automaticamente in stimolo all'acquisto. Se così fosse il nostro turnover di auto sarebbe elevatissimo a causa dell'altalena di soddisfazioni e insoddisfazioni che l'auto ci procura.

In teoria possiamo dire che nessuno è soddisfatto al 100% di un prodotto o di un servizio, ma il suo livello di insoddisfazione è fluttuante. L'insoddisfazione diviene stimolo all'acquisto solo quando va al di sotto di un livello marginale (break even point), al di sotto del quale decidiamo di risolvere il nostro problema, procedendo all'acquisto. Al di sopra di questo livello, anche se non siamo del tutto soddisfatti, riusciamo a convivere con il nostro problema.

Ognuno di noi ha un suo livello marginale di insoddisfazione che dipende dalla propria personalità, dalle condizioni economiche, dalla competenza sull'apprezzamento dell'oggetto o servizio ecc..



La molla che stimola un cliente all'acquisto è una certa insoddisfazione (bisogno) che ha superato il livello marginale.

Livello marginale della soddisfazione

Troppo spesso si dice che il venditore non sa suscitare l'interesse nel cliente. Perché? Questo è abituato a promuovere il suo prodotto restando ancorato a una serie di caratteristiche e vantaggi standard; così facendo mette in risalto la soddisfazione dei bisogni impliciti, cioè quei bisogni standard, strettamente legati alle prestazioni del prodotto/servizio.

Così i bisogni standard che un'auto potrà soddisfare sono velocità, consumo, tenuta di strada, accelerazione, capienza del portabagagli ecc... il venditore di auto che esalta queste caratteristiche al cliente altro non fa che soddisfare il bisogno implicito di avere un'auto, perché senza accelerazione, velocità, tenuta di strada ecc... non potremmo parlare del bene auto.

La molla che spinge all'acquisto è la soddisfazione di un bisogno particolare, la risoluzione di un problema specifico, quindi un'auto con l'abitacolo particolarmente spazioso perché abbiamo una famiglia numerosa e ci muoviamo con tanti bagagli. In questo caso parliamo di bisogni espliciti, ovvero quei bisogni specifici che il cliente vuole soddisfare perché vuole risolvere un proprio problema. Perciò il suo interesse per la lunga lista di vantaggi è scarso. La sua attenzione è totalmente focalizzata sul bisogno principale, ovvero il bisogno di spazio.


Tecniche di coinvolgimento

Fare domande al cliente è molto importante. Solo facendo domande specifiche possiamo costruire quel patrimonio informativo di cui il cliente ha bisogno. 

Dai un'occhiata a questa situazione:

Un venditore visita un cliente sapendo che quest'ultimo ha avuto qualche problema nell'uso del prodotto concorrente (Zeta). Nel caso in cui il venditore esordisse dicendo: "Ho saputo che lei ha dei problemi! Sono venuto per aiutarla e risolverli" probabilmente si troverebbe di fronte ad una chiusura. Un cliente raramente accetta di scoprire così platealmente i propri problemi davanti ad un venditore. 
Il venditore deve perciò esordire con : "Vorrei sapere il suo parere sul prodotto Zeta. Glielo chiedo perché alcuni clienti hanno riscontrato queste caratteristiche..."

Tramite le domande ottieni un duplice scopo:

  • le informazioni di cui hai bisogno
  • l'attenzione del cliente.
A tutti noi interessa essere al centro dell'attenzione. Facendoti delle domande io ti sto facendo capire che mi interessa qualcosa di te. In quel momento l'attenzione del cliente è massima.

Si dice che a seconda di come vengano poste le domande si possono individuare due tipologie di venditori inesperti:

  • Coloro che sono stati avviati alla vendita senza un corso di formazione. La loro esperienza si manifesta con lunghi monologhi sul prodotto. Il loro problema di vendita è generalmente un problema di comunicazione. Finiscono spesso col confondere la forza persuasiva col parlare. 
  • Coloro che iniziano la loro attività dopo un corso sulle tecniche di vendita. La loro inesperienza si rileva dal tentativo di un dialogo forzato, con interrogatori incalzanti e con domande spesso fini a se stesse, non finalizzate a obiettivi prestabiliti. Il modo in cui pngono le domande spesso irrita il cliente ed invadono la sua privacy.

Come ottenere la libertà finanziaria che hai sempre desiderato

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«La disoccupazione giovanile in Italia ha raggiunto il 36,2% nel maggio 2012» 

L'Istat L'Istituto nazionale di statistica è un ente pubblico fondato nel 1926 con sede a Roma. Ha il compito di effettuare i censimenti della popolazione e numerose indagini di tipo economico sui consumi delle famiglie, sulla disoccupazione, sui prezzi, su esportazioni e importazioni e così via.

Sui suoi dati, che sono considerati ufficiali, vengono calcolati gli aumenti di stipendio e gli aumenti dei canoni di affitto, ma anche l'andamento dell'economia (per esempio l'apertura e la chiusura di imprese) e la crisi o i progressi dei vari settori economici (industria, agricoltura, servizi) o delle categorie sociali (operai e impiegati, lavoratori autonomi eccetera).

«Nel 2012, si stima la chiusura di 25.000 imprese e la perdita di 625.000 posti di lavoro»

(Prometeia È un'associazione fondata nel 1974 che svolge ricerche e analisi dell'economia italiana e internazionale).

Ultimamente siamo bombardati da notizie sull'economia in declino. Eppure la priorità di chi cerca lavoro è ancora in primo luogo la "sicurezza del posto fisso", cioè un contratto che dia sicurezza. La certezza del posto di lavoro è davvero da sempre la priorità numero uno degli italiani e non posso che augurare loro buona fortuna.

Se pensi che lavorare per qualcun altro possa garantire la tua sicurezza, soprattutto al giorno d'oggi, vorrei che considerassi le cose da un altro punto di vista. Avere un posto da dipendente, poco importa per quale società lavori, significa principalmente una cosa: c'è qualcuno che controlla la tua vita alla fine del mese. 



Qualcuno che può importi scadenze stressanti, richiedere straordinari, ridurre le tue aspettative di aumento di stipendio. "Trova un buon lavoro" è quello che ti hanno sempre insegnato, e negli anni hai avuto modo di costruire il sogno di trovare un lavoro affidabile, che ti dia un buon stipendio e, perché no, anche l'auto di servizio e un mese di vacanze pagate ogni anno.

Il problema è che, a fronte di queste belle cose, stai trascurando un punto fondamentale: hai perso il controllo per l'illusione della sicurezza. La tua vita dipende da una sola fonte di reddito e su questa fonte non hai possibilità di controllo. Lo dicono le statistiche che abbiamo appena letto. E frequente sentire storie di persone ricche, con redditi da milioni di euro, auto di lusso, appartamento di standing, abituate a soddisfare i più bizzarri capricci.

Un giorno, per qualche caso fortuito, spesso a causa di fattori esterni, si ritrovano a perdere tutto, proprio come era successo a me diversi anni fa. Mi sono fatto spesso questa domanda: "Se un giorno sono ricco e il giorno dopo mi ritrovo a ripartire da zero, ero davvero ricco?". Se guadagno uno stipendio da 200.000 € sono ricco? Se invece di guidare una Ferrari F458 preferisco vivere più modestamente e fare beneficenza, sono meno ricco? Penso quindi che prima di proseguire sia necessario metterci d'accordo sul significato della parola "ricco".

Negli anni ci siamo abituati ad associare la ricchezza agli status symbol proposti dalla pubblicità e dai geni del marketing, perdendo di vista un concetto importante. La ricchezza non riguarda i soldi, i soldi sono solo il mezzo con cui raggiungere i risultati, i soldi sono il prezzo della ricchezza. La ricchezza riguarda la libertà. Libertà dalle preoccupazioni finanziarie, libertà di non avere capi, libertà di non dover mettere la sveglia la mattina e di poter viaggiare quando vuoi. Libertà di poter offrire un pasto completo al barbone che incontri in metrò.

Libertà di essere chi sei veramente e di realizzare quello che davvero desideri nella vita. La libertà ha un prezzo, che si paga in denaro (è crudele e la tua voce interiore ti sta già dicendo che non è vero — ma è così). Qualsiasi sogno tu abbia ha un costo, anche la beneficenza. Non a caso le persone che fanno più beneficenza al mondo (Bill e Melinda Gates, Warren Buffet) sono anche le più ricche. 

Un tempo, la ricchezza di un uomo veniva calcolata sulla base dei terreni e del numero di schiavi che possedeva. E gli schiavi permettevano all'uomo di avere tempo libero dalle incombenze più faticose. Oggi per fortuna la nostra definizione di ricchezza è cambiata, ma se vuoi essere libero, cioè se vuoi essere ricco, devi abituarti a considerare i soldi come i tuoi schiavi. Il denaro non basta possederlo, devi imparare a guadagnarlo e farlo lavorare al posto tuo.



In questo modo, e senza sforzo diretto, riuscirai a creare nuovo denaro semplicemente facendo lavorare al posto tuo il capitale di partenza. Non devi lavorare per il denaro, è il denaro che deve lavorare per te. Ritorniamo alla questione del posto fisso. Se la ricchezza è libertà, devi difenderla a tutti i costi. E devi evitare che dipenda da una sola fonte di reddito, perché qualsiasi evento esterno (licenziamento, cambio normativo, cataclisma, infortunio) rappresenterebbe un rischio elevatissimo che potrebbe annullare in pochissimo tempo quanto hai costruito, e di conseguenza limitare la tua libertà.

Seguendo questo ragionamento, qualche anno fa ho coniato una definizione per la ricchezza: Libertà Finanziaria.

È libero finanziariamente (quindi ricco) chi ha più di 3 entrate automatiche, che coprono il costo del suo stile di vita. 

FORMULA DELLA LIBERTA' FINANZIARIA: 3 x ENTRATE AUTOMATICHE > USCITE CORRENTI

Se ci pensi, rappresenta una rivoluzione rispetto al modo di pensare che ci hanno trasmesso fino a oggi. Tu sei l'architetto della tua vita e devi avere il controllo della situazione, annullando il rischio che il tuo datore di lavoro o qualsiasi altro evento possano spazzare via i tuoi progetti per il futuro.

Oggi non puoi permetterti di contare su nessun altro che te stesso per assicurare la qualità del tuo futuro: non contare sul governo, non sul sistema pensionistico, non sul tuo datore di lavoro. Libertà Finanziaria significa innanzitutto prendere il controllo della situazione. Ma come? La definizione è precisa: devi creare almeno 3 entrate automatiche; queste devono coprire il costo del tuo stile di vita. Messa in questi termini, le entrate automatiche ti permettono di mantenere il tuo stile di vita per molto tempo, poco importa quello che accade al tuo lavoro principale. Prendiamo l'esempio della famiglia Verdi, che dispone di un capitale di 80.000 €, guadagna 3.000 € netti al mese e spende 1'85% del proprio stipendio ogni mese (poiché avevamo detto che risparmiava il 15% ogni mese). Se entrambi perdessero il lavoro, per quanto tempo potrebbero permettersi di mantenere il proprio stile di vita? Usiamo questa formula:



Tempo totale = denaro a disposizione/spese mensili Tempo totale = 80.000 €/2.550 € = 31 mesi

La maggior parte delle persone si focalizza solo sulle nozioni di tasso di interesse, di ritorno sull'investimento, di massimizzazione del profitto. Pensare invece in termini di benessere finanziario e di Libertà Finanziaria permette di pensare al futuro in termini completamente diversi. Ma cosa sono le entrate automatiche e come si creano?

Calcola la tua durata finanziaria

Scopri quanto tempo puoi permetterti di vivere contando solo sui tuoi risparmi, inserendo qui le informazioni relative alla tua situazione finanziaria:

DENARO A DISPOSIZIONE______________________________
SPESE MENSILI__________________________________

Ora applica la formula vista sopra: Tempo totale (in mesi) = denaro a disposizione/spese mensili RISULTATO (in mesi) _______________________________________________________


Attenzione a questo risultato, perché è quello su cui dovremo lavorare da adesso in poi. Il tuo futuro non può avere una scadenza predefinita, e non puoi più lasciare agli altri il controllo della tua vita. Le entrate automatiche sono redditi che non richiedono sforzo diretto da parte tua. Di sicuro farai uno sforzo iniziale importante per crearle, ma poi ti faranno guadagnare in automatico senza che tu faccia più molta fatica per gestirle.

Sono proprio il contrario del reddito da lavoro, dove baratti tempo per denaro, cioè ricevi un compenso mensile per lavorare 8 ore al giorno, 24 giorni al mese. Immagina le conseguenze di questa rivoluzione nella tua vita: se il costo del tuo stile di vita non dipende più dal tuo stipendio, significa che non hai bisogno di lavorare per vivere.

Ne deriva che puoi ritagliarti il tempo per fare quello che hai sempre sognato: passare più ore con i tuoi figli, andare al mare ogni weekend, fare il lavoro che hai sempre voluto ma che per motivi economici non hai mai avuto il coraggio di scegliere.

Alcuni esempi di entrate automatiche sono:


  • Affitti — fai lo sforzo iniziale per l'acquisto e la messa a reddito di un immobile e percepisci una rendita mensile pagata dall'inquilino. 
  • Royalty — cioè diritti d'autore o di inventore da libri (come questo), da prodotti in licenza, da brevetti o da sviluppo di applicazioni lphone-Android e via dicendo. Fai uno sforzo iniziale per creare qualcosa e riceverai un compenso negli anni successivi per ogni copia venduta del libro o del prodotto creato.
  • Partecipazioni in aziende — investi il tuo capitale o le tue conoscenze tecniche in un'azienda e partecipa alla divisione degli utili provenienti dal lavoro fatto da chi nell'azienda ci lavora.
  • Network Marketing — partecipa a un modello di vendita che comporta la creazione di una squadra di persone. Guadagni non solo per le vendite fatte da te, ma anche per ogni vendita fatta dalla tua squadra. 
  • Vendendo prodotti - è possibile acquistare prodotti digitali di altri ad una modica cifra e rivenderli anche con un rincaro del 150%. Come fare? Dai un'occhiata qui.
  • Tramite forex - ovvero giocare in borsa online con le valute. Non è semplice ma c'è sempre il tempo per imparare. Puoi iniziare da qui.



L'investimento in immobili, in aziende o in borsa permettono di creare o accrescere il capitale molto rapidamente. Si tratta di settori nei quali, con le giuste conoscenze è possibile ottenere delle performance superiori al 30% annuo con un grado di rischio relativamente basso (più conosco i rischi e più sono in grado di gestirli). Vedremo le diverse tecniche nel corso dei prossimi volumi, ma vorrei per il momento soffermarmi sul punto fondamentale. La ricchezza non è un'entità indefinita, la ricchezza è la tua libertà e la libertà ha un prezzo. Il tuo obiettivo sarà raggiungere la Libertà Finanziaria, cioè quella condizione in cui un individuo ha più di 3 entrate automatiche, che coprono il costo del suo stile di vita attuale e di quello che desidera.