3 Cose che a scuola non ti dicono sui soldi

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Quante volte te lo sei sentito ripetere? Studia, prendi il diploma, vai all'università... Non fraintendermi, non ti sto dicendo che studiare non serve: sono il primo a investire tempo e somme astronomiche per continuare ad accrescere la mia formazione. E non intendo nemmeno dire che un diploma non serve a nulla nel contesto attuale. Quello che devi però considerare e che la laurea non ti aiuterà a raggiungere la Liberta Finanziaria, non ti renderà più ricco, e la stessa cosa vale per i master post-laurea. Dal punto di vista della ricchezza, infatti, la formazione "convenzionale" ha 3 limiti:
  • spesso molto costosa, in particolare le universit° (anche pubbliche, ormai) e i master.
  • Non trova riscontro economico proporzionale sul mercato (se hai un MBA guadagni molto pi§ di un laureato?).
  • Richiede un investimento notevole in termini di tempo.

MBA è l'acronimo di Master in Business Administration. Si tratta di corsi riservati a laureati. Attivi negli USA dalla fine del XIX secolo, in Italia sono proposti, a partire dalla fine del secolo scorso, da università quali, fra le altre, la Cattolica, l'Università di Bologna, la Luiss, la Bocconi. Mettiamola in questi termini: se guadagni 30.000 € all'anno e ti iscrivi a un master che ne costa 30.000 €, contraendo un debito della durata di 10 anni, e grazie all'MBA riesci a ottenere un nuovo posto di lavoro che aumenta il tuo stipendio del 10%, hai fatto davvero un affare? 

La spinta a frequentare scuole sempre più esclusive, sempre più costose e sempre più specifiche e una delle distorsioni del sistema attuale, il quale vuole farti credere che in questo modo diventerai ricco. E infatti, hai notato quante famiglie della classe media fanno sforzi economici titanici per mandare i figli nelle migliori università americane? Eppure Richard Branson, fondatore di Virgin, Steve Jobs, fondatore di Apple, Bill Gates, fondatore di Microsoft, Walt Disney, Michael Dell, Henry Ford, Coco Chanel, il grandissimo architetto Le Corbusier... Nessuno di loro ha mai concluso gli studi fino al livello massimo (laurea + master).


Erano focalizzati sul creare ricchezza seguendo le loro passioni e non sull'investire in formazione. Più progredisci nella formazione, poi, più questa diventa specializzata e tecnica. Mi sono laureato in Scienze bancarie, finanziarie e assicurative alla Cattolica di Milano e tutto quello che ho imparato mi sarebbe servito per un impiego in banca. A cos'altro può servire conoscere la formula del calcolo del mutuo con ammortamento alla francese, all'italiana, alla tedesca o all'americana?

La formazione tradizionale comporta la conseguenza involontaria di limitare di fatto le tue opzioni per il futuro, restringendole a specifiche discipline. Può un medico trovare impiego facilmente in un altro settore? E un architetto? Seguendo la classica legge di mercato, meno opzioni hai, meno vali.

Qui arriviamo al punto centrale: la formazione convenzionale serve a creare dipendenti migliori. A fronte di una formazione tecnica estremamente specifica, la scuola nulla dice in merito al denaro, alla creazione di ricchezza e alla libertà dell'individuo nel mondo attuale.

I programmi scolastici sono costruiti in modo da percorrere la storia dell'uomo, delle arti e delle scienze, ma non forniscono strumenti per avere successo nel contesto attuale. Per esempio, nulla dicono sulla leadership, sulla capacità di negoziare, sulla finanza personale, su come creare un business, sulla capacità di comunicare.

Tutte abilità che devi sviluppare da solo, quando ormai sei adulto e hai dovuto imparare a tue spese che quelle sono le cose che contano. Perché, se è vero che alla fine del tuo corso di studi sei in grado di disegnare un grattacielo su carta millimetrata, non ti hanno insegnato tutte quelle abilità che ti renderebbero credibile, affidabile e che ti darebbero valore agli occhi del mondo.

La verità è che il costo della formazione è alle stelle, ma i benefici della formazione tradizionale sono ai minimi storici. Un numero su tutti: nel 2012, il 33% circa dei giovani italiani è disoccupato, e molti altri sono impiegati in stage (remunerati o pochissimo o addirittura per nulla). Qualunque sia il tuo status, qualunque sia la tua condizione, il mio consiglio è di considerare la formazione come parte essenziale del tuo percorso attuale e futuro. Proprio perché il percorso formativo tradizionale, la scuola e l'università, non sono in grado di fornirti gli strumenti utili per renderti libero anche dal punto di vista finanziario, devi dedicare del tempo a individuare e costruire una formazione/cultura alternativa, per te e per i tuoi figli.

Il sistema scolastico attuale è strutturato ancora sulla base delle necessità della società di inizio '900, quando la scuola serviva essenzialmente per creare due classi sociali: la classe dirigente (scuole tecniche, licei e università) e la classe operaia (scuole professionali). L'educazione basata sul rispetto dei tempi imposti, sul suono della campanella, sull'appello all'inizio di ogni giornata, sulla giustificazione per le assenze, risponde ai criteri che verranno poi applicati ogni giorno, in ufficio o in fabbrica, sia dal dipendente che timbra il cartellino sia dal dirigente o direttore che coordina e controlla, ma che deve comunque rispondere a qualcuno che sta sopra di lui. 



La scuola ha aggiornato i vecchi programmi, aggiungendo la storia del Novecento e gli autori moderni, ha introdotto l'informatica come materia di studio e i registri elettronici, ha aumentato la quantità delle nozioni, ma non è cambiata per quanto riguarda una preparazione di qualità da proporre nel mondo lavorativo attuale e futuro. Nel futuro avremo sempre più bisogno di essere flessibili, cambieremo lavoro almeno 7 volte nella nostra vita lavorativa, e molto probabilmente non avremo un "capo" fisso. La scuola non ti insegnerà mai come gestire il denaro e come farlo lavorare al posto tuo: la scuola è stata pensata per farti lavorare per gli altri. Pertanto, se vuoi essere preparato ad affrontare il futuro che si prospetta, non puoi basare la tua formazione esclusivamente sul sistema scolastico tradizionale della scuola primaria, secondaria o universitaria che sia. "Vai all'università" è ormai un cattivo consiglio, perché la formazione fornita è incompleta. Se decidi di andare all'università o di mandarci i tuoi figli, devi essere pronto a integrare la tua formazione, utilizzando il tuo tempo libero, con la cultura finanziaria e la conoscenza dei comportamenti che attuano le persone di successo in quel campo.

Trovare un posto fisso


Thank God it's friday dicono gli inglesi, ovvero: «Grazie a Dio è venerdì». E, dal venerdì alle cinque al sabato notte, i pub inglesi vedono riunirsi persone appartenenti a ogni ceto sociale e di diverse fasce d'età, che bevono birra e festeggiano. Per quale motivo? Perché li aspettano due giorni in cui non si lavora. Le persone celebrano il venerdì perché è il momento in cui possono godere dello scambio che hanno accettato di fare, uno scambio "5 contro 2".

Trovare un posto fisso significa proprio trovare una posizione di lavoro dipendente in cui barattare tempo per denaro. Firmando il contratto di lavoro, ti impegni a dedicare 5 o più giorni ogni settimana, in cambio di io 2 giorni liberi alla settimana (più eventuali ferie) e di uno stipendio. Certo, per molti lavori sono necessarie delle abilità specifiche, per le quali il "capo" è pronto a pagare, ma resta un baratto tra tempo e denaro. Ti ritrovi così a costruire una pericolosa (dato il modo in cui sta cambiando il mondo) area di comfort, che ti permette di "staccare la spina".

Dedicando 5 giorni su 7 del tuo tempo, pensi che sarà responsabilità di qualcun altro prendersi cura dei tuoi bisogni economici. In fondo, il lavoro ti dà sicurezza, o meglio l'illusione della sicurezza. Dopo anni di sacrifici in cui sopporti colleghi antipatici, capi esigenti e frustrazioni, infatti, speri di arrivare alla pensione, quando potrai goderti i frutti di tutti quegli anni in cui ti sei fatto forza.

Non presumere che il lavoro sia sicuro, specialmente al giorno d'oggi. Consideralo per quello che è veramente e creati un piano di riserva, facendo in modo che il denaro che stai creando lavori al posto tuo. Seguire il Consiglio "trova un posto fisso" non ti permetterà di diventare ricco, perché ti pone di fronte a due limiti insormontabili: la giornata è composta solo da 24 ore, e il tempo non si può allungare; sei umano, e c'è un limite fisico di energie da dedicare al lavoro, oltre il quale non riuscirai ad andare, se non al prezzo della tua salute fisica e psichica.

Nel seguire i consigli che ti hanno dato per avere più denaro, ti è sfuggito un particolare: hai barattato tempo per denaro e sei entrato in un circolo vizioso. Per avere più tempo, devo guadagnare più denaro, ma per guadagnare più denaro, devo dedicare più tempo. Questo sistema non sta in piedi, perché ci sarà un momento in cui avrai esaurito il tempo da dedicare al lavoro. Di conseguenza, non potrai guadagnare di più. E non è detto che lo stipendio che riesci a ottenere dopo tutti questi sforzi sia sufficiente. Se vuoi diventare ricco, se vuoi raggiungere la Libertà Finanziaria, credimi, la tua professione non ti permetterà di riuscirci.


Chi ti spinge a trovare un "buon lavoro", ti incoraggia a scegliere di dipendere da altri e a lasciare da parte i tuoi sogni per il futuro, a fronte di uno scambio impari che potrebbe la-sciarti appiedato nel bel mezzo del cammino. Devi prevenire oggi l'eventualità di rimanere senza lavoro un domani. Come fare? Innanzitutto, devi sapere che esiste una differenza fondamentale tra lavoro e professione. Con la professione barattiamo tempo contro denaro. Con il lavoro costruiamo entrate automatiche che ci daranno denaro anche senza un nostro intervento diretto.

Quando chiedo a qualche mio corsista: «Qual è il tuo lavoro?», mi rispondono; «Commercialista, dentista, impiegato...». Ma non si tratta di lavoro, è la loro professione. È l'attività attraverso la quale, lavorando almeno 8 ore al giorno, ottengono uno stipendio. In particolare per commercialisti, dentisti, manager e simili si tratta di professioni che permettono di guadagnare molto finché si lavora. Quando vanno in pensione, però, i commercialisti abituati a incassare 10.000 € al mese percepiranno forse una pensione di €2.000.

Sono assai pochi coloro che se ne preoccupano prima, perché le cose vanno bene, e non pianificano come gestire questa riduzione dello stile di vita. Dovranno prendere provvedimenti oggi oppure adattarsi. La stessa cosa vale per i dentisti, per i quali un qualsiasi incidente che ne limiti l'uso delle mani potrebbe bloccare totalmente la loro capacità di produrre reddito.

Finché tutto fila liscio, la natura ci porta a pensare che le cose continueranno a funzionare nello stesso modo: non c'è motivo per cui dovrebbero cambiare. Quando però l'impensabile accade (anche le Torri Gemelle di New York, era praticamente impossibile che crollassero), per colpa della crisi o di qualsiasi evento esterno non previsto e non controllabile, si entra in panico.

La stato di panico, condizionata dal cervello rettile, porta a reagire in modo impulsivo, facendo tutto il possibile per sopravvivere in quel momento. Invece, la sopravvivenza dev'essere pianificata prima: quando le cose vanno male è già troppo tardi. Per esperienza, l'unico modo per riuscire a guadagnare di più è creare entrate che non dipendono dal tempo che dedichi loro: le entrate automatiche.

Creando fonti di reddito che non dipendono dal tuo tempo, e che quindi producono reddito ovunque tu sia e qualunque cosa tu stia facendo, riuscirai a evitare il rischio della "bancarotta da tempo". Certo, all'inizio creare un'entrata automatica può richiedere uno sforzo notevole, magari può addirittura comportare di dedicare all'impresa tutti i 7 giorni della settimana in cambio di nessun giorno immediatamente disponibile. Eppure questo sforzo iniziale, che non richiede comunque anni e anni ma ti impegna per un periodo breve, potrà tradursi in una vera libertà: la Libertà Finanziaria.



Costruire la Libertà Finanziaria non significa smettere di lavorare, bensì non dover più lavorare. Hai la libertà di svolgere il lavoro che più ti piace, non scelto sulla base del tipo di contratto offerto o dello stipendio proposto. Semplicemente potrai fare il lavoro che appaga di più la tua predisposizione naturale, che sia curare i bambini, aiutare i disabili, fare volontariato o gestire un dipartimento di una grande multinazionale. Eliminando il concetto di dovere, elimini anche tutti i fattori di stress che colpiscono sempre più la popolazione.

Soprattutto se ritieni di avere un posto di lavoro non minacciato dalla crisi, inizia a preparare un piano B che ti permetta di creare entrate automatiche.

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